Multi-touch

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Per multi-touch, o in italiano schermo multi-tattile si intende una tecnologia di schermo tattile che rappresenta una evoluzione di quella touch screen. Si differenzia da essa per il fatto che è sensibile al tocco in più punti diversi della superficie contemporaneamente.

Indice

[modifica] Descrizione

Il Multi-touch è formato da due parti, la parte hardware (un touch screen o un touch pad che riconosce più punti simultaneamente al tocco di una mano) e la parte software che riconosce questi punti e li interpreta. Il software riconoscendo la posizione, la pressione, la distanza di ogni punto indipendente, quali i gesti e l'interazione di più dita o mani contemporaneamente, fornisce un'intensa interazione (inclusa una diretta manipolazione) attraverso un'intuitiva gestualità per l'utente che per la prima volta vede questo dispositivo. In molti casi dipendenti dalla grandezza del touchscreen, il multi-touch supporta più di un utente alla volta sulla stessa superficie simultaneamente. Un aspetto saliente di questa tecnica è che è possibile allargare con due dita un oggetto o rimpicciolirlo attraverso lo Zooming User interface, molto più facilmente che con un dispositivo a un punto solo come un mouse o una penna grafica.

[modifica] Storia

La sua storia comincia agli inizi del 1982 con prototipi di tavolette multi-touch all'Università di Toronto e schermi multi-touch nei laboratori della Bell Labs. Più tardi alla fine degli anni Novanta, l'Università del Delaware sviluppa un sofisticato sistema di riconoscimento gesti a due mani. Questo sistema fu la base per iGesture mouse pad e per le tastiere TouchStream commercializzate da Fingerworks nel 2001. La tastiera TouchStream fu notevole per la sua unica ergonomia: il puntatore e il trascinamento veniva creato da due o più dita sopra alle lettere stampate della tastiera, eliminando così la funzionalità del mouse stesso, ma implementando essa nella tastiera stessa.
Nel 2005 Fingerworks fallì per opera di un'importante azienda sempre attenta al mondo tecnologico, Apple Inc., la quale assunse i due ingegneri della ormai ex-Fingerworks, per realizzare diversi prototipi su base multi-touch.

Il primo display ad essere commercializzato con tecnologia multi-touch fu Lemur Input device, un controller multimediale professionale creato dalla compagnia francese JazzMutant nel 2005. Nel luglio 2006, Apple Inc. registra la parola multi-touch tra i suoi brevetti con l'avvento del loro primo dispositivo multi-touch, l'iPhone, invenzione dell'anno 2007. Già nell'annata 1987-88 la Apple Inc. con a capo John Sculley, all'epoca CEO Apple, prevedeva un futuro con questa tecnologia, immaginavano computer molto trasportabili, comunicazione wireless, un grande network di documenti ipertestuali, interfacce sensibili al tocco e videochat. Essa incorporò tutta questa fantascienza in due concept chiamati Knowledge Navigator e l'altro Future Shock dove si poteva sognare sulle future interfacce tra uomo e macchina. Fece un progetto simile nel lontano 1993 anche l'azienda Sun Microsystems, nota azienda di software e semiconduttori della Silicon Valley, chiamato Starfire - A vision of future computing, una videoguida sul futuro delle interazioni uomo-macchina.

Un altro importante sviluppatore del progetto multi-touch è Jefferson Y. Han, capo di Perceptive Pixel che con il suo brevetto di Total Internal Reflection Multi-touch screen ha fatto sbalordire il mondo. Il suo progetto software prevede una base totalmente priva di interfaccia, cioè senza una base di conoscenza del dispositivo. La persona, come sostiene Han, deve avvicinarsi allo schermo interagendo con lo schermo stesso senza bottoni o interfacce che lo potrebbero distogliere dal fare quella determinata azione. L'utente deve essere in grado di ruotare una foto, ingrandirla, scrivere su una tastiera digitale, disegnare con le dita senza dispositivi aggiuntivi. Ovviamente l'interazione deve essere a più mani e non solo isolata a un unico utente. Un utente può aprire una cartella piena di foto, le può ingrandire, ruotare nello stesso tempo con un unico movimento della sua mano; mentre un altro utente può cercare su una mappa gigante quel determinato luogo. Tutto ciò è comandato da una semplice e dinamica interfaccia umana, a somiglianza dei gesti e della memoria visiva dell'utente che la sta utilizzando senza bisogno dell'ausilio di dispositivi esterni che devierebbero questa interazione.

Anche Microsoft ha attinto a questo progetto, creando Surface, tavolo interattivo realizzato per le catene alberghiere e i ristoranti dove più utenti seduti a questo tavolo possono ordinare una bibita toccando solamente il tavolo, spedire una cartolina, ma soprattutto, con l'utilizzo dei tag di identificazione su un determinato oggetto come una bottiglia di vino, possono essere informati su cosa si sta bevendo o su che cibo che si abbina meglio a quel tipo di bottiglia. La tecnologia multi-touch di Microsoft Surface non è sensibile direttamente al tocco, ma utilizza una serie di videocamere per l'individuazione degli oggetti.

Con questa tecnologia si è persino creato uno strumento musicale da tavolo chiamato reacTable creato dal Music Technology Group all'università Pompeu Fabra in Barcellona. Esso funziona in questo modo: ogni oggetto ha sotto di sé un target che viene captato da una web cam; essa capta quel target e crea diversi tipi di variazione del suono. Aggiungendo più oggetti sul tavolo si creano più variazioni del suono.

[modifica] Voci correlate

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