Matteo Ripa

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Matteo Ripa (Eboli29 marzo 1682 – Napoli29 marzo 1746) è stato un missionario italiano che dedicò la sua vita adulta alle missioni nelle terre dell'Estremo Oriente cinese e che istituì a Napoli il Collegio dei Cinesi, nucleo del successivo Regio Istituto Orientale, poi Istituto Universitario Orientale, trasformatosi infine (in quanto non più monofacoltà) nell'attuale Università degli studi di Napoli "L'Orientale".

Indice

[modifica] Biografia

Ritratto di Matteo Ripa
Ritratto di Matteo Ripa

Nato da Giovanni Filippo Ripa, medico, e da Antonia Longo nel piccolo borgo medievale che circondava l’antico castello Normanno, il giovane Matteo trascorse i primi anni della sua infanzia con i fratelli Tommaso, Diego e Lorenzo. Si dice di lui che possedeva un’innata propensione per l’arte, ma a quel tempo il figlio di un barone non poteva certo concedersi ai “piaceri dell’ozio” e fu spinto per questo all’avvocatura. Ma sarebbe stato un altro… il suo destino. In quegli anni il Regno di Napoli, come l’Europa tutta, fu interessato da una fervida attività missionaria e Matteo ispirato da una pura “idea” religiosa, che non era la realtà grossolana e mondana di un prete nel suo pubblico uffizio, entrò nella Congregazione dei preti secolari missionari. Si appassionò durante il suo soggiorno-studio a Roma, ai “Riti cinesi”. Ma le innovazioni, apportate alla liturgia ecclesiastica dai Gesuiti in Cina, non piacquero a Papa Clemente XI, che decise così di inviarvi una commissione pontificia al cui seguito si aggiunse anche Ripa. La vita occidentale, dissoluta e venale, condotta dai Gesuiti alla corte imperiale affascinò anche il primo Ripa che, ospite dell’Imperatore per circa 13 anni, fu apprezzato e ampiamente riconosciuto dai mancesi per le sue doti di pittore ed incisore.

Dal 1711 al 1723 Matteo Ripa lavorò, in qualità di pittore ed incisore su rame (incise, su commissione imperiale, 36 piatti di rame per il palazzo estivo di Jehol, in Manciuria) dell'imperatore mancese Kangxi.

Dando libero sfogo alla sua “idea” di evangelizzazione, tra ire e dissapori, aprì una scuola a Pechino per l'educazione di giovani cinesi, cui affidare il compito di diffondere il cristianesimo tra i loro connazionali. Fu però costretto a fuggire per una violenta ondata xenofoba e nascosto nella stiva di una nave, rientrò a Napoli.

[modifica] Fondazione del Collegio dei cinesi in Napoli

Al suo ritorno in Italia - avvenuto nel novembre 1724 - egli condusse con sé quattro giovani cinesi, insieme a un loro connazionale che era maestro di lingua e scrittura mandarinica. Questo gruppo costituì il primo nucleo del Collegio dei Cinesi che fu riconosciuto da papa Clemente XII, con breve del 7 aprile 1732.

Al Collegio fu associato un convitto per l'educazione di giovani napoletani, ove tra gli altri nel XVIII secolo soggiornò Sant'Alfonso Maria de' Liguori. Fu dopo l'unità d'Italia (1868) che il Collegio dei Cinesi fu trasformato in Real Collegio Asiatico e, con la riforma ministeriale di Francesco De Sanctis, in Istituto Orientale, in cui fu soppressa la sezione missionaria ed equiparato ad Università. Ma quando nel mondo asiatico crebbe a dismisura la sua fama, divenendo la “colonna della Santa Sede”, Matteo Ripa si spense mestamente il 29 marzo del 1746, giorno del suo 64° anno. Partendo da alcune considerazioni, espresse dal governatore della provincia di Shamxi, egregiamente sintetizzate da Don Alfonso Raimo (direttore regionale Centri missionari diocesani Campania), l'esperienza di Matteo Ripa “impreziosisce il mosaico della tradizione missionaria campana, lasciando intravedere un particolare interesse per la Cina che ha attraversato le diverse epoche (...), ricordando che sono indelebili le tracce lasciate nella sua terra da quest’intrepido missionario sa1ernitano e che ancora oggi sono moltissime le scuole a lui dedicate”.

