Agip Abruzzo

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M/c Agip Abruzzo
MC Agip Abruzzo in fire.jpg
I soccorsi alla Agip Abruzzo
Descrizione generale
Civil Ensign of Italy.svg
Tipo Motocisterna petroliera
Numero unità 4
Proprietà SNAM S.p.A. - Milano
Identificazione 4313
Costruttori Italcantieri
Cantiere Monfalcone (GO)
Impostazione Troncone di poppa 20 febbraio 1976, troncone di prua 18 settembre 1976
Varo Troncone di poppa 7 luglio 1976, troncone di prua 4 marzo 1977
Completamento 30 aprile 1977
Entrata in servizio 30 aprile 1977
Destino finale Demolita nel gennaio 1992 a Gaddani
Caratteristiche generali
Stazza lorda 127.070,00 tsl
Lunghezza 330,7 m
Larghezza 51,81 m
Altezza 25,6 m
Propulsione Un motore Diesel FIAT con potenza di 38.600 CV, una elica
Velocità 16,4 nodi (30 km/h)
Capacità di carico 254.631,00 t.p.l.

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L'Agip Abruzzo è stata una petroliera appartenente alla flotta navale della SNAM, società appartenente al gruppo Eni[1].

L'unità faceva parte di una serie di navi, ordinate dalla SNAM all'Italcantieri, comprendente anche "Agip Lazio", "Agip Marche" e "Agip Campania".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Venne impostata nei cantieri navali di Monfalcone nel 1976 e consegnata nel 1977 per il servizio di trasporto del greggio. Venne sottoposta a lavori di ristrutturazione nel 1987 a Genova, che comportarono un accorciamento a 267,58 metri e una riduzione della stazza a 98.545,00 tonnellate. Nel 1991 la nave fu coinvolta nel tragico disastro della collisione con la motonave Moby Prince e nel conseguente incendio. Avendo riportato gravi danni ed essendo antieconomica la riparazione, l'unità fu avviata alla demolizione. Durante il trasferimento verso il cantiere di demolizione, in scalo a Las Palmas, il 3 novembre 1991, le fu cambiato nome in Zeus. Venne demolita nel gennaio 1992 a Gaddani in Pakistan.

L'incidente di Livorno[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: disastro del Moby Prince.

La nave fu coinvolta la sera del 10 aprile 1991, mentre era alla fonda nella rada di Livorno, nella collisione con il Moby Prince, traghetto diretto ad Olbia appartenente alla società Navarma, in cui morirono 140 persone, tutte imbarcate sul Moby Prince.

L'incidente è considerato il più grave nella storia della marina mercantile italiana dal secondo dopoguerra; ancora oggi non è stato possibile fare luce sulle cause che hanno portato alla tragica collisione.

Risarcimenti[modifica | modifica wikitesto]

Per l'accaduto, la SNAM fu condannata a risarcire le vittime del disastro ed il terzo ufficiale di coperta della petroliera Agip Abruzzo fu condannato per non aver utilizzato il radar in condizioni di visibilità che lo avrebbero reso necessario.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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