Omicidio di James Bulger

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L'omicidio di James Bulger (nato a Liverpool il 16 marzo 1990) fu un celebre caso che sconvolse l'Inghilterra nel 1993: il rapimento e l'uccisione di un bimbo di due anni di Kirkby, James Bulger, da parte di due ragazzini di soli 10 anni, Jon Venables e Robert Thompson (entrambi nati nell'agosto del 1982)[1].

James scomparve dal centro commerciale New Strand a Bootle, dove si trovava con sua madre Denise, il 12 febbraio 1993 ed il suo corpo mutilato fu trovato sui binari di una linea ferroviaria a Walton il 14 febbraio. Robert Thompson e Jon Venables furono arrestati il 22 febbraio e posti in custodia. Il 24 novembre 1993, i due ragazzini, allora undicenni, furono giudicati colpevoli dalla corte suprema di Preston.

Il rapimento[modifica | modifica sorgente]

Pochi giorni dopo, l'insieme delle testimonianze e l'interrogatorio dei due bambini permise di ricostruire nei dettagli la vicenda. Le immagini registrate dalla telecamera di sorveglianza del New Strand Shopping Centre a Bootle mostrarono i due rapitori, Jon Venables e Robert Thompson, osservare i bambini che passavano vicino all'entrata del negozio, selezionando un obiettivo. Quel giorno i due ragazzi avevano marinato la scuola, e si erano recati ai magazzini Strand, comprando (ma soprattutto rubando come ammisero in seguito), caramelle, il pupazzo di un troll, alcune batterie elettriche per giocattoli, e un barattolo di vernice blu per modellismo[2], oggetti che in gran numero furono ritrovati sulla scena del crimine.[3]

Iniziarono poi a giocare sulle scale mobili del centro commerciale con dei soldatini trafugati dagli scaffali, finché non furono cacciati. Si recarono nel vicino McDonald's ed iniziarono a risalire ripetutamente le scale mobili, ma, ben presto, furono scacciati anche da lì. Non sapendo come trascorrere il tempo, tornarono sui loro passi. A questo punto uno dei due (entrambi accusarono l'altro) disse: "Perché non prendiamo un bambino?" Secondo Jon, Robert disse di prendere un bambino e di portarlo in mezzo alla strada, per provocare un incidente. Dapprima, davanti ai grandi magazzini T J Hughes, tentarono di attirare verso di loro un bambino di 2 anni che giocava con la sua sorellina, ma la madre, uscita dal negozio, recuperò il piccolo e li scacciò.

La madre riportò che, uscendo dal negozio, li sentì dire "prendiamo uno dei due"[4]. Ritornarono quindi verso il New Strand Shopping Centre, dove James Bulger, un bimbo di due anni, si era recato insieme a sua madre Denise. La madre entrò in una macelleria alle 15:40 con il figlio ordinando delle costolette di agnello, nel mentre James iniziò a girare per il negozio vicino alla porta aperta. In quel momento i due futuri assassini si avvicinarono iniziando a parlare con lui, successivamente lo portarono fuori alle 15:42 e quando la madre uscì, si accorse che il piccolo era scomparso.

Aveva camminato fuori dal magazzino ed era stato catturato dai due ragazzi, che gli si erano avvicinati, gli avevano parlato per ottenere la sua confidenza, e poi, presolo per mano, l'avevano condotto fuori dal cortile. Questo momento fu ripreso dalle telecamere a circuito chiuso alle 15:39. I ragazzi condussero per mano James Bulger per circa 4 chilometri. Nonostante il bambino piangesse e chiamasse la mamma, essi proseguirono fino a un canale. Qui Robert (secondo la testimonianza di Jon) iniziò a scherzare sulla possibilità di gettarvi il piccolo. Poi uno dei due (ognuno accusò l'altro) prese per i piedi il piccolo e lo lasciò ricadere sulla testa, provocandogli una profonda ferita sulla fronte. Quindi i due aggressori fuggirono e si nascosero poco lontano; ma siccome non sopraggiungeva nessuno e il bimbo si stava allontanando dal canale, tornarono indietro e lo recuperarono.

