Spaventapasseri

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Spaventapasseri in una risaia giapponese

Uno spaventapasseri è un dispositivo, tradizionalmente un manichino, messo nei campi o nei giardini per spaventare e gli uccelli come ad esempio corvi e passeri (da cui viene il nome) dal rovinare il raccolto; in realtà alcuni uccelli più intelligenti sono in grado di capire dopo alcune ore che non si tratta di una vera persona, e quindi lo utilizzano come trespolo. Solitamente è composto da un fantoccio di pezza o vimini montato su due sbarre di legno messe a croce, abbigliato con vecchi abiti e un cappello di paglia, per simulare una presenza umana.

Utilizzato per lungo tempo dagli agricoltori di tutto il mondo, che però ora ricorrono a metodi più moderni ed efficienti

Tipologie di spaventapasseri[modifica | modifica sorgente]

Uno spaventapasseri in pietra per tenere lontani gli sciacalli da delle capre (Adrar, Mauritania).

Altri tipi di dispositivi sono detti spaventapasseri. Ad esempio si possono attaccare delle foto di rapaci su aquiloni in modo da spaventare gli altri uccelli che ne sono prede. Per i giardini, vi è il commercio di modelli tridimensionali che rappresentano gatti, gufi o serpenti. Lo spaventapasseri di Markgren[1] consiste in due enormi occhi. L'esposizione di corpi d'uccello in una postura insolita può essere efficace. Anche delle luci stroboscopiche possono allontanare gli uccelli per un certo tempo, ma una volta abituatisi non serviranno più.[1]

Aumentare l'efficienza[modifica | modifica sorgente]

Per accrescere l'efficienza conviene cambiare di posto lo spaventapasseri[1]. Se il modello viene spostato regolarmente, per esempio con il vento, risulta più efficace. Se allo spostamento è associato un rumore, l'effetto sarà ancora migliore. Inoltre, spesso uno spaventapasseri avente la postura da cacciatore è più efficace che con la classica postura a "T".

Lo spaventapasseri nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Lo spaventapasseri occupa un posto speciale nella cultura popolare in tutto il mondo. La parola può anche definire una persona brutta o mal vestita, o un oggetto o una persona di aspetto spaventoso.

  • Piétrebais, piccoli spaventapasseri in un villaggio belga, tra Wavre e Jodoigne, che offre ogni terzo fine settimana di agosto un "Festival dello spaventapasseri"[non chiaro].
  • A Béville-le-Comte in Francia, capitale mondiale dello spaventapasseri, l'ultimo fine settimana di giugno si tiene una grande festa per celebrare lo Spaventapasseri.
  • Il Festival del Spaventapasseri si tiene ogni tre anni nella città di Denens nel cantone di Vaud in Svizzera.
  • A Omal, un piccolo villaggio belga, offre ogni anno a maggio-giugno, un "Festival dello spaventapasseri".
  • A Thimougies in Belgio, vicino a Tournai, il terzo fine settimana di giugno si tiene una gara biennale di spaventapasseri. Thimougies è stato uno dei primi sostenitori di questo evento in Belgio (1ª edizione nel 1998)

A Castellar (provincia di Cuneo) si tiene la festa degli spaventapasseri la 1ª domenica del mese di Maggio

Nella musica[modifica | modifica sorgente]

Altri nomi[modifica | modifica sorgente]

Uno spaventapasseri in un giardino di Parigi.

Nelle varie culture del mondo in cui è presente lo spaventapasseri assume diversi nomi, tra cui:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (FR) Jean Duval, Les oiseaux nuisibles aux cultures in eap.mcgill.ca, Ecological agriculture project, McGill University, 1993.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (FR) Pierre Aucante, Épouvantails: le carnaval des champs, Rodez, Subervie, 1998. ISBN 2911381262. (photographies)
  • (FR) Sergio Cozzi, Les épouvantails, sentinelles de l'éphémère, Barbentane, Équinoxe, 1999. ISBN 2-8413-5154-8.
  • (FR) Robert Doisneau, Épouvantables épouvantails: photographies, Parigi, Éditions Hors Mesure, 1965.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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