Onicofagia

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Le unghie di un onicofago

L'onicofagia è l'abitudine di mangiare le unghie durante periodi di nervosismo, stress o noia.[1] Può anche essere un segno di disordine mentale o emotivo. Secondo la teoria freudiana, è un sintomo di fissazione orale.

Indice

[modifica] Epidemiologia

È affetto da onicofagia il:

  • 28% dei bambini dai 7 ai 10 anni;
  • 44% degli adolescenti;
  • 19%-29% dei giovani adulti;
  • 5% degli anziani

L'onicofagia è più comune nel sesso maschile che in quello femminile.

[modifica] Effetti negativi e positivi

L'onicofagia può provocare il trasporto nella bocca dei germi che si trovano sotto la superficie dell'unghia. Anche nei saloni di bellezza vengono utilizzati strumenti che possono infettare in una maniera simile. "Se questi strumenti vengono utilizzati su persone diverse, possono diffondere funghi, batteri o virus", avverte Rick Lopes, il portavoce del California Board of Barbering and Cosmetology. Quindi si deduce che molti agenti patogeni possono "vivere" al di sotto delle unghie, per questo mangiare le unghie può potenzialmente causare problemi di salute.

Può anche accadere il contrario. Un onicofago può essere tentato di mangiare non soltanto le unghie, ma anche la pelle e le cuticole circostanti, causando il trasferimento di microbi ed infezioni virali dalla bocca alle dita.

L'onicofagia ha anche l'effetto negativo di reprimere l'uso delle mani poiché, avendole nella bocca, l'abilità nel lavoro (ad esempio scrivere, digitare sulla tastiera, disegnare, guidare) viene limitata.

Una lunga abitudine a mangiare le unghie può anche intaccare la sostanza adamantina degli incisivi, promuovendo la comparsa della carie. Si può dire anche che l'onicofagia, pur essendo un'abitudine deleteria, previene disturbi come le allergie e contribuisce non poco alla creazione di un sistema immunitario più forte. Inoltre secondo recenti studi, gli onicofagi in percentuale fumano meno rispetto ai non onicofagi.[senza fonte]

[modifica] Cura per chiurito

[modifica] Terapia farmacologica

Si è dimostrato come l'onicofagia risponda bene a certi tipi di farmaco. Quelli usati per curare il problema includono i più nuovi e potenti antidepressivi. Questi farmaci sono usati anche nella cura della tricotillomania e del disturbo ossessivo-compulsivo (OCD) e comprendono clomipramina, fluoxetina, sertralina, paroxetina, fluvoxamina, citalopram, escitalopram, nefazodone e venlafaxina. Anche piccole quantità di antipsicotici usati per curare la schizofrenia come risperidone, olazapina, quetiapina, ziprasidone, e aripiprazole si possono usare per aumentare l'azione degli antidepressivi. Si noti che l'uso degli antipsicotici non indica che il paziente sia in nessun modo psicotico.

Un'altra opzione richiede l'uso della vitamina B inositol, che riduce l'impulso del mordere esaltando l'attività della serotonina nel cervello. Serotonina che può essere anche coinvolta dei processi dell'OCD.

Esistono in commercio farmaci che aiutano a tener lontano le unghie dalla bocca mediante soluzioni liquide, uno di questi si chiama TROSYD contenente TIOCONAZOLO che protegge l'unghia infetta dai miceti.

[modifica] Terapia comportamentale

Alcuni pazienti hanno trovato beneficio nella terapia comportamentale sia da sola che come complemento a quella farmacologica. La prima parte della terapia per l'ornicofagia consiste nel HRT (Habit Reversal Training), un processo in quattro fasi che cerca di far "disimparare" il vizio e possibilmente sostituirlo con un comportamento più costruttivo. In aggiunta al HRT, è usata anche la terapia del controllo degli stimoli sia per identificare sia per eliminare lo stimolo che fa scattare l'impulso.

Si è verificato che i soggetti sembrano rispondere meglio ad una combinazione delle due terapie.

[modifica] Altri trattamenti

Sono state sviluppate diverse forme di terapia preventiva per aiutare la gente a smettere di mangiare le unghie. Queste includono metodi quali ricoprire le unghie con una sostanza dal sapore sgradevole (delle volte sotto forma di smalto per le unghie) o indossando un braccialetto che sarà rotto dal malato quando ci sarà una crisi (nel caso in cui lui non se ne accorgesse, il bracciale sarà rotto o da parenti o da amici). Alcuni metodi (come i sovracitati metodi preventivi) funzionano portando l'attenzione della persona su altre cose da fare. Tenere un registro delle crisi potrebbe essere d'aiuto per capirne la causa scatenante.

[modifica] Curiosità

  • In alcune culture è considerata un vizio imbarazzante.[senza fonte]

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ (EN)Sito
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