Si diressero nuovamente verso il paese. Jon coprì la fronte di James con il cappuccio del suo giubbotto per mascherare la ferita. Mentre ritornavano dal canale, molte persone notarono il trio, ma nessuno li fermò, ritenendoli due bambini con il loro fratellino, nonostante molti avessero notato che James piangeva e che aveva un taglio sulla fronte. Un motociclista disse di aver visto i due ragazzini trascinare il bimbo contro la sua volontà; altri testimoni affermano che Robert gli tirò un colpo nelle reni per convincerlo a procedere. Arrivati a un incrocio, il piccolo sfuggì dalle mani dei rapitori e corse quasi in mezzo alla strada chiamando la mamma, rischiando di farsi investire. Robert lo raggiunse e lo trascinò via. Molti motociclisti notarono il bambino che veniva tirato mentre puntava i piedi e si rifiutava di camminare.

Jon prese il piccolo James per le gambe, mentre Robert per il busto. Lo trasportarono fino al prato dinanzi un ristorante. Qui una donna anziana, notate le ferite di James, si avvicinò loro e chiese qual fosse il problema. "Non sappiamo chi sia, l'abbiamo trovato in fondo alla collina" risposero Jon e Robert fingendo di non conoscerlo. La donna indicò ai ragazzi la più vicina stazione di polizia, ma si stupì nel notare che essi si dirigevano in direzione diametralmente opposta al punto da lei indicato. Allora gli gridò dietro, senza che si degnassero di voltarsi. Il trio continuò il suo viaggio, camminando giù per la collina e giungendo a County Road. Avevano percorso altre 2 miglia. Si fermarono in diversi negozi. Una donna li notò e chiese cosa stesse succedendo.

I ragazzini risposero di aver trovato quel bambino sperduto vicino ai grandi magazzini Strand e che lo stavano portando alla stazione di polizia. Un'altra donna, che portava a spasso il cane e aveva ascoltato la conversazione, gli chiese come avessero fatto a finire da quelle parti, dovendo arrivare da Strand alla stazione di polizia. Jon rispose: "Beh, questo è la direzione che quell'uomo ci ha indicato". La donna gli chiese dove abitassero; Robert stava per rispondere, ma Jon lo interruppe: "La stazione di polizia è nella strada di casa nostra". A quel punto, Robert lasciò andare la mano di James, come se volesse allontanarsi. Le due donne notarono che sembrava nervoso. Ma Jon riprese il controllo: "Tienigli la mano", disse. Robert immediatamente riprese la mano di James.

La donna più giovane, che aveva un bambino con sé, guardò James, che era ferito e sembrava sconvolto. "Va tutto bene, piccolo?", chiese. Ma James non rispose. Jon insisteva che bisognava subito trasportarlo alla stazione di polizia più vicina; avrebbero pensato loro a prendersi cura di lui. Ma la donna sentiva che qualcosa non andava. Era ormai buio e i due ragazzini non sembravano sinceri. La giovane mamma chiese all'altra donna di tenerle il bambino, ma questa si rifiutò, perché temeva la reazione del suo cane. Così i ragazzini approfittarono per allontanarsi. La donna più giovane gridò loro se erano sicuri di conoscere la strada. Jon indicò davanti a sé: "Seguiremo questa strada, signora".

Entrarono in un negozio. Robert chiese al gestore dove avrebbero potuto comprare caramelle per il loro fratellino. Il negoziante notò i tagli e le ferite di James. Si fermarono poco più tardi in un negozio di animali e rimasero per un po' a osservare gli acquari. Il gestore notò che era un po' strano il modo in cui Robert teneva James, rifiutando di lasciargli andare la mano. Fuori, un incendio divampava lungo la strada. I bambini rimasero a osservarlo per un po', poi si allontanarono nel forte traffico di Church Road West. Incontrarono altri due ragazzini che giocavano con un paio di manette finte, minacciando per scherzo di usarle su Robert e Jon.

I due ragazzini notarono il piccolo ferito. "Chi è?" chiesero. Robert rispose che si trattava del fratello minore di Jon e che lo stavano riportando a casa. Jon, Robert e James proseguirono ancora per un po' e si trovarono davanti all'entrata della stazione ferroviaria Walton & Anfield su Walton Lane, una piccola stazione pressoché in disuso. Tornarono indietro lungo la strada principale e si infilarono in un vicolo, da cui riemersero subito dopo. Erano le 17:30 e il sole era ormai tramontato. La stazione della polizia era alla loro destra, la casa di Robert alla loro sinistra. Ma i due ragazzi decisero di tornare verso la ferrovia, evitando la stazione di polizia.

