Stig Dagerman

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Stub Questa voce di svedesi e di scrittori è solo un abbozzo: contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia.

Stig Dagerman (Älvkarleby presso Uppsala5 ottobre 1923 – Enebyberg presso Stoccolma5 novembre 1954) è stato un giornalista e scrittore svedese. Talentuoso, sensibile e libertario concluse la propria esistenza suicidandosi a soli 31 anni. Per la somma di questi fattori sopravvive tutt'oggi come figura mitica della letteratura svedese. È per molti versi un emblema della letteratura quarantista, capitanata dai celebri Karl Vennberg e Erik Lindegren.

[modifica] Vita e opere

In seguito all'abbandono da parte della madre nei primissimi mesi dopo la nascita e per la difficoltà del padre, minatore nei pressi di Stoccolma, di garantire le condizioni essenziali alla crescita, il piccolo Stig fu ospitato e cresciuto dai nonni paterni. Anche contrariamente a talune descrizioni biografiche, egli più tardi descrisse l'infanzia come l'epoca forse più felice della sua vita. Nei nonni, similmente a quanto accadde allo scrittore austriaco Thomas Bernhard, trovò delle figure vivaci, rassicuranti ed intellettualmente stimolanti, dunque le prime condizioni per il futuro percorso intellettuale.

L'uccisione del nonno nel 1940 da parte di uno squilibrato e, poco tempo dopo, la perdita della nonna colpita da una emorragia cerebrale, portarono Stig Dagerman a commettere il primo di una serie di tentati suicidi. Tempo dopo si sarebbe trasferito a Stoccolma dal padre.

A soli tredici anni poté avvicinarsi all'anarchismo e al sindacalismo. Iniziò precocemente l'attività di scrittore in seno all'Unione Sindacale Giovanile (Syndikalistiska Ungdomsförbundet) per poi elevarsi a redattore del giornale Storm (La Tempesta) e, ancora, a cura prevalentemente di fatti di cronaca, del giornale anarcosindacalista Arbetaren (L'Operaio). Solo in seguito avrebbe potuto scrivere per le sezioni culturali.

Nel 1945 il primo romanzo, Ormen (Il Serpente), avente per soggetto l'elemento del terrore, segnò il debutto di Stig Dagerman e l'immediato riconoscimento della critica a fronte del contenuto e dell'originale soluzione stilistica. Non passò troppo tempo perché egli si dimettesse dall'incarico di redattore di Arbetare e si dedicasse a tempo pieno alla scrittura non giornalistica, per cui nel 1946 vide la luce De dömdas ö (L'Isola dei Condannati), uno dei suoi lavori più complessi, concepito nella casa di Strindberg a Kymmendö.

La produzione di Dagerman subì una accelerazione. Nel 1947 comparve ed fu messa in scena al Dramaten la prima pièce, Den Dödsdömde (Il Condannato a Morte), mentre raggiunsero la pubblicazione anche la raccolta di racconti Nattens Lekar (I Giochi della Notte) e l'intera serie di reportage dalla Germania dell'immediato dopoguerra, prodotti per Expressen (L'Espresso) e riuniti nel volume Tysk höst (Autunno Tedesco), vera consacrazione al grande pubblico.

Nel 1949 vide la luce Bröllopsbesvär (Preoccupazioni Matrimoniali), burla popolare dai tratti satirici; ma ad essa fece seguìito una condizione esistenziale complessa, la separazione dalla prima moglie e una nuova unione con l'attrice Anita Björk, il rifiuto continuo delle proposte di lavoro da parte dell'editore e una lunga depressione terminata con il suicidio, il 5 novembre dell'anno 1954.

  • Ormen (1945)
  • De dömdas ö (1946)
  • Tysk höst (1947)
  • Nattens lekar (1947)
  • Bränt barn (1948)
  • Bröllopsbesvär (1949)
  • Tusen år hos Gud (1954, posthumt)
  • Vårt behov av tröst (1955, posthumt)

[modifica] Bibliografia in italiano

  • Il nostro bisogno di consolazione ("Vårt behov av tröst", 1952, trad. it. 1991), Iperborea (ISBN 978-88-7091-021-6)
  • Il viaggiatore (da "Dikter, noveller, prosafragment", 1948-55, trad. it. 1991), Iperborea (ISBN 978-88-7091-023-0)
  • Bambino bruciato ("Bränt barn", 1948, trad. it. 1994), Iperborea (ISBN 88-7091-045-8)
  • I giochi della notte ("Nattens lekar", 1947, trad. it. 1996), Iperborea (ISBN 88-7091-059-8)
Strumenti personali