Uomo di Tollund

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Mummia di Tollund.
Mummia di Tollund.

L'uomo di Tollund (375-210 a.C.) è una mummia di palude particolarmente ben conservata grazie agli sfagni, appartenente ad un uomo vissuto all'incirca nel IV secolo a.C., durante l'età del ferro[1] in Scandinavia. Fu sepolto in una palude di torba nello Jutland in Danimarca. La Mummia di Tollund è notevole per il fatto che il suo corpo, e in particolare il volto, si è così ben conservato che sembra morto solo di recente.[2]

Scoperta[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 maggio 1950, lunedì, Viggo ed Emil Højgaard, del piccolo villaggio di Tollund, erano andati a tagliare della torba per la loro stufa alla torbiera di Bjældskor Dale, 12 km ad ovest di Silkeborg, Danimarca.[2] Mentre lavoravano notarono in uno strato di torba un volto così fresco che supposero di aver scoperto la vittima di un recente omicidio e immediatamente denunciarono il fatto alla polizia di Silkeborg.[3] Le forze di polizia erano molto perplesse e avevano molti dubbi sul cadavere, pertanto, nel tentativo di individuare il momento della morte, portarono il ritrovamento all'archeologo P.V. Glob.[2][4] Glob stabilì che il corpo risaliva a circa 2000 anni prima e che l'uomo fu molto probabilmente ucciso e gettato nella palude come sacrificio a divinità legate alla fertilità.[2][3] Gli organi interni sono conservati altrettanto bene come la sua pelle e questo fatto ha permesso agli scienziati di eseguire studi e ricerche molto accurate ed importanti.

La Mummia di Tollund fu sepolta ad una distanza di 50 metri dalla terra ferma, il suo corpo fu disposto in posizione fetale e seppellito sotto circa 2 metri di torba. Indossava un cappuccio di pelle tenuto saldamente fermo da una cinghia annodata sotto il mento in più aveva la vita cinta da una piccola corda. Tranne questo, il corpo era nudo. Inoltre al collo della vittima vi era un cappio con il nodo scorsoio rivolto dietro le spalle.[3] I suoi capelli furono tagliati così corti da essere quasi completamente nascosti dal cappuccio. Fu anche rasato, ma da una leggera ricrescita della barba si evince che ciò non avvenne il giorno della morte.[5]

Test scientifici[modifica | modifica wikitesto]

Sotto il corpo fu ritrovato un sottile strato di muschio. Gli scienziati sanno che il muschio comparve sulle torbiere danesi nei primi anni dell'età del ferro, pertanto il corpo fu deposto in situ pressappoco 2.000 anni fa.[2] Successivamente, test eseguito sul carbonio 14 hanno indicato come data di sepoltura il 400 a.C.[6] L'acido presente nella torba, insieme alla mancanza di ossigeno sotto la superficie, hanno conservato i tessuti molli del corpo.

Esami a raggi X hanno mostrato che la testa dell'uomo è integra e il suo cuore, polmoni e fegato sono ben conservati. Egli non era un uomo anziano, anche se doveva avere più di 20 anni in quanto i denti del giudizio erano già spuntati. Il Museo di Silkeborg stima la sua età a 40 anni e l'altezza a 161 centimetri.

Fu probabilmente impiccato con la corda intorno al suo collo. Il cappio ha lasciato segni chiari sulla pelle sotto il mento e al lato del collo, ma non vi era alcun marchio nella parte posteriore del collo in cui il nodo è stato trovato. A causa della decomposizione dello scheletro non si può dire se il collo fu spezzato.

Lo stomaco e l'intestino furono esaminati e furono anche prelevati campioni del suo contenuto.[2] Gli scienziati hanno scoperto che l'ultimo pasto dell'uomo fu a base di verdure e sementi, sia coltivate che selvatiche: orzo, semi di lino, Camelina sativa, porridge di una ventina di granaglie, polygonum, e camomilla. L'orzo ingerito era largamente intaccato dal fungo ergot, il quale contiene una sostanza allucinogena, pertanto alcuni ricercatori sostengono che tale cibo fu deliberatamente somministrato all'uomo in modo da alterare il suo stato mentale.[6] La segale cornuta era, probabilmente, la sostanza utilizzata per provocare visioni e rivelazioni agli iniziati durante i Misteri Eleusini. L'autore britannico John Grigsby sostiene che l'uomo ritrovato a Tollund potrebbe essere stato ucciso durante i riti della dea Nerthus, menzionati da Tacito nella sua opera La Germania, in cui le vittime venivano ritualmente annegate. Nel suo libro Beowulf e Grendel, Grigsby suggerisce che l'ingestione di segale cornuta fosse parte del culto di Nerthus e che la sottomissione di questa religione da parte dei danesi nel V e VI secolo si ritrovi nel racconto epico di Beowulf.[7]

Non vi erano tracce di carne nell'apparato digerente e dalla fase di digestione è evidente che l'uomo abbia vissuto per 12 o 24 ore dopo l'ultimo pasto. In altre parole, egli rimase digiuno il giorno prima della sua morte. Anche se simili zuppe di vegetali non erano insolite per le persone di quel tempo, due cose interessanti sono state notate:[2]

  • Il pasto conteneva diversi tipi di semi selvatici e coltivati. Poiché questi semi non sono prontamente disponibili, è probabile che alcuni di essi siano stati raccolti deliberatamente per un'occasione speciale.
  • Il pasto fu realizzato con semi disponibili solo nelle prossimità del luogo di ritrovamento.

La Mummia di Tollund oggi[modifica | modifica wikitesto]

Il corpo è visitabile al museo Silkeborg in Danimarca, anche se solo la testa è originale.[2] Le tecniche di conservazione per materiale organico non erano sufficientemente avanzate nei primi anni cinquanta del secolo scorso per consentire la conservazione dell'intero corpo. Di conseguenza, si scelse di preservare solo la testa; il resto oggi visibile del corpo è una replica dell'originale.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Susan K. Lewis - PBS (2006). Tollund Man (English). Public Broadcasting System - NOVA. Retrieved on September 22, 2007
  2. ^ a b c d e f g h (EN) Silkeborg Public Library, Silkeborg Museum, The Tollund Man, Silkeborg Public Library, 2004. URL consultato il 22 settembre 2007.
  3. ^ a b c Barber, Paul; Glob, P. V.; Elizabeth Wayland Barber, The Bog People: Iron-Age Man Preserved, New York, New York Review of Books, 2004, p. 304, ISBN 1-59017-090-3.
  4. ^ (EN) (NYRB), P. V. Glob (1911-1985), New York Review of Books (NYRB). URL consultato il 22 settembre 2007.
  5. ^ (EN) Achyut Raj Adhikari, Wetlands for life, The Sunday Post, 2002. URL consultato il 22 settembre 2007.
  6. ^ a b (EN) Roger Highfield, Experts uncover the magic of Harry Potter's ancestors, The Daily Telegraph UK, 2001. URL consultato il 22 settembre 2007.
  7. ^ Grigsby, John L., Beowulf and Grendel: The Truth Behind England's Oldest Legend, Duncan Baird Publishers/Watkins, 2006, p. 256, ISBN 1-84293-153-9.

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