Delta Pavonis

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Delta Pavonis
Una fotografia di Delta PavonisUna fotografia di Delta Pavonis
Classificazione Nana gialla
Classe spettrale G5IV-V[1]
Distanza dal Sole 19,92 anni luce
Costellazione Pavone
Coordinate
(all'epoca J2000)
Ascensione retta 20h 08m 43,60s
Declinazione -66° 10′ 55,4″
Dati fisici
Raggio medio 1,22 R
Massa
0,99[2] M
Temperatura
superficiale
5560 K (media)
Luminosità
1,18 L
Metallicità 214% rispetto al Sole
Età stimata 6.6 - 6,9 miliardi di anni
Dati osservativi
Magnitudine app.
+3,56 (media)
Magnitudine ass. +4,62
Parallasse 163,71 mas
Moto proprio AR: +1211,03 mas/anno
Dec: -1130.05 mas/anno
Velocità radiale -21,7 km/s
Nomenclature alternative
HD 190248, HR7655, HIP 99240, SAO 254733, CD-66°2367.

Delta Pavonis (δ Pav / HD 190248) è una stella di classe spettrale G5 V-IV, ubicata nella costellazione del Pavone, a quasi 20 anni luce dal sistema solare.

Osservazione[modifica | modifica sorgente]

Posizione della stella nella costellazione

Si tratta di una stella situata nell'emisfero celeste australe. La sua posizione fortemente meridionale comporta che la stella sia osservabile prevalentemente dall'emisfero sud, dove si presenta circumpolare anche da gran parte delle regioni temperate; dall'emisfero nord la sua visibilità è invece limitata alle regioni temperate inferiori e alla fascia tropicale. Essendo di magnitudine 3,56, la si può osservare anche dai piccoli centri urbani senza difficoltà, sebbene un cielo non eccessivamente inquinato sia maggiormente indicato per la sua individuazione.

Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale ricade nei mesi dell'inverno australe, nei mesi compresi da maggio a ottobre. Nell'emisfero nord può essere osservata limitatamente durante i mesi estivi dell'emisfero boreale.

Caratteristiche fisiche[modifica | modifica sorgente]

Con una massa pressoché uguale a quella solare, un diametro del 22% superiore al Sole e col 18% in più della sua luminosità, Delta Pavonis è, tra le stelle più vicine al Sole, una delle più simili, pur avendo una metallicità nettamente superiore, essendo oltre il doppio più ricca di metalli pesanti rispetto alla nostra stella[3]. Tuttavia Delta Pavonis sembra essere più antica, con un'età stimata da 6,6 a 6,9 miliardi di anni, e probabilmente sta finendo di fondere l'idrogeno in elio all'interno del suo nucleo evolvendosi in una subgigante, essendo un po' più luminosa di quanto la sua temperatura superficiale lascerebbe pensare[4].

Eventuali pianeti[modifica | modifica sorgente]

Per le sue caratteristiche, quali l'alta metallicità, la bassa attività magnetica, la lenta rotazione e il fatto di essere tra le stelle più somiglianti al Sole dal punto di vista fotometrico, Delta Pavonis è stata oggetto di approfondite ricerche. Inoltre tra le stelle somiglianti al Sole è la più vicina a non far parte di un sistema binario, e nonostante il database astronomico SIMBAD la indichi come variabile, nessuna osservazione recente ha confermato variazioni della sua luminosità. Il SETI la indica tra i migliori obiettivi tra le 100 stelle di classe G più vicine al Sole, anche se non è stato finora rilevato nessun segnale radio proveniente da tecnologia aliena[5].

È stata oggetto di approfondite ricerche anche alla ricerca di pianeti extrasolari, e anche se finora non sono avvenute scoperte di pianeti, misurazioni sulla velocità radiale della stella sembrano escludere la presenza di giganti gassosi nei pressi della zona abitabile, che potrebbero destabilizzare le orbite di un eventuale pianeta terrestre situato nella zona abitabile[5]. Un eventuale pianeta dovrebbe trovarsi a circa 1,09 UA per possedere condizioni climatiche favorevoli allo sviluppo di forme di vita. A questa distanza, esso avrebbe un periodo di circa 413 giorni.

Il progetto della NASA Terrestrial Planet Finder, ora posticipato a tempo indefinito, l'aveva indicata come uno dei principali obiettivi di osservazione.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Activity indices for southern stars (Jenkins+, 2006)
  2. ^ Stellar parameters of nearby cool stars (Takeda+, 2007)
  3. ^ Bruntt, H. et al., Accurate fundamental parameters for 23 bright solar-type stars in Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, vol. 405, n. 3, luglio 2010, pp. 1907–1923. DOI:10.1111/j.1365-2966.2010.16575.x.
  4. ^ Mamajek, Eric E.; Hillenbrand, Lynne A., Improved Age Estimation for Solar-Type Dwarfs Using Activity-Rotation Diagnostics in The Astrophysical Journal, vol. 687, n. 2, novembre 2008), pp. 1264–1293. DOI:10.1086/591785.
  5. ^ a b M.C. Turnbull, J.C. Tarter, Target Selection for SETI. II. Tycho-2 Dwarfs, Old Open Clusters, and the Nearest 100 Stars in The Astrophysical Journal Supplement Series, vol. 149, n. 2, 2003, pp. 423–436. DOI:10.1086/379320.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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