Palazzo Ali Qapu

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Palazzo Ali Qapu
Ali-qapu-rooz.jpg
Ubicazione
Stato Iran Iran
Località Esfahan
Indirizzo Piazza Naqsh-e jahàn
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione inizio XVII secolo
Stile Architettura persiana
Realizzazione
Proprietario storico Safavidi, Scià di Persia
 

Il Palazzo Ali Qapu è l'antico palazzo degli Scià di Persia che sorge imponente nella grandiosa Piazza Naqsh-e jahàn di Esfahan, in Iran. Segna l'ingresso al quartiere residenziale dei sovrani Safavidi che si sviluppa oltre la piazza.

Storia e architettura[modifica | modifica sorgente]

il palazzo in una stampa del 1723 Jean Chardin
la Sala della Musica

La parola Qapu deriva infatti dalla lingua turca e significa "Soglia Reale". Esso venne eretto agli inizi del XVII secolo su ordine dello scià 'Abbas I il Grande, che lo utilizzò per gli incontri con i visitatori importanti e con gli ambasciatori. L'edificio, a pianta rettangolare, si sviluppa su sei piani (per circa 48 metri di altezza) ed ha una vasta terrazza nella sua parte frontale, coperta con soffitto intarsiato sostenuto da colonne altissime lignee.

All'interno del palazzo vi sono ricchi affreschi di Reza Abbasi (il pittore di corte di ʿAbbās I) e della sua scuola, con numerosissimi motivi a soggetto naturalistico. Le porte e le finestre del palazzo erano in origine estremamente decorate, ma esse vennero quasi tutte saccheggiate o distrutte durante i periodi di anarchia sociale che si sono succeduti nei secoli, con l'eccezione di un'unica finestra al terzo piano. L'edificio venne restaurato durante il regno dello Scià Sultan Husain, ma cadde nuovamente in stato di abbandono durante il breve regno degli invasori afghani.

Durante il regno dello scià Nasser al-Din, della dinastia Qajar (XIX secolo), le piastrelle e cornici che sormontavano il portale (risalenti all'epoca safavide) vennero sostituite da piastrelle con iscrizioni.

Lo Scià 'Abbas II era entusiasta della perfezione di ʿAli Qapu e volle lasciare un segno con la costruzione della grande sala che si trova al terzo piano. Sorretta da 18 colonne ricoperte da specchi, la sala presenta un mirabile soffitto decorato da grandi affreschi.

Al sesto piano del palazzo si tenevano i ricevimenti reali e i banchetti. Qui si trovano le stanze più grandi di tutto il palazzo, con quella dedicata ai banchetti che abbondava in stucchi rappresentanti vasi e coppe di tutte le forme. Qui si trovava anche la cosiddetta sala della musica, dove gruppi musicali e solisti erano soliti suonare e cantare. Dalla galleria superiore i Safavidi assistevano alle partite di polo ed alle corse di cavalli che si tenevano nella sottostante piazza Naqsh-e jahān.[1]

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Note e referenze[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Valutazione dell'UNESCO