Massimo Maria Berruti
| on. Massimo Maria Berruti | |
|---|---|
| Parlamento italiano Camera dei deputati |
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| Luogo nascita | Lagonegro |
| Data nascita | 1º maggio 1949 |
| Titolo di studio | Laurea in giurisprudenza |
| Professione | Avvocato patrocinante in cassazione |
| Partito | Il Popolo della Libertà |
| Legislatura | XIII, XIV, XV, XVI |
| Gruppo | Popolo della Libertà |
| Circoscrizione | IV (Lombardia 2) |
| Incarichi parlamentari | |
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| Pagina istituzionale | |
Massimo Maria Berruti (Lagonegro, 1º maggio 1949) è un ex manager e politico italiano, esponente di Forza Italia e del Popolo della Libertà, più volte parlamentare italiano.
Indice |
[modifica] Biografia
È stato inizialmente capitano della Guardia di Finanza nel nucleo speciale di polizia valutaria[1], incarico poi lasciato nel 1980, anno in cui fu indagato e arrestato all'interno di una storia di tangenti (scandalo Icomec[2]), ma che alla fine lo vide solo momentaneamente assolto. Successivamente ha lavorato prima come commercialista, in seguito come consulente nella Fininvest di Silvio Berlusconi, dove si occupò di società estere e dei contratti dei calciatori del Milan[3].
È fratello di Giuseppe Maria Berruti, ex componente del Consiglio superiore della magistratura[4].
[modifica] Attività politica
Già coinvolto marginalmente nel 1994 nella promozione di Forza Italia, è stato candidato dal partito ed eletto alla Camera dei deputati nella tornata elettorale del 1996, e poi riconfermato nella successiva legislatura, quando fu eletto col sistema proporzionale nella circoscrizione IV Lombardia 2. Nella XV legislatura viene nuovamente eletto nella circoscrizione IV (Lombardia 2), proclamato il 21 aprile 2006. Alle elezioni politiche del 2008, candidato nella circoscrizione Lombardia 2 nelle file del Popolo della Libertà, è stato confermato a Montecitorio.
[modifica] Procedimenti giudiziari
[modifica] Condanna per favoreggiamento
Nel 1979, come membro della Guardia di finanza, condusse un'ispezione per un'evasione di 5 miliardi, presso la Edilnord di Silvio Berlusconi, l' indagine di Berruti finisce nel nulla[5] e pochi mesi dopo è ufficialmente in congedo dal corpo, [3]. Nel 1985 fu arrestato con l'accusa di aver intascato una tangente di 150 milioni durante un'indagine sull'Imotec: in primo grado fu condannato, ma in appello e in Cassazione fu assolto[3]. Nel 1994 Berruti finisce nuovamente sotto inchiesta, stavolta accusato di favoreggiamento, per aver tentato di depistare le indagini tentando di convincere al silenzio i finanzieri arrestati nelle indagini sul caso riguardante la Fininvest. Dal processo uscì con una condanna a 10 mesi di detenzione, inflittagli in primo grado, ridotta nei gradi successivi a 8 mesi di carcere per favoreggiamento. Durante il processo di primo grado sulle tangenti alla Guardia di Finanza, nel 1997, affermò[3]:
| « Volevo difendere la stabilità del governo Berlusconi » |
[modifica] Procedimento per riciclaggio
Viene accusato di riciclaggio nell'ambito del processo per i diritti televisivi e dei fondi neri Fininvest/Mediaset degli anni '90, in cui gli sono state contestate alcune operazioni bancarie sul conto corrente Jasran della SBS-Société de Banque Suisse, a lui riconducibile, avvenute tra il 10 ottobre e il 21 novembre 1995. Per tali operazioni è assolto, in secondo grado, dalla Corte d'Appello di Milano, per intervenuta prescrizione del reato.
In merito a tale assoluzione vengono proposti due appelli in Cassazione: uno del pubblico ministero che contesta il metodo di calcolo utilizzato dalla Corte d'Appello nel determinare i termini di prescrizione, un altro dello stesso imputato per ottenere l'assoluzione con formula piena. La Corte di Cassazione respinge il ricorso dell'imputato e accoglie quello del pubblico ministero, fissando al 27 febbraio 2011 i termini per la prescrizione del reato contestato. In base a queste decisioni, il processo riprende in Corte d'Appello.[6]
Il 23 febbraio 2011, il pg di Milano Laura Bertolè Viale ha chiesto la condanna a tre anni di carcere e al pagamento di 6 000 euro di multa.[7]
Il 24 febbraio 2011 la Corte d'Appello di Milano lo condanna a due anni e dieci mesi di reclusione per riciclaggio nel processo milanese d’appello sui presunti fondi neri Mediaset.[8]
Il 1° febbraio 2012 la Corte di Cassazione proscioglie Massimo Maria Berruti dal reato per intervenuta prescrizione.[9]
[modifica] Note
- ^ Nucelo Speciale Polizia Valutaria Roma.
- ^ Tangenti pagate dall'imprenditore Luciano Rodi. Corriere della Sera. Archivio Storico. 29 aprile 1992
- ^ a b c d Marco Travaglio e Peter Gomez, Se li conosci li eviti ISBN-10 8861900542, ISBN-13 9788861900547.
- ^ Tensione al CSM dopo la nomina di Marra. Corriere della Sera. Archivio Storico. 5 febbraio 2010.
- ^ Berruti, da inquisitore a dipendente.Corriere della Sera. Archivio storico. 2 giugno 1995.
- ^ La Cassazione respinge il ricorso del deputato Pdl Massimo Maria Berruti.Il Sole 24 Ore. Norme e tributi. 11 gennaio 2011.
- ^ Chiesti tre anni per Berruti Corriere della Sera, 23 febbraio 2011.
- ^ Fondi neri Mediaset. Berruti (Pdl) condannato a due anni e 10 mesi La Repubblica, 24 febbraio 2011.
- ^ Mediaset: Cassazione, reato prescritto per deputato Pdl Berruti Corriere della Sera, 1° febbraio 2012.
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