Il Collegio dei Cinesi si proponeva la formazione religiosa e l'ordinazione sacerdotale di giovani cinesi convertiti, destinati a propagare il cattolicesimo nel loro paese. Tra gli scopi del Collegio era prevista in origine anche la formazione di interpreti, esperti nelle lingue dell'India e della Cina, al servizio della Compagnia di Ostenda, costituita nei Paesi Bassi con il favore dell'imperatore Carlo VI d'Asburgo, per stabilire rapporti commerciali tra i paesi dell'Estremo Oriente e l'Impero Asburgico, nel cui ambito rientrava il Regno di Napoli. matteo ripa non incise 36 piatti per la villa dell'imperatore kangxi ma 36 vedute della villa su lastre di rame per poterne stampare copie affinché l'imperatore potesse farne dono ai suoi familiari e dignitari. ebbe molte difficoltà a costruirsi un torchio calcografico e a procurarsi le materie prime per fare gli acidi e gli inchiostri per la stampa. tornato in europa, portò con se copie delle vedute della villa di jehol che furcno molto apprezzate in inghilterra da architetti in cerca di soluzioni innovative da sperimentare nella progettazione di ville e giardini. la conformazione dei giardini inglesi è dovuta anche alla incisioni del ripa.--79.42.158.236 (msg) 12:19, 24 apr 2008 (CEST)--79.42.158.236 (msg) 12:19, 24 apr 2008 (CEST)enzo paudice liceo artistico di eboli "incisore"

[modifica] Scritti

  • Matteo Ripa, L'opera sua di artista e missionario in Cina. La questione dei Riti Cinesi dal 1700 al 1750. Preistoria e primi inizi della fondazione. Documenti inediti biografici, storici, politici con introduzione e con note critico-illustrative e copiosi facsimili, raccolti da Gherardo De Vincentiis, Napoli, G. Salvati, 1904;
  • Storia della fondazione della Congregazione e del Collegio de' Cinesi sotto il titolo della Sacra Famiglia di G.C. scritta dallo stesso fondatore Matteo Ripa e de' viaggi da lui fatti. 3 volumi, Napoli, dalla tipografia Manfredi, 1832, contiene:
    • vol. I: Dalla sua vocazione sino allo stabilimento della scuola a Pekin;
    • vol. II: Dallo stabilimento della scuola in Pekin fino alla solenne apertura in questa Congregazione e del Collegio in Napoli;
    • vol. III: Il quale contiene quel che avvenne dopo la solenne apertura della fondazione fino agli ultimi anni, in cui potei notare queste memorie;

[modifica] Bibliografia

  • Cesare Malpica, Il collegio de' cinesi in Napoli. L'apostolo, in "Poliorama pittoresco", n.41 del 25 maggio 1839, pp.324-326;
  • Fortunato Prandi, Matteo Ripa. Memoirs of Father Ripa, during Thirteen Years' Residence at the Court of Peking in the Service of the Emperor of China. With an account of the foundation of the college for the education of young Chinese at Naples. Selected and translated from the Italian by Fortunato Prandi, Elibron Classics, 2002 (Riedizione dell'originale curato nel 1844 a Londra da John Murray).
  • Michele Fatica, "Note sul viaggio di Pietro Guo in Italia, 1859-1860," in Scritture di storia, n.2, 2001, pp. 49-83.
  • Michele Fatica, "L'Istituto Orientale di Napoli come sede di scambio culturale tra Italia e Cina nei secoli XVIII e XIX", in Scritture di storia, n.2, 2001, pp. 83-121.
  • Paul Dreyfus, Matteo Ricci. Le jésuite qui voulait convertir la Chine, Parigi, Éditions du Jubilé, 2004;
  • Matteo Ripa e il Collegio dei Cinesi di Napoli (1682-1869), percorso documentario e iconografico, catalogo della Mostra, Archivio di Stato di Napoli, 18 novembre 2006-31 marzo 2007, a cura di Michele Fatica, Napoli, 2006;
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