Robin George Collingwood

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Robin G. Collingwood

Robin George Collingwood (Cartmel, 22 febbraio 1889Coniston, 9 gennaio 1943) è stato un filosofo, storico e archeologo britannico. Figlio di W. G. Collingwood, frequentò dapprima la Rugby School e successivamente l'University College di Oxford. Benché rifiutasse questo appellativo fu uno degli ultimi esponenti della scuola idealista e fu professore di metafisica e storia romana all'Università di Oxford.

Tra i filosofi che esercitarono un influsso sul suo pensiero si possono citare gli idealisti italiani Croce, di cui fu amico e traduttore, Gentile e De Ruggiero, che fu anche un suo amico personale, oltre che Platone, Kant, Hegel, Vico, Bradley, J.A. Smith e Ruskin, di cui fu allievo suo padre, W.G. Collingwood.

Collingwood fu il solo tra gli allievi di F.J. Haverfiels a sopravvivere alla Prima guerra mondiale. Il suo nome è conosciuto soprattutto per l'opera Il concetto di storia, una raccolta di testi di varia provenienza compilata dal suo allievo T.M. Knox. La sua riflessione sul concetto di storia ha avuto, dopo la Seconda guerra mondiale, una notevole influenza sulla filosofia analitica della storia in area anglosassone ed è spesso citata nei testi di storiografia. Collingwood non fu soltanto un filosofo della storia ma anche uno storico e un archeologo, in particolare la sua ricerca sulla Britannia romana fu all'epoca molto considerata. La sua filosofia della storia è indissociabile dalle sue ricerche storiche, la sua opera Roman Britain (Britannia romana), pubblicata nel 1921 ma riscritta nel 1932, contiene infatti anche riflessioni sulla filosofia della storia. Proponendo un accostamento tra la storia e la filosofia la sua posizione era in contrasto con il neoempirismo in quel periodo predominante in Inghilterra.

In campo estetico la filosofia di Collingwood è caratterizzata dall'identificazione di arte e linguaggio. L'opera in cui la sua teoria estetica si trova maggiormente sviluppata è The Principles of Art (I princìpi dell'arte) e fu influenzata dalle concezioni di Croce e di Gentile. Da Croce riprende in particolare il concetto di autonomia dell'arte e l'idea secondo cui l'opera d'arte è principalmente espressione dell'emozione. L'arte è il primo stadio di una scala gerarchica in cui, passando attraverso la religione, la scienza e la storia, si giunge alla filosofia come libertà.

Opere pubblicate in vita[modifica | modifica wikitesto]

  • Religion and Philosophy (1916) ISBN 1-85506-317-4
  • Roman Britain (1923, ed. 2, 1932) ISBN 0-8196-1160-3
  • Speculum Mentis; or The Map of Knowledge (1924)
  • Outlines of a Philosophy of Art (1925)
  • The Archaeology of Roman Britain (1930)
  • An Essay on Philosophic Method (1933, edizione riveduta 2005). ISBN 1-85506-392-1
  • Roman Britain and the English Settlements (con J. N. L. Myres, 1936, seconda edizione 1937)
  • The Principles of Art (1938) ISBN 0-19-500209-1
  • An Autobiography (1939) ISBN 0-19-824694-3
  • The First Mate's Log (1940)
  • An Essay on Metaphysics (1940, edizione riveduta 1998). ISBN 0-8191-3315-9
  • The New Leviathan (1942, rev. ed. 1992) ISBN 0-19-823880-0

Opere postume[modifica | modifica wikitesto]

Opere tradotte in italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • Autobiografia, a cura di G. Gandolfo, Venezia, Neri Pozza, 1955.
  • Il concetto della storia, a cura di D. Pesce, Milano, Fabbri, 1966.
  • Tre saggi di filosofia della storia, a cura di D. Pesce, Padova, Liviana, 1969.
  • Il nuovo Leviatano, o uomo, società, civiltà e barbarie, a cura di L. Dondoli, Milano, Giuffre, 1971.
  • Cosa significa civilizzazione? a cura di S. Carbone, Napoli, Guida, 2000.

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