Sgraffito

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Facciata rinascimentale decorata a sgraffito a Mödling, in Austria.
Finestre decorate a sgraffito a Zrenjanin, in Serbia.
Sgraffito sulla parete di una casa a Guarda, in Engadina.

Lo sgraffito (plurale: sgraffiti; a volte anche scraffito) è una tecnica di decorazione che può essere sia muraria, ottenuta applicando strati di intonaco con colori contrastanti su una superficie umida, che della ceramica, ottenuta applicando ad un oggetto di ceramica cruda due strati successivi di rivestimento a tinte differenti. In entrambi i casi, il lavoro viene completato graffiando il rivestimento esterno, in modo da portare alla vista quello sottostante, producendo così i contorni di un disegno.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Sgraffito e sgraffiti derivano dalla parola italiana graffiare, a sua volta proveniente dal greco γράφειν (gráphein) "scrivere". Un termine correlato è graffito.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La tecnica dello sgraffito è stata usata in Europa fin dall’epoca classica, e fu molto comune in Italia nel Cinquecento; può essere anche trovata nell’Arte africana. Nei paesi di cultura tedesca la tecnica è principalmente usata in Baviera, nei suoi motivi tradizionali. L’uso dello sgraffito era comune per la creazione di facciate di case, a scopo sia decorativo che pubblicitario. In combinazione con la decorazione ornamentale, queste tecniche davano un’alternativa alla più comune pitturazione dei muri. Recentemente c’è stata una ripresa dell’interesse verso questa antica tecnica, che può essere introdotta in varie forme artistiche come efficiente mezzo espressivo. La tecnica necessaria è relativamente semplice, essendo le procedure richieste le stesse della pittura ad affresco. Lo sgraffito produsse un ruolo significativo durante gli anni del Rinascimento, in Italia. Durante il XVI secolo la tecnica fu portata in Germania dai capomastri del Rinascimento ed adottata con entusiasmo dagli artigiani locali, loro allievi. Alcuni sgraffiti, esempi di semplice arte locale, possono essere trovati in Assia, nella zona della Wetterau e nei dintorni di Marburgo. La stessa tecnica fu usata anche in Turingia, in Engadina (in Svizzera) ed in Transilvania. In Catalogna, lo sgraffito fu adottato all’inizio del XX secolo dagli architetti neoclassici del Noucentisme e divenne una tecnica ricorrente nella decorazione delle facciate.
Lo sgraffito può anche essere visto come una tecnica di pittura semplificata: uno strato di pittura viene lasciato ad asciugare su una tela o su un foglio di carta. Un altro strato di un diverso colore è quindi applicato sul primo strato. A questo punto, l’artista usa una spatola o un altro attrezzo appuntito per graffiare o incidere un disegno, ricavando così un’immagine del colore del primo strato di pittura. Ciò può anche essere ottenuto usando pastelli ad olio per il primo strato, ed inchiostro nero per quello superiore. A volte il primo strato di pittura non viene steso e lo strato superiore, asportato mentre è ancora umido, rivela la tela sottostante (ciò non può essere ottenuto usando la tecnica dei pastelli ad olio). Questa procedura è spesso usata nelle scuole d’arte per insegnare la tecnica dello sgraffito agli studenti.

Art Nouveau[modifica | modifica wikitesto]

La moda dei lavori grafici sulle facciate ebbe una ripresa dal 1890 circa fin verso il 1915, nel contesto dell’affermazione del movimento Arts and Crafts, della Secessione viennese e soprattutto del movimento Art Nouveau in Belgio ed in Francia. L’artista inglese Heywood Sumner è stato identificato[1] come il pioniere di quest’era per la tecnica dello sgraffito; un esempio è il suo lavoro alla St. Mary’s Church (1892) a Sunbury, nel Surrey. La tecnica di lavoro di Sumner era autentico sgraffito, cioè intonaco graffiato, ma questo termine è venuto ad indicare tutta una varietà di tecniche per produrre decorazioni grafiche da esterno. Altri esempi:

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Modern mural decoration By Alfred Lys Baldry, 1902

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