In tutto, durante la loro lunga passeggiata, erano stati visti da trentotto persone, che poi avrebbero testimoniato qualche giorno dopo e che sarebbero diventate oggetto di diverse polemiche, visto che nessuno era intervenuto. Mentre si dirigevano verso la ferrovia, Jon strappò il cappuccio dal giubbotto di James e lo gettò fra gli alberi. L'indumento era servito a nascondere le ferite di James; Jon, a quel punto, lo ritenne evidentemente non più necessario.

L'omicidio[modifica | modifica sorgente]

I fatti stabiliti dal processo mostrano che, nei pressi della stazione ferroviaria, uno dei ragazzi tirò la vernice blu, acquistata quella mattina, sulla faccia di James. Essi lo colpirono con dei mattoni, con dei sassi e con una sbarra d'acciaio pesante 10 kg[5]. Uno (o entrambi) dei due ragazzi lo prese a calci, e Thompson diede una pedata così forte al viso del piccolo che l'impronta della sua scarpa vi rimase stampata, venendo ritrovata giorni dopo dall'analisi forense. Quindi gli abbassarono i pantaloni ed uno dei due ragazzi (o entrambi) maneggiò i suoi genitali (come risultò dall'autopsia)[6].

Furono ritrovate accanto al suo cadavere le pile stilo acquistate da Strand; si ritenne che fossero state infilate nel retto del piccolo, ma ad una più accurata analisi, oggi si è dimostrato che gli furono messe in bocca. James subì fratture al cranio dovute all'utilizzo della sbarra d'acciaio. Tuttavia, secondo Alan Williams, il medico forense che esaminò il caso, James soffrì tante ferite che è impossibile stabilire quale sia stata quella fatale.[7]

Prima di lasciarlo, i ragazzi depositarono Bulger, ancora vivo, sui binari ferroviari, coprendo la sua testa con sassi, nella speranza che un treno lo investisse e la sua morte sembrasse accidentale. Dopo che gli assassini ebbero abbandonato il luogo del delitto, il corpo del piccolo fu tranciato in due da un treno.[8] Due giorni dopo, il 14 febbraio, il corpo mutilato di Bulger fu ritrovato; il medico forense verificò che era morto prima del sopraggiungere del treno.[8] Quando si chiarirono le circostanze della morte, i tabloid denunciarono le persone che avevano visto James Bulger che veniva trascinato per la città e non erano intervenute, come i "38 di Liverpool" (si parlò di un effetto Kitty Genovese). Sul luogo dell'omicidio tutte le famiglie locali depositarono fiori in memoria di James, ed una rosa fu depositata anche da Robert Thompson (non ancora indagato).

Il crimine scatenò un'ondata di rabbia a Liverpool. La famiglia di un ragazzo che fu interrogato, ma successivamente rilasciato, fu costretta a cambiare città. La fine delle ricerche avvenne quando una donna, che credette di riconoscere nelle immagini della telecamera dei grandi magazzini due ragazzini locali, contattò la polizia, che arrestò i due sospetti. La giovane età dei ragazzi scioccò gli investigatori. Le prime notizie sulla stampa e le informative della polizia avevano parlato genericamente di "due giovani" (suggerendo che i due ragazzi fossero adolescenti), essendo difficile dedurre la loro età dalle confuse immagini della telecamera di sorveglianza.

L'interrogatorio[modifica | modifica sorgente]

Thompson e Venables si accusarono l'un l'altro dell'omicidio. La condotta dei due ragazzini, durante l'interrogatorio, risultò diversa: Thompson rimase sostanzialmente freddo, piangendo solo occasionalmente e in maniera poco credibile e negando sempre qualsiasi addebito, affermando anzi (quando non poté più negare di essere presente sulla scena del crimine) di aver tentato di salvare James da Venables, descritto come uno psicolabile. Venables fin dall'inizio ebbe una reazione isterica piangendo ininterrottamente, e fu molto difficile condurre a termine l'interrogatorio. Inoltre era molto preoccupato dal giudizio di sua madre. Quando sia il padre che la madre gli dissero che avrebbero continuato a volergli bene lo stesso, egli saltò in braccio a sua madre e sospirò: "Io l'ho ucciso. Direte a sua madre che mi dispiace?" ("I did kill him. What about his mum, will you tell her I'm sorry?").

