Puntinismo

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Félix Fénéon
Paul Signac, 92x73 cm, 1890, Museum of Modern Art, New York

Il puntinismo (noto anche col termine francese pointillisme) è un movimento pittorico caratterizzato dalla scomposizione dei colori in piccoli punti che sono applicati con colori puri, sviluppatosi in Francia verso il 1885 e così denominato dal critico Félix Fénéon. Si era iniziato infatti a constatare l'inesistenza di un colore locale; ciascun colore è influenzato dal colore cui è posto accanto e quindi i colori non dovranno essere mescolati ma anzi accostati, soprattutto i colori complementari così da creare il contrasto simultaneo.

La fusione o il miscelamento dei colori in questo modo non avviene nel quadro ma nella retina dell'osservatore. Il termine puntinismo deriva quindi dal fatto che i colori per rendere questi effetti dovranno essere applicati sotto forma di punti. Gli artisti di questa corrente artistica rappresentavano paesaggi e scene di vita quotidiana.

I maggiori esponenti di questo movimento furono Georges Seurat (celebre per il suo dipinto di grandi dimensioni Una domenica pomeriggio sull'isola della Grande Jatte in cui esprime l'essenza pittorica della corrente) e Paul Signac. Il primo fu l’ideatore del puntinismo, o meglio, come avrebbe preferito del divisionismo, in quanto non è importante la forma delle pennellate ma la divisione dei colori. Il secondo invece riprese il metodo di Seurat usando pennellate più larghe, a zone rettangolari o quadrate. In Italia gli esponenti di rilievo del movimento furono Andrea D'Agostino, Gaetano Previati, Pellizza da Volpedo e Segantini, che a differenza dei francesi non provenivano dall'Impressionismo ma dal tardo Romanticismo.[1] Previati con il suo trattato intitolato La tecnica della pittura si propose come il teorico del movimento, che dalla seconda generazione in poi tenderà a sfociare nel Futurismo.

Il puntinismo si basa sull'applicazione delle scoperte della percezione visiva e sulle teorie del colore formalizzate da Michel Eugène Chevreul a partire dal 1838.

[modifica] Note

  1. ^ "Le Muse", De Agostini, Novara, 1965, Vol. IV, pag.219

[modifica] Bibliografia

  • M.Denis, Nouvelles Théories, Parigi, 1921

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