Via Senese

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Coordinate: 43°45′21.08″N 11°14′24.23″E / 43.755855°N 11.240063°E43.755855; 11.240063

Via Senese vicino Porta Romana

Via Senese è una delle arterie più lunghe del comune di Firenze e ne attraversa alcuni sobborghi della periferia meridionale, come San Gaggio, fino al Galluzzo.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

I resti dello Spedale di San Giuliano a Colombaia, in via Senese

La via è l'antica direttrice cittadina che usciva verso sud, in direzione Siena, appunto. Il nome della strada è piuttosto recente: prima si chiamva via Nazionale Romana, poiché era la strada che, prima della creazione dell'autostrada del Sole, portava verso Roma da Firenze.

I borghi lungo la via senese sono molto antichi, ma vennero praticamente rasi al suolo durante l'assedio di Firenze del 1529: tutti gli edifici che vi si affacciano sono infatti posteriori.

La strada prende avvio dal piazzale di Porta Romana, proprio dalla porta che usciva dalle Mura. Al numero 13 un tabernacolo ha una Madonna col Bambino in terracotta invetriata, mentre all'angolo con via delle Campora un edificio basso sorge sul luogo dello Spedale di San Giuliano a Colombaia, antico punto di ricovero e ristoro per pellegrini e viandanti fondato nel 1363 da Paolo Boccucci dei Vettori. Poco oltre via Sant'Ilario a Colombaia una targa quasi illeggibile ricorda l'antica via Romana.

Al 68 si trova villa Romana, già appartenuta all'artista tedesco Max Klinger e oggi importante centro culturale della comunità tedesca a Firenze, come casa per giovani artisti teutonici che qui possono passare un anno di studio e di lavoro.

Nel punto più alto della strada, sulla collina di San Gaggio, si intravedono i resti malconci dell'antico monastero di San Gaggio, fondato da Jacopo di Barone de' Rossi che offrì un lascito testamentario di 3000 fiorini per la fondazione di un monastero femminile. Dall'altro lato della strada esisteva già un altro monastero dedicato a santa Caterina d'Alessandria e le due pie istituzioni si unirono nel 1353, sotto la comune regola agostiniana. Importante centro culturale della periferia fiorentina, ospità santa Caterina da Siena e ben tre papi, in sosta prima di arrivare in città: Martino V, Pio II e Leone X. Abbellito dalla famiglia Corsini, con la soppressione del 1809 il monastero iniziò una lunga decadenza, che fu danneggiato anche da un terremoto e ridotto a centro per sfrattati nell'epoca fascista. Tale uso rimase fino al 1971, per venire poi semi-abbandonato.

Nel tratto successivo si incontrano la chiesa di San Leone Magno (1887) e una lapide che ricorda una sosta di Garibaldi, nel 1866. Più avanti, sul lato destro, si incontra il Cimitero degli Allori.

Fra il 1890 e il 1935 la strada ospitò i binari della tranvia del Chianti, che collegava Firenze con San Casciano Val di Pesa e Greve in Chianti.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Cesati, La grande guida delle strade di Firenze, Newton Compton Editori, Roma 2003.

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