In brevissimo tempo iniziò ad ammettere i crimini, tradendosi e aggiungendo nuovi particolari alla sua narrazione. Affermò che l'idea e la messa in atto del crimine era stata di Thompson e che lui si era limitato a partecipare in maniera passiva. Ad esempio, ammise di aver tirato dei sassi su James, ma disse di aver tirato solo pietre leggere e lisce, e di aver di proposito mancato il bersaglio, mentre Thompson aveva materialmente ucciso il bimbo. Inoltre negò tutte le altre accuse. I test forensici verificarono che entrambi i ragazzi avevano i vestiti sporchi di vernice blu, la stessa ritrovata sul cadavere; entrambi avevano sangue sulle loro scarpe.

Il sangue sulla scarpa di Thompson fu attribuito a Bulger dai test del DNA.[9] Entrambi i ragazzi attribuirono al compagno l'omicidio, e affermarono di essersi sporcati toccando James nel tentativo di salvarlo dall'altro. Thompson fece notare agli investigatori di avere un fratellino della stessa età di James Bulger: "Se avessi voluto uccidere un bambino, avrei potuto uccidere lui". Affermò che anche gli insegnanti potevano testimoniare che il peggiore fra lui e Venables era il compagno. Disse agli investigatori di aver portato un fiore sul luogo del delitto perché "James sapeva che ho fatto quel che potevo per aiutarlo". Ma l'analisi del cadavere mostrò sul viso di Bulger l'impronta della scarpa di Thompson.

Jon Venables affermò che Robert Thompson era "più una ragazza che un ragazzo" e che si succhiava il pollice; sottintese che fosse stato Thompson ad abbassare i pantaloni a James. Disse che tutti i suoi guai erano iniziati quando l'aveva conosciuto e che i suoi genitori non volevano che lo frequentasse. Indagini sulle famiglie dei due bambini rivelarono che Thompson, figlio di un'alcolista, era stato ripetutamente violentato dal padre e che aveva avuto rapporti simili col fratellino, mentre Venables, figlio di genitori divorziati, entrambi con un passato di depressioni patologiche, aveva un fratello maggiore e una sorella minore con problemi comportamentali. Il fratello soffriva di labbro leporino e studiava in una scuola speciale, in cui studiava anche la sorella, affetta da handicap.

Venables era cresciuto con la sensazione di essere trascurato ed aveva subito continue prese in giro dagli altri bambini a causa delle deformazioni dei fratelli, ed anche a causa del suo strabismo. A scuola era stato di continuo oggetto di bullismo. Aveva conosciuto Thompson a scuola, dopo che entrambi erano stati bocciati; da allora si era trasformato lui stesso in un bullo, affrontando però sempre bambini più piccoli di lui e sempre in presenza dell'amichetto (perché era "troppo pauroso" per assalire ragazzi della sua età o "per fare cose cattive" senza l'approvazione di Robert). Poiché i due ragazzi, soprattutto Venables, disturbavano lo svolgersi delle lezioni, gli insegnanti avevano preso ad isolarli. Con il passare del tempo i due avevano iniziato a marinare la scuola sempre più spesso e a vivere sulla strada; la cosa aveva molto irritato i genitori di Venables che avevano proibito al figlio di rivedere Thompson. Il padre l'aveva chiuso in casa per un periodo, ove egli aveva trascorso tutto il suo tempo libero a guardare in TV film noleggiati dal genitore, in particolare film dell'orrore.

Il processo[modifica | modifica sorgente]

Nei giorni successivi all'arresto, i ragazzi furono chiamati solo "Bambino A" (Thompson) e "Bambino B" (Venables). Alla chiusura del processo, il giudice ritenne che i loro nomi potevano essere rivelati (in ragione dell'entità del crimine e del suo effetto sull'opinione pubblica), ed essi furono identificati con lunghe descrizioni del loro background sociale e delle loro vite. Lo shock del pubblico aumentò dopo la diffusione (posteriore alla chiusura del processo) di foto segnaletiche scattate durante l'interrogatorio. Le foto mostravano due bambini spaventati e molti non riuscivano a credere che un simile crimine potesse essere stato perpetrato da due persone così giovani.

