Rivoltoso Sconosciuto

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Il rivoltoso sconosciuto di Piazza Tienanmen
(foto di Jeff Widener, Associated Press).

Il Rivoltoso Sconosciuto (in inglese Unknown Rebel o Tank Man, cioè Uomo del carro armato; in Cina conosciuto come 王維林 Wang Weilin) è un ragazzo cinese divenuto famoso in quanto durante la protesta di piazza Tienanmen a Pechino[1] si parò davanti a dei carri armati per fermarli.

È il soprannome di un ragazzo anonimo che divenne famoso in tutto il mondo quando fu filmato e fotografato durante la protesta di piazza Tienanmen il 5 giugno 1989. Sono state scattate diverse fotografie del ragazzo, in piedi di fronte ai carri armati Tipo 59 del governo cinese, sbarrandogli il passo. La versione più diffusa della famosa immagine è quella scattata dal fotografo Jeff Widener (Associated Press) dal sesto piano dell'hotel di Pechino, lontano all'incirca 800 metri, con una fotocamera dotata di un obiettivo da 400 mm e di un moltiplicatore di focale.[2]

Un'altra versione è quella del fotografo Stuart Franklin della Magnum Photos. La sua fotografia è più vasta rispetto a quella di Widener, e mostra più carri armati di fronte al ragazzo. Nel 2003 è stata inserita nella rubrica "Le 100 foto che hanno cambiato il mondo" della rivista Life. Varie versioni dell'immagine sono state trasmesse dalla CNN e la BBC, attraverso dei filmati, in tutto il mondo. Nel 1989 il fotografo Charlie Cole, Newsweek, vinse il premio World Press Photo con lo scatto che è diventato il simbolo della rivolta contro il governo cinese.

Questa fotografia raggiunse tutto il mondo in brevissimo tempo. Divenne il titolo di testa di tutti i giornali e delle maggiori riviste, divenendo il personaggio principale di innumerevoli articoli in tutto il mondo; nell'aprile del 1998, la rivista Time ha incluso "Il Rivoltoso Sconosciuto" nella sua lista de "Le persone che più hanno influenzato il XX secolo". Ma come la stessa rivista scrive, citando uno dei leader del movimento pro-democratico cinese, "gli eroi nella fotografia del carro armato sono due: il personaggio sconosciuto che rischiò la sua vita piazzandosi davanti al bestione cingolato e il pilota che si elevò alla opposizione morale rifiutandosi di falciare il suo compatriota"[3].

Dietro l'immagine[modifica | modifica sorgente]

Il fatto ebbe luogo nella grande avenue di Chang'an, vicinissima a piazza Tienanmen e lungo la strada verso la Città Proibita di Pechino, il 5 giugno 1989, il giorno dopo che il governo cinese incominciò a reprimere brutalmente la protesta. L'uomo si mise in mezzo alla strada e ingaggiò i carri armati. Teneva una busta nella mano sinistra e la giacca nella mano destra. Appena i carri armati giunsero allo stop il ragazzo sembrò volerli scacciare. In risposta, i carri armati provarono a girargli intorno, ma il ragazzo li bloccò più volte, mettendosi di fronte a loro ripetutamente, adoperando la resistenza passiva. Vedendo le foto è evidente, utilizzando le strisce sulla strada come riferimento, che i carri armati si sono mossi in avanti. Dopo aver bloccato i carri armati il ragazzo si è arrampicato sulla torretta del carro armato e si è messo a parlare con il guidatore. Diverse sono le versioni su cosa si siano detti, tra le quali "Perché siete qui? La mia città è nel caos per colpa vostra"; "Arretrate, giratevi e smettetela di uccidere la mia gente"; e "Andatevene!" Un quotidiano britannico ha inoltre diffuso la notizia che fosse stato giustiziato, giorni dopo l'accaduto, ma questa notizia non è stata mai confermata.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Si sa poco dell'identità del ragazzo. Poco dopo l'accaduto la rivista britannica Sunday Express suppose si trattasse di Wang Weilin, uno studente di 19 anni; comunque, la veridicità dell'informazione resta incerta. Diverse altre ipotesi sono poi state avanzate sull'identità del ragazzo, ma nessuna è stata mai provata.

