Velocipede

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Velocipedi da una enciclopedia tedesca del 1887
Vélocipédomanie, disegno umoristico francese anonimo apparso tra 1865 e 1870
Velocipede del 1880
The American Velocipede, 1868, da Harper's Weekly
"boneshaker" europeo del 1868
Thomas Mccall nel 1869 su suo velocipede

Velocipede è, secondo l'accezione comune, il nome attribuito all'antenato dell'odierna bicicletta.

Il Codice della strada italiano definisce e considera come velocipedi non solo le biciclette ma anche i risciò, le biciclette a quattro ruote in uso specialmente nelle località turistiche marine, i monopattini, i carri leggeri a tre ruote montati sul retrotreno di una bicicletta, ecc.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Tra i primi velocipedi si trovano esemplari a singola ruota, a due, tre come i tricicli e anche quattro, cinque ruote. Alcuni avevano i pedali attaccati alla ruota anteriore come nel biciclo, mentre i veicoli a tre o quattro ruote usavano treadles e leve per muovere ruote posteriori. Il biciclo era caratterizzato da una ruota motrice anteriore molto più alta di quella posteriore, era mosso agendo su due pedivelle montate sulla ruota anteriore stessa ed il sellino è posto direttamente sopra ad essa. Le grosse dimensioni della ruota anteriore servivano per aumentare la strada percorsa con un singolo giro di pedali e quindi la velocità.

Ma per arrivare alla struttura tecnica del velocipede nel giro di pochi anni si assistette ad un'intensa evoluzione, a partire dal suo precursore, chiamato celerifero, che fu presentato dal conte francese Mède de Sivrac nel lontano 1796, ancora mancante di pedali e di un sistema di controllo e di manovra. Dopo pochi anni, intorno al 1815, il nobile tedesco Karl Friedrich Drais von Sauerbrounn inventò la draisina, attrezzata già di una sella e di un manubrio per governare la ruota anteriore e chiamata in tedesco Laufmaschine. Fece il suo debutto il 12 giugno 1817. Ottenne un brevetto nel 1818. Fu il primo esempio di balance bicycle e divenne nota nel Regno Unito e Francia come draisine, draisienne (francese), vélocipède (francese), swiftwalker, dandy horse (molto popolare tra i dandies) o Hobby horse. Interamente in legno.

Il termine "velocipede" fu coniato nel 1818 da Nicéphore Niépce per descrivere la sua versione di Laufmaschine, che includeva una sella (bicicletta) regolabile.[1] Ci vollero 40 anni perché il "velocipede" divenne d'uso comune come termine, con la prima versione di bicicletta a pedali, sviluppata da Pierre Michaux, Pierre Lallement e da i Fratelli Olivier negli anni '60. La Michaux fu la prima azienda a produrre il velocipede, dal 1857 al 1871. Il primo velocipede a pedali fu presentato nel 1855, opera del fabbro parigino, che sei anni dopo con la collaborazione del padre, realizzò il biciclo michaudine, caratterizzato dalla ruota anteriore più grande.[2]

Il modello di Michaux con sella e manubrio

L'introduzione dell'asfalto sulle strade rendeva molto più confortevole il viaggio e i velocipedi non furono più soltanto dei bone-shaker. Nel 1891 L'Industrie Vélocipédique magazine descriva la 'La Société Parisienne de constructions Velo' come la più vecchia industria di Francia del settore, fondat nel 1876 da M. Reynard, e premiata con Diploma of honour alla Exposition Universelle del 1878.[3]

L'evoluzione del mezzo fu progressiva e il meccanico inglese introdusse il ferro al posto del legno come materiale per il telaio, e assieme al londinese De-Knight costruì la hobby-horse pedestrian. Nel 1825, ancora un altro inglese, Gorupes, presentò un pre-velocipede funzionante tramite l'azione delle braccia sulla ruota anteriore.

L'invenzione del velocipede, propriamente detto, avvenne subito dopo, nel 1838, e viene attribuita al fabbro scozzese Kirkpatrick Mac Millan che costruì un veicolo con la posteriore molto più grande di quella anteriore ed il conducente seduto sulla ruota stessa.

Evoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Biciclo.
Un velocipede di fine XIX secolo - Museo della Storia del Genoa

L'evoluzione continuò per opera di francesi e inglesi, in particolare Pierre Lallemant e James Carrol richiesero il primo brevetto americano per velocipede a due ruote nel 1867. Nel 1869 James Starley e William Hillman di Coventry idearono un velocipede battezzato 'Gran-Bì che venne brevettato l'anno seguente dai loro superiori (lavoravano in una fabbrica di automobili) col nome di "Ariel" e ne cominciarono una produzione industriale. L'Ariel aveva la ruota anteriore più grande di quella posteriore.

Era piuttosto difficile stare in equilibrio su questi mezzi la cui ruota anteriore raggiungeva spesso il metro e mezzo e le cadute erano spesso rovinose ma, nonostante questo, il velocipede conobbe un grande successo.

Il primo velocipede venne portato in Italia, ad Alessandria, dall'industriale della birra Carlo Michel, di ritorno dall'Esposizione Internazionale di Parigi del 1867. Con tale mezzo, l'imprenditore percorse le vie della città tra gli sguardi stupefatti dei concittadini.

In Italia nel 1869 l'orologiaio e fabbricante di pesi Raimondo Vallani presentò in occasione del carnevale di Modena un velocipede a tre ruote che riuscì a vendere per ben 200 lire, dando così l'avvio ad una piccola produzione di serie.

Boneshaker (o bone-shaker) era il nome usato in Inghilterra dal 1869 per descrivere la prima bicicletta da quella origine a pedali, chiamata velocipede dai costruttori. "Boneshaker" (in lingua inglese: scuotitore di ossa) si riferiva alla poca comodità dei viaggi sulle strade sterrate dell'epoca e telai e ruote interamente fatti da materiali rigidi come legno e acciaio.

Uso ferroviario[modifica | modifica wikitesto]

Le ferrovie americane usarono spesso tricicli handcar operati da una singola persona. Vennero chiamati "railway velocipede" o "railroad velocipede".[4][5][6][7]

Brevetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nicéphore Niépce House, nicephore-niepce.com. URL consultato il 16 agosto 2010.
    «But he could not resist improving it by different means : the adjustable saddle among them.».
  2. ^ Universo, De Agostini, Novara, Vol. II, pag.291-293
  3. ^ Tonton Velo, pour les velos anciens. L'Industrie vélocipédique January 1891. Société Parisienne de Construction Vélocipédique
  4. ^ Provincial News, in The Gardeners' Chronicle, nº 39, London, 30 settembre 1843, p. 702.
    «Last week. Mr. Braithwaite and another gentleman arrived at Brentwood from the Shoreditch station of the Eastern Counties Railway, each upon a four-wheel locomotive propelled by themselves, at the rate of at least twelve miles an hour. The name given to these novel carriages is 'Railway Velocipedes'.».
  5. ^ Official Gazette of the United States Patent Office, Volume 78 (1897) pp. 395 &c., Government Printing Office, Washington D.C.
  6. ^ James T. Allen (1892) Digest of Cycles Or Velocipedes with Attachments: Patented in the United States, from 1789 to 1892, Vol. 1, U.S. Patent Office, Washington D.C.
  7. ^ "A Motor-Wheel for the Railroad Velocipede" (Nov 1916) Popular Science Monthly Vol. 89, No. 5, p. 742

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti
  • 1795-1895. One hundred years of American commerce a cura di Chauncey Mitchell Depew.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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