5.000 manifestanti stazionarono davanti alla Corte di South Sefton durante la prima apparizione dei ragazzi dinanzi alla corte. I genitori degli accusati furono costretti a trasferirsi sotto falso nome a causa delle minacce di morte. Il processo vero e proprio ebbe luogo a Preston: fu condotto come un processo di adulti, con gli accusati sullo scranno separati dai loro genitori. Entrambi i ragazzi sedevano di fronte alla giuria su una sedia rialzata (per consentirgli di vedere oltre lo scranno progettato per adulti) con due assistenti sociali ai loro fianchi. Alcuni giornali contestarono il comportamento dei difensori. Questi aspetti furono criticati dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, la quale affermò che i due ragazzi non avevano ricevuto un giusto processo.

I ragazzi, che non testimoniarono in propria difesa, furono giudicati colpevoli e condannati alla prigionia in un carcere minorile. Il Lord Capo di Giustizia, Lord Taylor of Gosforth, giudicò successivamente che la coppia avrebbe dovuto trascorrere almeno 10 anni in custodia. Ciò fu contestato dalla Law Lords, che giudicò "illegale" per il Segretario aver deciso una sentenza minima per colpevoli al di sotto dei 18 anni d'età. Nell'ottobre del 2000, il Capo di Giustizia Harry Woolf ridusse la sentenza minima di due anni, in ragione della buona condotta in carcere e per il rimorso mostrato negli anni della detenzione, ripristinando la sentenza originaria di 8 anni minimi di detenzione.[10]

Appello e rilascio[modifica | modifica sorgente]

Nel 1999, gli avvocati di Venables e Thompson fecero appello al Tribunale Europeo dei Diritti dell'Uomo, affermando che il processo ai loro assistiti non era stato legale, dal momento che essi erano troppo giovani per essere giudicati da una corte per adulti. Lamentarono che l'atmosfera di eccessiva tensione aveva reso impossibile un equo processo. La Corte rispose favorevolmente.

Nel giugno del 2001, dopo 6 mesi di revisione, i ragazzi furono giudicati non più una minaccia per la pubblica sicurezza e poterono essere rilasciati, essendo scaduto nel febbraio di quell'anno il tempo minimo di detenzione. Il segretario David Blunkett approvò la decisione, ed essi furono rilasciati poche settimane più tardi, sotto identità segreta in base ad un programma stile "protezione di testimoni".[11] Essi vivono sotto una "licenza a vita", che consente la loro immediata incarcerazione qualora dovessero rivelarsi nuovamente dei pericoli pubblici. Inoltre, è stato loro vietato di incontrarsi.

Controversie successive[modifica | modifica sorgente]

Il Manchester Evening News nominò l'istituto di sicurezza nel quale i ragazzi erano stati detenuti, violando l'ingiunzione di segretezza rinnovata nel 2001. Nel dicembre di quell'anno, il giornale fu costretto a pagare 30.000 sterline di risarcimento alla corte e ricevette una multa di 120.000 sterline.[12]

Il Guardian rivelò che entrambi i ragazzi si erano diplomati durante la loro detenzione. Il giornale riportò anche che la famiglia di Bulger aveva chiesto un esame per verificare se Thompson fosse uno psicopatico, citando la sua mancanza di rimorsi durante l'interrogatorio e il processo. La sua scarsità di reazioni emotive all'epoca dei fatti, in stridente contrasto con Venables, era però stata ampiamente analizzata dagli psicologi. Al momento del rilascio, sia Thompson sia Venables avevano perso ogni traccia del loro forte accento scouse.[13]

Nessuna significativa azione o pubblicazione contro Thompson e Venables è stata compiuta dal loro rilascio. Tuttavia, la madre di Bulger, nel 2004, ha affermato di aver ricevuto una fonte anonima che le aveva consentito di localizzare Thompson. Dopo averlo visto, era rimasta "paralizzata dall'odio", e le era stato impossibile confrontarsi con lui.[14] Nel 2007, fu ingiunto ad una rivista non britannica di non rivelare le nuove identità di Thompson e Venables.[15][16]

