Joseph Nicéphore Niépce

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Joseph Nicéphore Niépce

Joseph Nicéphore Niépce (Chalon-sur-Saône, 7 marzo 1765Saint-Loup-de-Varennes, 5 luglio 1833) è stato un fotografo e ricercatore francese. Deve la sua notorietà soprattutto per essere stato l'autore del primo scatto fotografico della storia, Veduta della finestra a Le Gras.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Joseph Nicéphore Niépce nacque il 7 marzo 1765 a Chalon-sur-Saône da una benestante famiglia borghese. Dopo aver pensato di votarsi al sacerdozio, intraprese un burrascoso periodo di militanza come rivoluzionario, durante il quale soggiornò per lungo tempo in Sardegna; alcune complicanze di salute, tuttavia, lo costrinsero a riparare nuovamente in Francia, dove si unì in matrimonio con Agnes Romero, divenendo contestualmente amministratore del distretto di Nizza. Si trattò, tuttavia, di un mestiere che non lo aggradava, e per questo motivo ben presto iniziò a studiare chimica e fisica insieme al fratello maggiore Claude (1763–1828).

Insieme al fratello Niépce, oltre a ideare un motore a combustione interna e apparecchiature di propulsione dei natanti e di pompaggio delle acque, compì importanti esperimenti sulla sensibilità alla luce di diverse sostanze. Fu in questo modo che creò un apparecchio per effettuare riprese fotografiche su supporto metallico: con questo strumento scattò la prima fotografia della storia dell'umanità, Veduta della finestra a Le Gras, opera che consegnò il suo nome alla storia. Funestato dal lutto dell'amato fratello Claude, Niépce visitò Parigi nel 1827, conoscendovi Daguerre e Lemaitre, fotografi che in seguito diventeranno suoi collaboratori. Nel 1829 fondò con Daguerre un'associazione per il perfezionamento dei materiali fotosensibili. Egli, tuttavia, morì prima di vedere riconosciuta l'importanza delle sue ricerche a Saint Loup de Varenne il 5 luglio 1833: le sue spoglie vennero sepolte nel cimitero cittadino, a poca distanza dal luogo dove fu scattata la Veduta della finestra a Le Gras.[1]

Niépce e la fotografia[modifica | modifica wikitesto]

Joseph Nicéphore Niépce, Veduta della finestra a Le Gras (1826)

Nel 1796, mentre era di stanza a Cagliari, Niépce maturò il proposito di eseguire immagini per la stampa litografica senza l'intervento di un disegnatore. Per imprimere le immagini della camera oscura su una lastra da incisore ebbe l'idea di impiegare il bitume di giudea, sostanza costituita da bitume, standolio, argilla ed essenza di trementina. Si trattò di un'idea vincente, in quanto questo composto chimico era caratterizzato da un'elevata resistenza alla corrosione, in grado di fronteggiare l'azione dell'acido ove non fosse richiesta.

Niépce, dunque, cospargeva le lastre destinate a essere incise con l'acido con un sottile strato di bitume e le collocava sul fondo della camera oscura. Questo prodotto rendeva le lastre estremamente fotosensibili, a tal punto che - dopo un'esposizione di diverse ore - le parti esposte alla luce si scolorivano e si indurivano, mentre le regioni scure del supporto non subivano alterazioni. La lamina veniva dunque disciolta in essenza di lavanda, così da rimuovere il bitume in eccesso, e cosparsa di inchiostro, che si depositava nelle zone scure, quelle interessate dall'acido. Terminato questo procedimento, appariva l'immagine fotografica vera e propria.[2]

Questo procedimento, battezzato dal Niépce «eliografia», conobbe in seguito numerosi perfezionamenti e portò nel 1827 allo sviluppo della prima ripresa fotografica della storia, Veduta dalla finestra a Le Gras. A essere ritratto era, per l'appunto, il panorama visibile dallo studio del fotografo, con vari tetti e fabbricati edilizi. La qualità dell'immagine, riprodotta ovviamente in bianco e nero, è molto povera, ed è compromessa dai contorni poco nitidi e dall'inadeguatezza della messa a fuoco. Fu, in ogni caso, di un'opera rivoluzionaria, trattandosi della prima immagine prodotta senza l'intervento dell'uomo.[3]

Scritti, lettere e carteggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Lettres 1816-1817: correspondance conservee a Chalon-sur-Saone, [S.l. : s.n.], 1973
  • Correspondances 1825-1829: V. Chevalier ...avec une nomenclature des sources manuscrites par Pierre G. Harmant, [S.l. .s.n.], 1974, volume illustrato;
  • Nicephore Niepce: lettres et documents choisis, par Paul Jay; introduction, presentation et notes [par] Paul Jay et Michel Frizot; avec la collaboration de Francoise Ducros, Paris: Centre national de la photographie, c1983 1984, pubblicato in occasione del 150º anniversario della morte di Niepce.
  • Manuel Bonnet, Jean-Louis Marignier (éd.), Niépce, correspondance et papiers, Maison Nicéphore Niépce, Saint-Loup-de-Varennes, 2003.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le Pyréolophore de Nicéphore, in FERRAGUS.
  2. ^ Paola Assanti, Joseph Nicéphore Niépce, storiadellafotografia.it, 23 ottobre 2009. URL consultato il 20 febbraio 2017.
  3. ^ Giorgio Cricco, Francesco Di Teodoro, Il Cricco Di Teodoro, Itinerario nell’arte, Dal Barocco al Postimpressionismo, Versione gialla, Bologna, Zanichelli, 2012, p. 1573.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paul Jay, Niepce et Daguerre, Chalon, Musee Nicephore Niepce, [1976?];
  • Victor Fouque, La verité sur l'invention de la photographie; Nicephore Niépce, sa vie, ses essais, ses travauxìì (Paris 1867)

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