Terrestrial Planet Finder

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Terrestrial Planet Finder
Immagine del veicolo
Terrestrial Planet Finder PIA04499.jpg
Dati della missione
Proprietario NASA
Destinazione Orbita solare
Esito La missione non è ancora iniziata
Vettore Non ancora noto.
Lancio Posticipato a tempo indefinito.
Strumentazione 5 sonde con specchi da 3,5 m

Terrestrial Planet Finder (abbreviato in TPF) è una futura missione progettata dalla NASA per l'individuazione e lo studio di pianeti extrasolari.

Il progetto è attualmente posticipato a tempo indefinito.

Obiettivi della missione[modifica | modifica sorgente]

Premessa[modifica | modifica sorgente]

I telescopi terrestri hanno di recente scoperto una manciata di pianeti in orbita attorno a stelle esterne al sistema solare, ma queste osservazioni sono state sempre indirette: si sono individuati i pianeti basandosi sulle perturbazioni della stella causate dalla loro attrazione gravitazionale. Poiché un pianeta deve essere estremamente massiccio per produrre uno spostamento osservabile, tutti i corpi scoperti finora hanno masse più simili a quella di Giove che a quella della Terra.

Se un telescopio del futuro individuasse un pianeta terrestre e ne analizzasse l'atmosfera, potrebbe determinare se esso ospita vita extraterrestre.

Altra missione preliminare[modifica | modifica sorgente]

Nel 2015 la NASA prevedeva il lancio di Space Interferometry Mission (SIM), un osservatorio che avrebbe orbitato attorno al Sole in un'orbita vicina a quella terrestre. SIM doveva produrre immagini con una risoluzione senza precedenti, combinando con l'interferometria la luce di due telescopi distanti 10 metri; la sua precisione nel misurare le posizioni stellari avrebbe permesso di valutare la perturbazione causata da un pianeta di tipo terrestre in orbita attorno a una stella vicina.

Caratteristiche di TPF[modifica | modifica sorgente]

SIM avrebbe aperto la via per Terrestrial Planet Finder (TPF), che sarà uno strumento in grado di osservare direttamente la luce riflessa da pianeti extrasolari di tipo terrestre. La maggiore sfida per TPF sarà il bagliore della stella, un milione di volte più luminosa dei pianeti circostanti anche nella regione infrarossa dello spettro, dove questi sono più brillanti. Secondo Charles Beichman, co-responsabile del gruppo scientifico di TPF, "osservare un pianeta extrasolare sarebbe come cercare di vedere una lucciola che si è posata sul bordo di un faro". Inoltre la polvere interstellare tende a disperdere la luce, rendendo ancora più difficile isolare la scarsa luce del pianeta.

Principio di funzionamento[modifica | modifica sorgente]

Per questo TPF avrà uno speciale tipo di coronografo, un sistema per schermare la luce stellare. L'osservatorio consisterà di 5 sonde che voleranno in formazione: 4 di esse trasporteranno specchi del diametro di 3,5 metri, che saranno puntati verso la stella bersaglio. Ogni specchio rifletterà la luce infrarossa della stella verso la quinta sonda, in volo nel centro del gruppo, dove è focalizzata l'immagine. I 4 fasci verranno poi combinati, in modo che le onde luminose interferiscano tra di loro cancellando la luce della stella nel centro dell'immagine, ma conservando quella dei pianeti nella periferia.

La NASA spera di lanciare TPF dopo che SIM avrà identificato i migliori candidati a ospitare pianeti di tipo terrestre. TPF osserverà centinaia di stelle fino a una distanza di 50 anni luce, dedicando alcune ore a ciascuna di esse. Dopo avere completato il primo programma di osservazioni, l'osservatorio si concentrerà sui pianeti individuati che abbiano circa le stesse dimensioni della Terra, utilizzando gli strumenti spettroscopici per tentare di determinare la composizione chimica dell'atmosfera.

Anidride carbonica, vapore acqueo e ozono sono tutti indizi promettenti di vita, che possono essere rilevati nello spettro infrarosso. L'ozono, per esempio, si forma quando la luce reagisce con l'ossigeno, che può essere prodotto dalle piante, e quindi qualora ne venisse rilevata la presenza, questa potrebbe essere una prova circostanziale della presenza di vita primitiva sul pianeta.

La missione TPF durerà circa 5 anni; gli scienziati della missione sono convinti che, se si concentreranno sulle stelle e sui pianeti giusti, saranno in grado di scoprire se esiste vita su pianeti all'esterno del sistema solare.

Le stelle obiettivo[modifica | modifica sorgente]

Uno studio del Space Telescope Science Institute [1] ha indicato le seguenti stelle come obiettivi primari di osservazione.

Pos. Stella Costellazione Dist. (AL) Classe
1 Alpha Centauri A Centauro 4,3 G2V
2 Alpha Centauri B Centauro 4,3 K1V
3 Tau Ceti Balena 12 G8V
4 Eta Cassiopeiae Cassiopea 19 G3V
5 Beta Hydri Idra 24 G2IV
6 Delta Pavonis Pavone 20 G8V
7 Pi3 Orionis Orione 26 F6V
8 Gamma Leporis Lepre 29 F7V
9 Epsilon Eridani Eridano 10 K2V
10 40 Eridani Eridano 16 K1V

Missioni similari[modifica | modifica sorgente]

L'Agenzia Spaziale Europea ha allo studio il progetto Darwin, il cui inizio è previsto non prima del 2015, che avrà scopi simili al Terrestrial Planet Finder. Si ritiene però probabile che la NASA e l'ESA si accorderanno per una missione unica per limitare gli altissimi costi previsti.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ TPF C's Top Target Stars

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Ricerca dei pianeti extrasolari
Ricerca da Terra Velocità radiali AAPSLCESHARPS e HARPS-N, parte del GEPSMPSPEAPSNetHIRESMARVELSAPF Telescope Kepler-NASA.jpeg
Transito HATNetMEarthAPACHESuperWASPTrESXO
Microlensing MOAOGLEMicroFUN
Ricerca dallo spazio Completate EPOXI (2005)SWEEPS (2006)CoRoT (2006-2013)
In corso Missione Kepler (2009-)GAIA (2013-)
Programmate TESS (2017) • Proposte (PlatoEChOEXCEDENew Worlds) • Cancellate (DarwinTPEEddingtonSIM)
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