Nel giugno del 2007, un videogioco basato sulla serie TV Law & Order, fu ritirato dai negozi in Gran Bretagna perché contenente la famosa immagine di Venables mano nella mano con Bulger dinanzi ai grandi magazzini Strand, proveniente dalle telecamere di sorveglianza. La famiglia della vittima protestò per la cosa.[17] Nell'agosto del 2009 una emittente televisiva utilizzò un vero documentario sul caso per pubblicizzare il suo programma City Homicide. L'uso del documentario fu criticato dalla madre di Bulger e l'emittente si scusò.[18]

Vicende giudiziarie successive riguardanti Jon Vernables[modifica | modifica sorgente]

Il 2 marzo 2010 il Ministero della Giustizia inglese ha reso noto che Jon Venables è tornato in carcere a causa di una non meglio precisata violazione di libertà condizionata. Il ministro della Giustizia Jack Straw ha poi specificato che Venables è stato arrestato a causa di "gravissime accuse" mosse contro di lui; tuttavia ha dichiarato di "non essere in grado di dare ulteriori informazioni sui motivi del ritorno di Jon Venables in custodia cautelare, in quanto è in contrasto con l'interesse pubblico".

Il 21 giugno 2010 Venables è accusato di possesso e diffusione di materiale pedopornografico. La polizia aveva infatti trovato 57 immagini di pornografia infantile sul suo computer. Il 23 luglio Vernables viene condannato a due anni di carcere per il download e la distribuzione di immagini indecenti di bambini. Nel corso del processo è emerso che Venables aveva navigato in Internet fingendosi una donna di Liverpool sposata di nome Dawn Smith e lamentava una violenza sessuale su sua figlia di 8 anni nella speranza di ottenere altro materiale pedopornografico.

Il ragazzo aveva il diritto di presentare una richiesta per la libertà vigilata nel luglio 2011, ma il 27 giugno dello stesso anno fu deciso che Venables rimanesse in custodia. Una nuova domanda di libertà condizionata poté essere presentata non prima dell'anno successivo. Il 4 luglio 2013 è stato deciso che Venables può essere rilasciato dalla prigione. Gli sarà data una quarta nuova identità e rimarrà in libertà vigilata per il resto della sua vita. Il ragazzo può tornare in carcere in qualsiasi momento in caso della minima violazione delle condizioni di licenza.

Arte e cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

  • Il romanzo Boy A scritto nel 2004 dallo scrittore inglese Jonathan Trigell, incentrato sul rientro nella società di un bambino criminale ormai divenuto adulto, è ispirato agli assassini di James Bulger. Il titolo si riferisce all'identità fittizia usata dalla corte per proteggere gli accusati minorenni. Nel 2007, dal libro, è stato tratto il film omonimo.
  • Nel 2008, il drammaturgo svedese Niklas Rådström ha utilizzato le interviste e le trascrizioni degli interrogatori ai due ragazzi ed alle loro famiglie per ricreare la storia dell'omicidio. La sua rappresentazione, Monsters, si è tenuta per la prima volta, fra alterni giudizi, all'Arcola Theatre a Londra nel maggio 2009.[19]
  • Nello stesso anno si è tenuta a Belfast, per la produzione del Ransom Theatre Company, la prima del dramma Transparency, basata, come confermato dal direttore Rachel O'Riordan, sulla figura di Jon Venables. Il direttore ha anche precisato che il dramma è stato scritto "con rispetto verso James" e non con l'intenzione di perdonare i suoi assassini. Tuttavia, la madre di Bulger ha ugualmente protestato, affermando che la rappresentazione "insultava la memoria di suo figlio".
  • Sempre nel 2008 è stata rappresentata, all'Old Fitzroy Theatre di Sydney The Age of Consent, un'opera teatrale consistente in una serie di monologhi di un personaggio chiamato Timmy, ispirato ai due assassini di James Bulger: Robert Thompson e Jon Venables. Il direttore Shannon Murphy ha affermato che la rappresentazione mostra i due ragazzi "allo stesso tempo come criminali e come vittime".
  • La canzone "The Icicle Melts" contenuta nell'album No Need To Argue (The Cranberries,1994) è ispirata all'assassinio del piccolo James.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Alcune lettere a catena di sant'Antonio, diffusero, nei giorni successivi all'omicidio, delle false notizie, a cui però la stampa diede ampiamente credito, come il fatto che le batterie fossero state infilate nel retto del piccolo, o che le sue dita fossero state tagliate con delle cesoie[20].
  • Alcuni psicologi, dopo l'incriminazione di Jon Venables, identificarono nel film La bambola assassina 3, noleggiato circa un mese prima dal padre del ragazzino, uno dei fattori scatenanti dell'omicidio: Jon avrebbe identificato il piccolo James con Chucky, il malvagio protagonista del film. Ciò spiegherebbe l'utilizzo della vernice blu (nella parte finale la faccia di Chucky sembra appunto sporca di vernice blu) e il luogo dove si è portato a termine l'omicidio (la fine del film si svolge sulle rotaie di un ottovolante). La teoria fu diffusa con molta enfasi dal tabloid The Sun.
  • Ad ogni modo, l'utilizzo di vernici o altro sul volto delle vittime è frequente nei serial killer e serve a "disumanizzare" la persona che si uccide, che altrimenti non si avrebbe il coraggio di uccidere.
  • Alla fine di settembre del 2009, sono state pubblicate postume delle dichiarazioni di Michael Jackson in cui, fra le altre cose, il cantante esprime il desiderio di incontrare di persona gli assassini del piccolo James, "per abbracciarli e dirgli che gli voleva bene". Egli infatti rifiutava l'idea che due bambini di 10 anni potessero essere cattivi, ed attribuiva l'accaduto al fatto che essi erano stati maltrattati dai propri genitori.
  • Oltre a Michael Jackson, anche la cantautrice britannica Amy Macdonald si è interessata alla vicenda; nel singolo Spark, pubblicato il 10 maggio 2010, sembra proprio che il piccolo Jamie si rivolga ai genitori per dirgli che sta bene e rassicurarli

