Acceleratore di andatura

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Heelys (scarpe con ruota sotto al tallone)

2015 Toscana.jpg

Bici a spinta (o trottinette o footbike o kickbike)

Poweriser, Brněnské běhy 2010 (05).jpg

Trampoli a molla (jumping stilts)

Waveboard4.JPG

WaveBoard

Segways polizia 01.jpg

Segway in dotazione alla Polizia italiana

Solowheel in Rehbinderintie C IMG 5997.jpg

SoloWheel, MagicWheel, OrbitWheel

Il codice della strada italiano introduce il termine acceleratore di andatura o acceleratore di velocità all'interno dell'articolo 190 riguardante le norme di comportamento dei pedoni.

Nel dettaglio l'articolo 190 recita al comma 8:

« La circolazione mediante tavole, pattini od altri acceleratori di andatura è vietata sulla carreggiata delle strade »

Mentre il comma 9:

« È vietato effettuare sulle carreggiate giochi, allenamenti e manifestazioni sportive non autorizzate. Sugli spazi riservati ai pedoni è vietato usare tavole, pattini od altri acceleratori di andatura che possano creare situazioni di pericolo per gli altri utenti »

Nel Codice non compaiono altri riferimenti agli acceleratori di andatura, né ne viene fornita una definizione che possa sciogliere dubbi interpretativi. È evidente che l' acceleratore di andatura indica un mezzo di trasporto che non può essere un veicolo né un velocipede (comunemente detto bicicletta). Tali mezzi sono definiti altrove nel Codice, e devono possedere precise caratteristiche.

Vengono esplicitamente nominati dal Codice come esempi di acceleratori di andatura: tavole (ossia skateboard) e pattini (con ogni probabilità il legislatore intendeva pattini a rotelle). Si può ragionevolmente estendere l'inclusione ad altri mezzi quali monopattino, tripattino, trampoli, monociclo, e ogni altro dispositivo che consenta ad un individuo di raggiungere un'andatura più spedita rispetto alla consueta locomozione bipede. Peraltro il termine andrebbe più correttamente indicato come modificatori di andatura, giacché vi sono dispositivi come il Pedalo® e il pogo che non consentono un'andatura più rapida del camminare, ma possono comunque costituire intralcio e pericolo per i normali pedoni. Pur non essendo esplicitato si ritiene che gli acceleratori di andatura vadano intesi come dispositivi ad azionamento muscolare (quindi non elettrici / autoalimentati) e individuali (ossia usufruibili da una singola persona per volta).

Le carenze dell'articolo 190 si riflettono in una interpretazione confusa della materia. I mezzi a locomozione elettrica oggi esistenti (i cosiddetti Hoverboard ossia gli scooter elettrici autobilanciati a due ruote e il monociclo autobilanciato) non parrebbero rientrare nella categoria degli acceleratori di andatura, il che farebbe decadere l'applicabilità dei due commi dell'articolo 190, con conseguente libertà di circolare con essi sugli spazi riservati ai pedoni. Per quanto riguarda il Segway vi è una nota del Ministero dei Trasporti, Dipartimento per i Trasporti Terrestri[1] che ne esclude la classificazione tra gli acceleratori di andatura (poiché trattasi di mezzo non funzionante a propulsione esclusivamente muscolare), e ne permette l'uso sugli spazi pedonali; curiosa inoltre la dichiarata non rilevanza del comma 9 dell'art. 190: come se si volesse far intendere che il Segway è più sicuro e controllabile di altri acceleratori, per cui non costituisce (o non può costituire) pericolo. Diverso è invece il trattamento riservato ai monopattini elettrici secondo la comunicazione del Ministero dell'Interno del 10 luglio 2003[2][3] poiché trattasi di acceleratori di velocità... e come tali esclusi dalla possibilità di essere utilizzati... sul marciapiede, in questo caso solo se tale uso possa creare situazioni di pericolo per gli altri pedoni. Nei due casi — del Segway e dei monopattini elettrici — le istituzioni approdano a conclusioni analoghe (ossia possibilità di circolazione sugli spazi pedonali) ma con un diverso percorso logico, diversa classificazione dei due dispositivi e motivazioni diverse. Incidentalmente l'interpretazione del comma 9 vietato usare... acceleratori di andatura che possano creare situazioni di pericolo data dal Ministero[2][3] assegna al possano una valenza misurata sull'uso (da leggersi come: qualora possano) e non assoluta (ossia possono sempre e comunque).

In Italia, i praticanti delle attività elencate possono quindi venir sanzionati nel caso utilizzino la carreggiata, le corsie riservate ai velocipedi, o gli spazi riservati ai pedoni creando pericolo[4][5][6].

Un'interpretazione restrittiva dell'art. 190 porterebbe a concludere che gli acceleratori di andatura possono essere utilizzati senza rischio di sanzioni solo all'interno delle proprietà private o di spazi appositamente riservati. Ma le circolari interpretative istituzionali sopra citate sentenziano diversamente e si allineano a quanto disposto in altri paesi europei, dove già da tempo gli skater e i pattinatori sono assimilati ai pedoni[7]. In alternativa, dato che la banchina non viene nominata nell'articolo citato, si potrebbe dedurre che è ammessa la circolazione degli acceleratori sulle banchine delle carreggiate, dove presenti. Tale possibilità risulta comunque marginale e non scevra di pericoli per volesse usufruirne.

Particolare interesse per i praticanti di attività con acceleratori di andatura (ossia pattinatori e skater) rivestono i percorsi pedonali e ciclabili. Si tratta di spazi prioritariamente destinati ai pedoni, ma con la possibilità di transitarvi anche in bicicletta[8]. Tale commistione rende inoperativo, o se non altro indebolisce l'applicabilità del comma 9 dell'art. 190 (trattandosi di spazio non esclusivamente riservato ai pedoni), e ovviamente non sussiste in questo caso nemmeno l'esclusività di circolazione alle biciclette. L' accelerazione di andatura ottenibile con i più vari attrezzi è normalmente minore di quella attuabile con i velocipedi, quindi il consenso di accesso accordato a questi ultimi nei tracciati promiscui (pedoni e bici) farebbe presupporre che a fortiori tale accesso vada tacitamente concesso ad altri mezzi più lenti delle biciclette (ma più veloci dei pedoni). Restano validi in ogni caso i criteri generali di sicurezza e di rispetto degli altri occupanti.

Vi è, non solo in Italia, un vuoto normativo riguardante l'insieme dei mezzi di locomozione individuale che non trovano attualmente collocazione entro le categorie prestabilite. Nell'attuale ottica europea di progressiva decarbonizzazione dei contesti urbani, da attuarsi anche attraverso un maggior ricorso a modalità di spostamento alternative e non inquinanti, andrebbe sviluppato un quadro di riferimento idoneo a valutare in maniera chiara i possibili margini di utilizzazione di tali mezzi, senza ricorrere a forzature ed escamotage.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]