Ahmed Cemal Pascià

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Ahmed Cemal Pascià
Ahmed Djemal - Project Gutenberg eText 10338.png
NascitaMitilene, 6 maggio 1872
MorteTbilisi, 21 luglio 1922
Cause della morteassassinato
Luogo di sepolturaErzerum
Dati militari
Paese servitoImpero ottomano Impero ottomano
Afghanistan Emirato dell'Afghanistan
Forza armataOsmanli-nisani.svg Esercito Ottomano
Anni di servizio18931918
GradoGenerale
GuerreGuerre balcaniche
Prima guerra mondiale
CampagneSinai e Palestina
Mesopotamia
Comandante diQuarta Armata
Altre caricheMinistro della Marina
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Ahmed Cemal, noto anche come Cemal Pascià, Gemal Pascià, Djemal Pasha o Jamal Basha (Mitilene, 6 maggio 1872Tbilisi, 21 luglio 1922), è stato un generale e politico turco.

Con Ismail Enver e Mehmet Talat, fece parte del triumvirato militare detto dei Tre Pascià che guidò l'impero ottomano dal 1913 alla fine della prima guerra mondiale, come loro fu membro della Massoneria. I tre furono i responsabili del genocidio armeno, del genocidio degli assiri e del genocidio dei greci del Ponto[1][2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lambros Couloubaritsis, La complexité de la Franc-Maçonnerie. Approche Historique et Philosophique, Bruxelles, 2018, Ed. Ousia, p. 387.
  2. ^ Akçam, Taner, 1953- author., The young Turks' crime against humanity : the Armenian genocide and ethnic cleansing in the Ottoman Empire, ISBN 9781400841844, OCLC 1034166190. URL consultato il 15 maggio 2019.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Guerra dei Balcani[modifica | modifica wikitesto]

Prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'entrata in guerra dell'Impero ottomano contro l'intesa, Cemal ed Enver presero il controllo diretto delle forze armate ottomane; Cemal ottenne di guidare la quarta armata al confine con l'Egitto, mentre Enver prese la Terza che schierò sul Caucaso[1].

Cemal tento di occupare il canale di Suez, ma si bloccò davanti esso per tutto il 1915 e 1916 fino a quando gli Inglesi non lo respinsero indietro.[1]

Dopo la fine delle ostilità, scappò con Enver e Talat da Costantinopoli e si dispersero, andando in esilio.[1]

Esilio e morte[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN248387938 · ISNI (EN0000 0003 6971 3538 · LCCN (ENn86007083 · GND (DE119311798 · BNF (FRcb16753631w (data) · WorldCat Identities (ENn86-007083
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  1. ^ a b c Rogan, Eugene., La Grande Guerra nel Medio Oriente : la caduta degli ottomani : 1914-1920, Bompiani, 2016, ISBN 9788858773468, OCLC 1020164097. URL consultato il 7 maggio 2019.