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ James Bulger murder, theguardian.com. URL consultato il 27 marzo 2014.
  2. ^ Shirley Scott, Death of James Bulger, crimelibrary.com, 29 agosto 2009. URL consultato il 27 marzo 2014.
  3. ^ Jon Venables & Robert Thompson, murderuk.com. URL consultato il 27 marzo 2014.
  4. ^ Stephen Blease, Young know what is wrong, nwemail.co.uk, 23 febbraio 2009. URL consultato il 27 marzo 2014.
  5. ^ Tom Sharratt, James Bulger 'battered with bricks', guardian.co.uk, 2 novembre 1993. URL consultato il 27 marzo 2014.
  6. ^ Lessons of an avoidable tragedy, theguardian.com, 25 novembre 1993. URL consultato il 27 marzo 2014.
  7. ^ Johnathan Foster, James Bulger suffered multiple fractures: Pathologist reveals two-year-old had 42 injuries including fractured skull. Jonathan Foster reports, independent.co.uk, 10 novembre 1993. URL consultato il 27 marzo 2014.
  8. ^ a b Tom Sharratt, James Bulger 'battered with bricks', guardian.co.uk, 2 novembre 1993. URL consultato il 27 marzo 2014.
  9. ^ Edward Pilkington, Blood on boy's shoe was from victim, theguardian.com, 11 novembre 1993. URL consultato il 27 marzo 2014.
  10. ^ Judge defends Bulger killers' rights, BBC, 29 luglio 2002.
  11. ^ Bulger statement in full at news.bbc.co.uk (accessed 23 April 2005)
  12. ^ Clare Dyer, Paper fined for Bulger order breach, The Guardian, 5 dicembre 2001. URL consultato il 15 aprile 2009.
  13. ^ The secret meetings that set James's killers free | UK news | The Observer
  14. ^ Jamie Bulger's mother ‘tracks down killer', http://www.timesonline.co.uk, 28 novembre 2008.
  15. ^ Injunction On Killers' IDs, news.sky.com, 8 aprile 2007. URL consultato l'8 aprile 2007.
  16. ^ £13,000 Spent protecting Bulger killers' identities, news.independent.co.uk, 9 aprile 2007. URL consultato il 13 aprile 2008.
  17. ^ Legacy Apologizes For Law And Order Crime Photo, www.gamasutra.com, 21 giugno 2007. URL consultato il 13 aprile 2008.
  18. ^ Seven 'sorry' for Bulger ad, The Age, 31 agosto 2009. URL consultato il 1º settembre 2009.
  19. ^ Review of Monsters at the Arcola Theatre
  20. ^ Murder of Jamie Bulger at www.snopes.com (accessed 13 April 2008)