Riley (azienda)

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La Riley è stata una casa automobilistica inglese attiva dal 1898. Dopo la fusione nella British Leyland il marchio Riley cessò di esistere nel 1969.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

La Riley iniziò come Bonnick Cycle Company a Coventry. Nel 1890 William Riley Jr. acquisì l’impresa e le cambiò il nome in Riley Cycle Company. Il figlio adolescente del proprietario, Percy, si interessò alle automobili e costruì la sua prima vettura nel 1898, a 16 anni, di nascosto dal padre. Nel 1903 Percy Riley fondò la Riley Engine Company, la quale inizialmente forniva i motori per le motociclette Riley, ma dopo poco l’attività si focalizzò sulle auto. La Vee-Twin Tourer del 1905, rimasta un prototipo, può essere considerate la prima vera Riley. Per la prima vettura di serie, la 7, bisognerà attendere il 1907. In quell’anno cessò la produzione delle motociclette, e nel 1911 anche quella delle biciclette.

Riley Nine Motor del 1928

L’anno seguente la Riley Cycle Company cambiò nome in Riley Limited, in seguito al brevetto da parte di Percy Riley di un nuovo tipo di ruota a montaggio rapido, dal grandissimo successo (venne adottato da più di 180 Case costruttrici), tantoché si pensò di abbandonare la produzione automobilistica. Nel 1913 a Percy Riley si unirono tre dei suoi fratelli, fondando la Riley Motor Manufacturing Company. Durante la Prima guerra mondiale la Riley produsse motori aeronautici, diventando un fornitore chiave per l’esercito inglese.

Il Dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

Dopo la guerra l’attività ricominciò con la Eleven (1919). Sulla “Eleven” apparvero per la prima volta il radiatore a “V” arrotondata e il caratteristico marchio Riley, blu a rombo. La Casa crebbe rapidamente durante gli anni Venti e Trenta: le sue vetture erano equipaggiate con motori a 4, 6 o 8 cilindri, ed erano disponibili con una dozzina di carrozzerie diverse. Degne di nota, anche per i loro successi sportivi, la Nine (1926), equipaggiata con un “1100” 4 cilindri bialbero, e la Sprite (1936), vincitrice del Tourist Trophy e del Gran Premio di Francia del ’36, nonché l’auto dei primi successi (dopo la guerra) di Mike Hawthorn.

Intorno alla metà degli anni Trenta la Riley incominciò a soffrire difficoltà, dovute all’eccessiva varietà di modelli proposti, allo scarso numero di parti comuni e alla concorrenza della Jaguar. Si pensò di sfidare la Rolls-Royce con la Autovia, una lussuosa berlina V8 di 2,2 litri. Nel 1937 la Riley tentò di stipulare accordi con altre Case: tutti i tentativi fatti (con la BMW e con la Triumph Motor Company) fallirono, e nel febbraio 1938 la Riley entrò in amministrazione controllata. Nel settembre di quell’anno la Riley fu rilevata dalla Morris, entrando nella Nuffield Organisation.

Sotto la gestione Nuffield la gamma Riley fu drasticamente ridotta alle 4 cilindri di 1,5 e 2,5 litri, così come le carrozzerie; molti componenti (al fine di raggiungere economie di scala) erano condivisi con modelli Morris.

Il secondo Dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

Dopo la Seconda guerra mondiale, la Riley ricominciò con la serie RM, ovvero i vecchi modelli “1500” e “2500” a quattro cilindri con nuove carrozzerie. Nel 1948 le linee di montaggio della Riley vennero trasferite presso la MG ad Abingdon-on-Thames.

Nel 1952 la Riley entrò a far parte della British Motor Corporation: nella gerarchia del gruppo la Riley era piazzata tra la MG e la Wolseley e molti modelli Riley altro non erano che Austin o Morris riviste. In quel periodo la Riley riguadagnò parte del prestigio di prima della guerra con la Pathfinder, una quattro cilindri di 2443 cm³ e 110 CV lanciata nel 1953 per sostituire le “RM” e venduta anche come "Wolseley 6/90".

Una Riley Elf del 1962

Nel 1957 la produzione Riley venne sospesa per circa otto mesi; quando riprese, le Riley altro non erano che delle Wolseley modificate, come la One-Point-Five del 1959, derivata dalla Morris Minor, o la 4/68, imparentata con le MG “Magnette Mk III” e le Wolseley “15/60” (cioè le versioni più sportiveggianti delle Austin CambridgeMorris Oxford). Nel 1961 venne presentata la Elf, una Mini a tre volumi. L’ultima Riley prodotta fu la Kestrel (1963), ovvero la Austin-Morris 1100.

Il marchio Riley scomparve nel 1969, in seguito alla nascita della British Leyland. Attualmente il marchio è di proprietà della tedesca BMW[1]: la casa di Monaco di Baviera lo ottenne nel 2000 dopo la cessione della Rover, insieme al marchio Triumph. Nel 2002 la BMW pensò di far rivivere il marchio Riley su una vettura derivata dalla Rover 75, ma l’idea non ebbe seguito.

I modelli[modifica | modifica sorgente]

1907–1914[modifica | modifica sorgente]

Modello Anni
Riley 9 1907 - 1911
Riley 10 1909 - 1914
Riley 12 / Riley 12/18 1907 - 1914

1914–1940[modifica | modifica sorgente]

Modello Anni
Riley 1 ½ 1936 - 1940
Riley 2 ½ 1937 - 1939
Riley 8/90 1935
Riley 9 1926 - 1935
Riley 10 1915 - 1916
Riley 10.8 1919 - 1928
Riley 11.9 / Riley 11/40 1924 - 1928
Riley 12/4 1934 - 1935
Riley 12/6 1935
Riley 14-6 1929 - 1934
Riley 15/6 1934 - 1938
Riley 17 1914 - 1923
Riley Alpine 1931 - 1933
Riley Brooklands 1928 - 1932
Riley MPH 1934 - 1935
Riley Sprite 1936
Riley Stelvio 1930 - 1934

1946–1969[modifica | modifica sorgente]

Modello Anni
Riley 1 ½ litre 1946 - 1955
Riley 1.5 1957 - 1965
Riley 2 ½ litre 1946 - 1953
Riley 2.6 1957 - 1959
Riley 4/68 1959 - 1961
Riley 4/72 1961 - 1969
Riley Elf 1961 - 1969
Riley Kestrel 1100 1965 - 1967
Riley Kestrel 1300 1967 - 1969
Riley Pathfinder 1953 - 1957

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Brand ownership in austin-rover.co.uk. URL consultato il 25 marzo 2011.

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