Vario Rufo

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Orazio legge davanti al circolo di Mecenate, di cui faceva parte anche Vario Rufo (dipinto di Stefano Bakalovich, 1863).

Lucio Vario Rufo (74 a.C.14 a.C.) è stato un poeta romano dell'età augustea.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della letteratura latina (31 a.C. - 14 d.C.).

Amico di Virgilio, dopo la morte di questi curò insieme a Plozio Tucca la pubblicazione sia dell'Eneide che delle opere di Orazio. Quest'ultimo riteneva Vario un maestro dell'epica e l'unico poeta in grado di celebrare le gesta di Marco Vipsanio Agrippa;[1] Virgilio, sotto lo pseudonimo di Licida, rimpiangeva di non aver prodotto fino a quel momento nulla di paragonabile alla poesia di Vario o di Elvio Cinna.

Da Macrobio sappiamo che Vario compose un poema epico (De morte),[2] molto citato da Virgilio (che si appropriò di interi versi); Orazio probabilmente alludeva ad un altro poema[3] e, secondo uno scoliasta che scrisse sulle Epistole, (J, 16, 2 729) questi versi nacquero da un panegirico di Vario su Augusto.

Ma la sua produzione letteraria più famosa fu la tragedia Tieste, che Quintiliano riteneva non essere inferiore ad alcuna tragedia greca.[4] La didascalia (conservata in un manoscritto a Parigi) ci informa che nel 29 a.C. lavorò per i giochi celebrativi in onore della vittoria di Augusto alla battaglia di Azio (31 a.C.), e che Vario ricevette un milione di sesterzi dall'imperatore. Ed in onore di quest'ultimo scrisse anche un breve carmen il cui titolo era Panegyricus Augusti, rinunciando però ad un grande poema epico che gli era stato richiesto da Augusto e Gaio Cilnio Mecenate.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Orazio, Odi, I,6.
  2. ^ Macrobio, Saturnalia, VI, 1.39 e 2.19.
  3. ^ Orazio, Satire, I, 10 e 43.
  4. ^ Quintiliano, Institutio Oratoria, X, 1 e 98.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Frammenti
  • E. Bahrens, Fragmenta Poetarum Romanorum (1886)
Opere monografiche
  • A. Weichert (1836) and R. Unger (1870, 1878, 1898);
  • Martin Schanz, Geschichte der römischen Litteratur (1899), II,1;
  • Wilhelm Siegmund Teuffel, Hist. of Roman Literature (Eng. trans., 1900), 223.

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