Mehmed Talat Pascià

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Mehmed Tal'at Pasha nel 1915.

Mehmed Tal'at Pascià (in turco ottomano محمد طلعت; Edirne, 1874Berlino, 15 marzo 1921) è stato uno dei leader dei giovani Turchi insieme ad Ahmed Gemal e ad Ismail Enver e ricoprì un ruolo equivalente al ministro dell'interno (dal 1913 al 1918) nell'Impero ottomano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fu inoltre uno dei principali sostenitori dell'entrata dell'Impero ottomano nella prima guerra mondiale al fianco della Germania e durante questa contribuì all'organizzazione del genocidio armeno, del genocidio degli assiri e di quello dei greci del Ponto [1], venendo perciò poi condannato dal tribunale del sultano alla fine del conflitto insieme agli altri due componenti dei "Tre Pascià". La rivoluzione di Atatürk, sovvertendo l'ordine politico della Turchia, ne permise la liberazione, ma durante un viaggio a Berlino fu assassinato per vendetta da Soghomon Tehlirian, un armeno sopravvissuto al genocidio e membro del Progetto Nemesi.

Fu membro eminente della massoneria turca, di cui fu il primo Gran maestro[2].

Gli armeni lo chiamano l'Hitler turco.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Akçam, Taner, 1953- author., The young Turks' crime against humanity : the Armenian genocide and ethnic cleansing in the Ottoman Empire, ISBN 9781400841844, OCLC 1034166190. URL consultato il 15 maggio 2019.
  2. ^ "The History of Freemasonry in Turkey" sul sito ufficiale della Grand Lodge of Free and Accepted Masons of Turkey

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