Supremo Consiglio d'Italia

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Impero Spagnolo-Portoghese nel 1598.

██ Territori di competenza del Consiglio di Castiglia

██ Territori di competenza del Consiglio d'Aragona

██ Territori di competenza del Consiglio del Portogallo

██ Territori di competenza del Consiglio d'Italia

██ Territori di competenza del Consiglio delle Indie

██ Territori di competenza del Consiglio delle Fiandre

Il Supremo Consiglio d'Italia (in spagnolo Real y Supremo Consejo de Italia) era l'organo collegiale dei regni spagnoli (Castiglia, Aragona, Navarra), con sede a Madrid, competente per il governo degli stati italiani uniti dinasticamente alla Corona d'Aragona: i Regni di Sicilia e di Napoli, all'epoca governati da un viceré, cui si aggiunse successivamente il Ducato di Milano, entrato nella sfera asburgica fin dall'epoca di Carlo V.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il Supremo Consiglio d'Italia era uno dei molteplici consigli in cui si articolava il governo del regno nel periodo tra i secoli XVI e XVIII, secondo il sistema noto come polisinodia. Fu istituito nel 1556 da Filippo II, che lo separò dal Supremo e Reale Consiglio di Aragona, allora competente per gli stati italiani facenti parte della Corona d'Aragona: Sicilia, Napoli e Sardegna (quest'ultima rimase nella competenza di tale consiglio fino al 1705, per poi passare in quella del Consiglio d'Italia).

Nel 1713 Carlo VI d'Asburgo, nell'intento di rivendicare la propria sovranità su tutti gli antichi Stati appartenenti agli Asburgo di Spagna, costituì un Supremo Consiglio di Spagna, con sede a Vienna, competente anche per le entità politico-territoriali rientranti sotto la sfera del Supremo Consiglio d'Italia. Quest'ultimo, ancora funzionante a Madrid, venne definitivamente sciolto da Filippo V di Borbone il 1 maggio 1717.

Struttura[modifica | modifica sorgente]

L'organizzazione del Supremo Consiglio d'Italia comprendeva:

  • un presidente, scelto nell'ambito dell'alta nobiltà spagnola;
  • sei reggenti, due per il Regno di Sicilia, due per il Regno di Napoli e due per il Ducato di Milano; per ciascuno di questi territori uno dei reggenti era spagnolo, l'altro "naturale", ossia nativo del territorio stesso, entrambi letrados, vale a dire laureati in utroque iure (tanto in diritto canonico quanto in diritto civile);
  • vari funzionari posti alle sue dipendenze, tra cui tre segretari, uno per ciascun possedimento, un avvocato fiscale, che vigilava sugli interessi dello stato, e un conservatore generale del patrimonio, che vigilava sulla gestione patrimoniale.

Funzioni[modifica | modifica sorgente]

Il Supremo Consiglio d'Italia si occupava di tutti gli affari di stato e di giustizia riguardanti gli stati italiani governati dal ramo principale degli Asburgo; proponeva al Consiglio di Stato, presieduto dal Re, la nomina dei Viceré di Sicilia e Napoli e del Governatore del Ducato di Milano e si pronunciava sulle più importanti nomine civili e militari proposte da costoro. Le sue funzioni erano unicamente consultive: il parere era riportato in un documento (consulta), redatto dal segretario, che veniva poi sottoposto al Re, il quale vi annotava la propria decisione; se il parere non era unanime, venivano riportati i diversi pareri emersi durante la discussione.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]