British Motor Corporation

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British Motor Corporation
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Stato Regno Unito Regno Unito
Fondazione 1952
Chiusura 1966
Settore industria automobilistica
Prodotti automobili

La British Motor Corporation Ltd (sigla BMC) era una casa automobilistica inglese nata nel 1952 dalla fusione fra la Austin Motor Company ed il Gruppo Nuffield (a cui apparteneva il marchio Morris).

In realtà, sebbene Lord Nuffield fosse stato nominato presidente della neonata BMC, le redini del gruppo erano, di fatto, tenute da Leonard Lord, direttore dell'Austin. Di conseguenza tutte le posizioni fondamentali della società furono occupate da uomini Austin, solo il capo progettista, Alec Issigonis, proveniva dalla Morris.

Il nuovo gruppo, nato dall'idea (in sé valida) di creare una grossa azienda britannica capace di competere in Europa e negli Stati Uniti d'America, ebbe fin dall'inizio parecchi problemi organizzativi. Su pressione dei concessionari, infatti, vennero tenute distinte non solo le gamme Austin e Morris, ma anche le reti di vendita, finendo per generare una forte concorrenza interna. Se la scelta di produrre modelli con vari marchi funzionava negli USA per la General Motors, in Gran Bretagna il contesto era molto diverso.

Il dualismo fra le due divisioni s'accentuò man mano che le dimensioni della BMC crescevano. Invece di creare un'unica solida azienda si era finito col crearne due in lotta fra loro e difficilmente gestibili.

La supremazia Austin, tuttavia, finì con l'imporsi. Tutti le vetture adottarono i motori Austin A-series, B-series e C-series (quest'ultimo, in realtà, prodotto dalla Morris), mentre la gamma prevedeva una precisa progressione di modelli:

Vecchia azione BMC

Nel corso degli anni la differenziazione tra i marchi andò perdendosi e ogni modello veniva lanciato contemporaneamente con diversi marchi BMC (Austin, Morris, Riley, Vanden Plas e Wolseley), meccanica comune e piccole variazioni estetiche e nelle finiture.

Questo fu il caso anche della celebre Mini di Issigonis, della riuscita 1100/1300 e di tutti i modelli prodotti tra la fine degli anni cinquanta e gli anni settanta. In questi anni la linea guida fu quella di sostituire i modelli classici a trazione posteriore con auto all'avanguardia a trazione anteriore. Il rinnovamento fu affidato al genio di Issigonis, ma non sempre le sue creazioni ebbero il successo della Mini o della 1100/1300. Molte (1800, 3 litre e Austin Maxi) furono sonori fiaschi, sia per l'oggettiva bruttezza delle linee[senza fonte] sia per problemi di affidabilità.

Riuscito, invece, l'accordo (1953) con Donald Healey per la produzione con marchio Austin-Healey di vetture sportive con motore di derivazione Austin. Diede vita a modelli celebri come la 100, la Sprite e la 3000.

Un discorso differente riguardava la divisione MG, proveniente dalla Morris e produttrice, con discreto grado di autonomia, di modelli sportivi di successo come la MG A e la MG B

Nel 1966 l'azienda, in piena crisi, si fuse con la Jaguar e la Pressed Steel Company per costituire la British Motor Holdings che, a sua volta, confluì nel 1968 nella British Leyland Motor Corporation Ltd

Modelli BMC[modifica | modifica wikitesto]

La Morris Mini-Minor, il più grande successo commerciale della BMC
Ambulanza marchiata BMC

Modelli prodotti dalla sussidiaria Morris Commercial[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]