Stibarsenico

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Stibarsenico
Stibarsen-202015.jpg
Classificazione Strunz (ed. 10[1]) 1.CA.05[1]
Formula chimica AsSb[2]
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallino dimetrico
Sistema cristallino trigonale[1]
Classe di simmetria  
Parametri di cella a=4,0255(11) Å, c=10,837(9) Å[2]
Gruppo puntuale 3 2/mm
Gruppo spaziale R3m[2]
Proprietà fisiche
Densità misurata 5,8-6,2[3] g/cm³
Densità calcolata 6,44 (calcolata)[3] g/cm³
Durezza (Mohs) 3-4[3]
Sfaldatura perfetta in una direzione[3]
Frattura  
Colore bianco stagno o grigio rossastro[3]
Lucentezza metallica[3]
Opacità opaco[3]
Striscio grigio[3]
Diffusione relativamente raro
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce - Minerale

Lo stibarsenico (o stibarsen) è un minerale appartenente al gruppo dell'arsenico descritto nel 1941[4]; più propriamente va considerata una lega metallica naturale.

Una varietà di lega di arsenico ed antimonio corrispondente all'incirca alla formula AsSb fu chiamata stibarsenico[5].

Nomenclatura[modifica | modifica wikitesto]

Lo stibarsen spesso è mescolato con arsenico nativo od antimonio nativo[6] e nella descrizione originale venne proposto di attribuire il nome di stibarsen al minerale AsSb ed il nome di allemontite alla miscela.[4] Nel 1982 l'IMA stabilì di considerare il nome stibarsen come valido[2].

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Struttura cristallina comune ad As, Sb ed AsSb

Lo stibarsen ha la stessa struttura cristallina dell'arsenico e dell'antimonio nativi con i parametri della cella unitaria intermedi tra i due. La struttura (gruppo spaziale R3m numero 166) è stata descritta come esagonale, trigonale e romboedrica per via della sovrapposizione della nomenclatura di questi termini (vedi sistema trigonale. Simulazioni condotte sull'intensità della diffrazione a raggi X hanno rivelato che gli atomi di antimonio ed arsenico formano dei sottoreticoli ordinati (o parzialmente ordinati nello SbAs[2] Gli atomi sono disposti come in un foglio di grafite deformato che si estende in direzione perpendicolare all'asse cc. La scarsa durezza di As, Sb ed AsSb si spiega con la presenza di deboli legami fra gli strati.

Minerale a (nm) c (nm) ρ (g/cm³) ref.
As 0,376 1,055 5,78 [7]
AsSb 0,4025 1,084 6,37 [2]
Sb 0,43056 1,125 6,72 [8]

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Lo stibarsen si presenta in masse reniformi o mammillari fino a 3 cm[3][9] o in noduli grigi con lucentezza metallica non troppo viva[5].

Origine e giacitura[modifica | modifica wikitesto]

Lo stibarsen è stato trovato nei giacimenti di antimonio e di arsenico nelle vene idrotermali e nelle pegmatiti associatio con arsenico nativo, arsenolite, antimonio nativo, kermesite, stibnite, stibiconite, cervantite, sfalerite, siderite, calcite e quarzo.[3] Lo stibarsen potrebbe formarsi per essoluzione dalla paradocrasite[2].

Località di ritrovamento[modifica | modifica wikitesto]

Les Chalanches presso Allémont nell'Isère in Francia, a Varträsk in Svezia, a Příbram nell'ex Cecoslovacchia ed in Valtellina.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Stibarsen mineral information and data — mindat.org. URL consultato il 15 settembre 2014.
  2. ^ a b c d e f g (EN) Peter Bayliss, Crystal chemistry and crystallography of some minerals in the tetradymite group in American Mineralogist, vol. 76, 1991, pp. 257-265. URL consultato il 24 dicembre 2012.
  3. ^ a b c d e f g h i j John W. Anthony, Richard A. Bideaux, Kenneth W. Bladh, Monte C. Nichols, Handbook of Mineralogy, Chantilly, VA 20151-1110, Mineralogical Society of America.
  4. ^ a b (EN) Michael Fleischer, New mineral names in American Mineralogist, vol. 26, 1941, pp. 456-456. URL consultato il 24 dicembre 2012.
  5. ^ a b c Carlo Maria Gramaccioli, Allemontite in I minerali dalla A alla Z vol. I, pag. 39, Alberto Peruzzo editore (1988), Milano
  6. ^ Allemontite (mineral). URL consultato il 24 dicembre 2012.
  7. ^ Takumi Kikegawa, Iwasaki Hiroshi, Pressure-Induced Rhombohedral-Simple Cubic Structural Phase Transition in As in Journal of the Physics Society Japan, vol. 56, nº 10, 1987, p. 3417, DOI:10.1143/JPSJ.56.3417.
  8. ^ Won-Sa Kim, Solid state phase equilibria in the Pt–Sb–Te system in Journal of Alloys and Compounds, vol. 252, 1997, pp. 166-166, DOI:10.1016/S0925-8388(96)02709-0.
  9. ^ Info dal sito di webmineral.com

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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