Ci sono diverse versioni a proposito di ciò che successe al ragazzo dopo la dimostrazione. In un discorso al Circolo Presidenziale nel 1999, Bruce Herschensohn - uomo molto vicino al presidente degli Stati Uniti Richard Nixon - disse che fu ucciso 14 giorni dopo la manifestazione; altre versioni ipotizzano che fu giustiziato da un plotone d'esecuzione pochi mesi dopo la protesta di piazza Tienanmen. In Red China Blues: My Long March from Mao to Now, Jan Wong scrisse che l'uomo era, ed è, ancora vivo e risiede in Cina.

La versione di un testimone oculare dell'evento pubblicata nel 2005, da Charlie Cole, un fotografo della rivista Newsweek, affermò che fu arrestato sul posto dal governo cinese e portato via.

Il governo della Repubblica Popolare Cinese diede poche informazioni a proposito dell'incidente e del ragazzo sconosciuto. Nel 1990, intervistato da Barbara Walters, l'allora Segretario Generale del Partito Comunista Cinese, Jiang Zemin, alla domanda su cosa fosse successo al ragazzo rispose "Penso non giustiziato". Il commentatore politico statunitense Bruce Herschensohn affermò che venne giustiziato 14 giorni dopo i fatti di Tien An Men[4]. In un articolo l'Apple Daily di Hong Kong affermò che l'uomo risiede ora a Taiwan[5]. All'inizio del 2009, secondo l'agenzia di stampa AsiaNews, Wang Lianxi, rilasciato nel 2007 dopo 18 anni di carcere, prima delle Olimpiadi di Pechino è stato internato in un ospedale psichiatrico dove sarebbe tuttora trattenuto[6].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cfr. le occorrenze del lemma "Tienanmen" sui libri di lingua italiana
  2. ^ (EN) Patrick Witty, Behind the Scenes: Tank Man of Tiananmen in New York Times, 3 giugno 2009. URL consultato il 22 ottobre 2013.
  3. ^ (EN) Pico Iyer, The Unknown Rebel in Time.com, 13 aprile 1998. URL consultato il 22 ottobre 2013.
  4. ^ Wang Wei Lin
  5. ^ The price of dissent
  6. ^ Agenzia di Stampa AsiaNews, È in manicomio Wang Lianxi, dissidente di piazza Tienanmen, 24 gennaio 2009. URL consultato il 22 ottobre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Marie-Claire Bergère, La Repubblica popolare cinese (1949-1999) - il Mulino 2000 - ISBN 8815074112
  • (EN) Detained in China and Tibet: a directory of political and religious prisoners, Robin Munro, Mickey Spiegel, Asia Watch Committee, 1994. ISBN 978-1564321053.
  • (EN) June Fourth: The True Story, Tian'anmen Papers/Zhongguo Liusi Zhenxiang Volumes 1–2 (Chinese edition), Zhang Liang, ISBN 962-8744-36-4.
  • (EN) Red China Blues: My Long March from Mao to Now, Jan Wong, Doubleday, 1997, trade paperback, 416 pages, ISBN 0-385-48232-9 (Contains, besides extensive autobiographical material, an eyewitness account of the Tiananmen crackdown and the basis for an estimate of the number of casualties.)
  • (EN) The Tiananmen Papers, The Chinese Leadership's Decision to Use Force Against their Own People—In their Own Words, Compiled by Zhang Liang, Edited by Andrew J. Nathan and Perry Link, with an afterword by Orville Schell, PublicAffairs, New York, 2001, hardback, 514 pages, ISBN 1-58648-012-X An extensive review and synopsis of The Tiananmen papers in the journal Foreign Affairs may be found at Review and synopsis in the journal Foreign Affairs.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]