Matra M530

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Matra M530
Matra M530LX.jpg
Una Matra M530 LX
Descrizione generale
Costruttore Francia  Matra
Tipo principale Vetture Targa
Produzione dal 1967 al 1973
Sostituisce la Matra Djet
Sostituita da Matra-Simca Bagheera
Esemplari prodotti 9609
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4140 mm
Larghezza 1570 mm
Altezza 1200 mm
Passo 2560 mm
Massa 860 kg
Altro
Stile Philippe Guédon
Auto simili Fiat X1/9
Porsche 914

La M530 era un'autovettura sportiva prodotta dal 1967 al 1973 dalla Casa automobilistica francese Matra.

Storia e profilo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1965, l'allora direttore sportivo della Matra Jean-Luc Lagardère fece iniziare i progetti per la realizzazione di quella che sarebbe divenuta l'erede della Djet, nonché la prima vettura prodotta interamente dalla Matra.
Le specifiche iniziali prevedevano l'uso della vetroresina, come già successo per la Djet. Inoltre, la vettura doveva essere originale nel design, concorrenziale nel prezzo e brillante nelle prestazioni. Per questi motivi ci si doveva avvalere pescando nel calderone delle opportunità che venivano offerte in quell'epoca. La prima fra tutte era la questione relativa all'originalità del design, ma era forse anche quella più facile da risolvere, visto che la Matra possedeva da tempo una ditta specializzata nella lavorazione della vetroresina e pertanto commissionò a tale ditta la realizzazione di un guscio in vetroresina per una carrozzeria di tipo targa (con tetto rigido asportabile)e con fari a scomparsa. Tale guscio in vetroresina sarebbe poi stato imbullonato ad un telaio a piattaforma, sul quale doveva essere montato il motore in posizione centrale.
Poiché tuttavia si voleva realizzare una vettura a 4 posti, o almeno 2+2, il motore doveva essere il più possibile compatto. Dopo aver preso in considerazione anche un propulsore Lancia, ci si avvalse del più economico 1.7 Ford preso dalla Taunus 17M di quell'epoca.
La vettura definitiva fu presentata al Salone di Ginevra del 1967 con la denominazione ufficiale di M530, dal nome di uno dei missili realizzati dalla divisione armamenti della Matra. La reazione del pubblico fu di perplessità: la vettura in effetti appariva sgraziata, a causa dell'enorme discordanza tra le dimensioni relativamente compatte e l'enorme misura del passo, necessario per usufruire dei posti posteriori. Inoltre il frontale era ben poco aggressivo, per via di quel suo taglio che ricordava il muso di un cetaceo. Per finire, il motore adottato non era abbastanza potente e le prestazioni finivano per risentirne, nonostante il peso non fosse stato eccessivo (860 kg a vuoto).
Eppure la M530 aveva molto da dire: si trattava di una vettura sportiveggiante a due posti più due, i cui contenuti erano molto moderni all'epoca. Era moderna la carrozzeria di tipo targa, preceduta di poco solo dalle Porsche 911; era moderna la soluzione dei fari a scomparsa; era piuttosto moderna anche la soluzione del motore centrale, che pochissime auto all'epoca potevano vantare.
Le riviste specializzate, poi, non mancarono di sottolineare che, nonostante la sua bizzarria, l'auto era tutto sommato efficace e divertente da guidare. Per cercare di porre rimedio alla tiepida accoglienza, la M530 divenne oggetto di alcune modifiche e dal 1970 fu rinominata come M530 LX, che però, anche in questo caso, non incontrò molti favori da parte del pubblico. In effetti, la meccanica fu oggetto di interventi marginali, che ne migliorarono la brillantezza solo di poco.
La situazione peggiorò quando la Matra chiuse un accordo con la Simca, allora acquisita dal gruppo Chrysler, per la vendita della 530 presso le concessionarie del gruppo franco-americano. La M530 a quel punto iniziò ad essere venduta in molti mercati come Matra-Simca, sebbene non montasse nessun organo meccanico delle vetture di Nanterre. Ma ciò bastò ad impensierire ulteriormente il pubblico, e a nulla valsero gli allori sportivi di cui la Matra si stava ricoprendo in quei primi anni settanta.
Perciò, nel 1971 fu introdotta la M530 SX, versione economica della LX, e dalla quale si distingueva essenzialmente per il frontale, munito di quattro proiettori circolari fissi in luogo dei fari a scomparsa. Pochi risultati commerciali anche in questo caso.
La M530 fu quindi tolta di produzione nel 1973, dopo poco più di 9500 esemplari prodotti.

Linea particolare[modifica | modifica sorgente]

Vista posteriore di una M530 LX

La linea della M530 era di quelle che non lasciava assolutamente spazio a mezze misure: o la si amava o la si detestava. Ed in effetti la M530 lasciava ben pochi compromessi: il passo smisuratamente lungo in rapporto alla lunghezza complessiva la rendeva poco agile nel look. Il muso ricordava quello di un cetaceo sorridente, il che penalizzava ulteriormente la M530. Tra l'altro, il frontale era un misto di spigoli e curve che all'epoca poteva risultare azzardato, anche se trent'anni dopo sarebbe stato ripreso molto più efficacemente dalla Ford.
Il corpo vettura ricordava nel complesso quello della Porsche 914, altra vettura con carrozzeria targa, rivale principale della M530 ed anch'essa destinata ad un non felice esito commerciale.
La coda era molto corta e rastremata: sulle vetture prodotte a partire dal 1970, fu verniciata di nero, e montava due coppie di piccoli fari circolari. La zona più originale si trova appena sopra: nonostante il motore centrale faccia pensare all'assenza di un bagagliaio posteriore, invece lo si ritrova proprio nel tratto terminale della coda. Il vano motore si trova invece sotto l'ampio lunotto avvolgente. Sollevando quest'ultimo, mediante un meccanismo di apertura, si accede al coperchio del vano motore, decisamente piccolo e poco pratico.

La prima serie aveva una curiosa particolarità nella forma del volante, infatti la corona non era tonda ma aveva una struttura leggermente ovale. Si avevano così due vantaggi: in marcia rettilinea il guidatore aveva più spazio per le gambe ed era più facile consultare i due strumenti posti ai lati della strumentazione.

Un'altra curiosità riguardava il tetto asportabile (di tipo "targa") e questo vale per tutte le versioni. Il padiglione era formato da due "metà", quella destra e quella sinistra, perfettamente simmetriche. Quando venivano tolte si riponevano sovrapposte e così potevano essere alloggiate nel piccolo vano bagagli posteriore.

La Matra M530 nei media[modifica | modifica sorgente]

Meccanica[modifica | modifica sorgente]

MHV Matra 530.jpg

La M530 montava, come già accennato, un motore V4 di derivazione Ford. Era un 4 cilindri a V di 60° sistemato in posizione centrale longitudinale. La sua cilindrata era di 1699 cm³ ed era alimentato da un carburatore doppio corpo. La distribuzione era ad asse a camme laterale, con comando delle valvole tramite aste e bilancieri. La potenza massima era inizialmente di 72 CV a 5000 giri/min (dal 1970 salirono a 75), mentre la coppia massima era di 145 N·m a 2800 giri/min.
La trazione era posteriore ed il cambio era anch'esso di origine Ford, provenendo dalla Taunus 15M, ed era manuale a 4 marce.
I freni erano a disco sulle quattro ruote, mentre le sospensioni erano a ruote indipendenti sia davanti che dietro, con ammortizzatori idraulici telescopici, molle elicoidali e barra antirollio.

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