Principe Umberto (nave passeggeri)

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P/s Principe Umberto
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Tipo Piroscafo
Varata 31 marzo 1908
Entrata in servizio 13 maggio 1909
Destino finale affondato l'8 giugno 1916
Caratteristiche generali
Velocità 18 nodi
Equipaggio 216

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Il Principe Umberto[1] è stato un piroscafo passeggeri italiano.

Il suo affondamento ad opera del sommergibile austroungarico U 5, nel 1916, fu la più grave catastrofe navale della prima guerra mondiale in termini di perdite umane[2][3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Costruito nel 1909 dai Cantieri Navali Riuniti di Palermo[4] per la Navigazione Generale Italiana (la principale compagnia di navigazione italiana dell'epoca) faceva parte di una classe di tre unità, la cosiddetta "classe Regale", così detta per i nomi delle unità che la componevano: oltre al Principe Umberto, ne facevano parte il Re Vittorio e la Regina Elena.

Lungo 145 metri e largo 16, stazzava 7929 tsl[4] e poteva trasportare circa 1330 passeggeri, alla velocità di 16 nodi.

Le tre navi di questa classe, destinate alle rotte per il Sud America, furono le prime in Italia ad avere alloggi all'altezza della concorrenza tedesca e britannica. Durante la prima guerra mondiale fu requisito e adibito al trasporto di truppe.

L'affondamento[modifica | modifica wikitesto]

L'8 giugno 1916 fu organizzato il rientro in Italia dall'Albania, via mare, del 55º Reggimento fanteria (col. Ernesto Piano), che constava di 2605 effettivi del Regio Esercito . Per il trasporto delle truppe partì un convoglio formato, oltre che dal Principe Umberto, dal piroscafo Ravenna, mentre la scorta era fornita dall'esploratore Libia e dai cacciatorpediniere Insidioso, Espero, Impavido e Pontiere.

Sul Principe Umberto avevano preso posto, fra truppe ed equipaggio, 2821 uomini così ripartiti[5]:

  • Truppa 2445
  • Sottufficiali 75
  • Ufficiali 58
  • oltre a 216 persone fra equipaggio e stato maggiore (personale civile di bordo, membro della Marina mercantile)
  • Ufficiali della Regia Marina 2
  • Marinai della Regia Marina 25

La nave, come molte altre grandi unità mercantili requisite, aveva due comandanti: comandante militare era il tenente di vascello Nardulli, comandante civile era il capitano Giuseppe Sartorio.

Il convoglio salpò alle 19, e dopo poco la rotta del convoglio s'intrecciò con quella di un sommergibile austro-ungarico, lU. 5. Da circa un chilometro di distanza, una quindicina di miglia a sudovest di Capo Linguetta, lU. 5 lanciò due siluri. Il Principe Umberto, colpito a poppa, s'inabissò nel giro di qualche minuto, trascinando con sé 1926 uomini. Solo 895 poterono essere tratti in salvo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ talvolta questa nave è confusa con il piroscafo Re Umberto, nave dal nome simile e affondata nella stessa zona il 3 dicembre 1915, per urto contro una mina. La nave, spezzatasi in due, colò a picco in un quarto d'ora, ma le perdite umane in quell'occasione furono ben più limitate: 712 uomini su 765 a bordo poterono essere tratti in salvo.
  2. ^ Greatest loss of Life during ship losses - German and Austrian U-boats of World War One - Kaiserliche Marine - uboat.net
  3. ^ è anche stato, sempre riguardo alle perdite umane, il peggior disastro della storia navale italiana. Nella seconda guerra mondiale, infatti, l'affondamento più grave di una nave mercantile fu quello del piroscafo Conte Rosso con 1297 morti, e di una nave militare (il tutto, beninteso, limitatamente all'Italia) quello della corazzata Roma, con 1393 vittime. Questo dato non è valido se si considera anche il piroscafo Capo Pino, affondato dopo l'armistizio con a bordo prigionieri italiani: le vittime furono in numero fra le 2670 e le 5000. Tuttavia il Capo Pino era stato catturato dai tedeschi, armato con equipaggio tedesco e ribattezzato Petrella, dunque può apparire erroneo considerarlo come nave italiana al momento della perdita.
  4. ^ a b Troopship Principe Umberto - Ships hit by U-boats - German and Austrian U-boats of World War One - Kaiserliche Marine - uboat.net
  5. ^ Cfr. dati Ufficio storico della Marina in Piroscafo Principe Umberto, 30 novembre 2011

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Franco Favre, La marina nella Grande Guerra. Le operazioni navali, aeree, subacquee e terrestri in Adriatico
  • Paolo Piccione, Genova, città dei transatlantici.
  • Hans Sokol, La guerra marittima dell'Austria-Ungheria 1914-1918, Volume Terzo, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1932, pp. 24-25

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]