Martha Goldstein

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Martha Goldstein, accanto al pianoforte Érard del 1851 usato in alcune sue registrazioni.

Martha Goldstein, nata Martha Svendsen (...), è una pianista e clavicembalista statunitense.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Ha studiato al Peabody Institute e poi alla Juilliard School, con Audrey Plitt, Eliza Woods, James Friskin e Mieczysław Munz. Ha insegnato per venti anni al Peabody e presso il Cornish College of the Arts[1] e dal 1968 ha collaborato con il quintetto di fiati Soni Ventorum,[2] dell'Università di Washington.[3] Vincitrice del concorso Steinway a Baltimora, ha sostenuto una carriera concertistica in America e nord Europa.[4]

Molte delle sue registrazioni sono state distribuite su LP dall'etichetta Pandora Records, casa discografica attiva per circa dieci anni dal 1973 e ritiratasi dall'attività con l'avvento sul mercato del compact disc. L'intero archivio di registrazioni è accessibile sotto licenza libera.[5][6] Molte sue registrazioni seguono criteri filologici e impiegano strumenti e accordature propri del periodo di composizione.[7][8][9]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Aiuto
Chopin: Studio op. 10 n. 1 in do maggiore (info file)
Eseguito da Martha Goldstein su un pianoforte Érard del 1851, pubblicato in PAN 107
  • 1973 - The Italian Harpsichord (Pandora Records, PAN 101)[9][10][11]
  • 1974 - Bach: Flute sonatas. Complete and Authentic Works from the Neue Bach Gesellschaft: Alex Murray (flauto barocco); Martha Goldstein (clavicembalo) (Pandora Records, PAN 104)[12][13][14]
  • Bach: Flute Sonatas. Incomplete and Controversial Sonatas: Alex Murray (flauto barocco); Martha Goldstein (clavicembalo) (Pandora Records, PAN 105)[15]
  • Chopin: Études, Op. 10; Études, Op. 25 (Pandora Records, PAN 107)[16]
  • The Sound of the Keyboard Lute (Pandora Records, PAN 111)[17]
  • 1987 - Brahms: Waltzes (Pandora Records, PAN 119)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Martha Goldstein - Pianist at Piano Society, Piano Society. URL consultato il 29 ottobre 2013.
  2. ^ Soni Ventorum Wind Quintet - Artists. URL consultato il 29 ottobre 2013.
  3. ^ Lyden Megan, The story of the Soni Ventorum Wind Quintet, University of Washington, 2000, OCLC 46797558.
  4. ^ Liner notes for The Sound of the Italian Harpsichord, Pandora Records, 1973. URL consultato il 29 ottobre 2013.
  5. ^ I file sono disponibili anche su Wikimedia Commons alla pagina Martha Goldstein.
  6. ^ Pandora Records. URL consultato il 29 ottobre 2013.
  7. ^ Come gli studi di Chopin, suonati su un pianoforte Érard del 1851 (ascoltabili su Commons).
  8. ^ Further information and biography, Duck.fm. URL consultato il 29 ottobre 2013.
  9. ^ a b L'album The Italian Harpsichord (PAN 101) è citato nella American Record Guide come esempio pionieristico dell'uso di accordature storiche. In una recensione del disco Early Italian Harpsichord Music (1520–1670); Edward Parmentier, clavicembalo; Wildboar WLBR 8001 (Harmonia Mundi):
    (EN)

    « Still in print is a Martha Goldstein recording of German and Italian music from Pandora (PAN 101). Goldstein uses a modern instrument in various tempered tunings, anticipating Parmentier's performance in his previous Wildboar release of Bach's Italian Concerto in Werckmeister temperament. »

    (IT)

    « È ancora in commercio una registrazione di Martha Goldstein di musica italiana e tedesca, edita da Pandora (PAN 101). Goldstein usa uno strumento moderno con varie accordature temperate, anticipando Parmentier nella sua registrazione per Wildboard del Concerto italiano di Bach con il temperamento Werckmeister. »

    (American Record Guide, January/February 1986, p. 42.)
  10. ^ Directory of New Music, Crystal Record Company, 1977, p. 71.
  11. ^ Per questa incisione, ritenuta pionieristica e della quale una copia è depositata presso la Biblioteca del Congresso (LC 73-750964) è stata usata una replica di clavicembalo in stile italiano, costruito da Glenn D. White nel 1973, sviluppato insieme a Lutz Bungart. Ha due registri da otto piedi su un manuale; il piano armonico è in abete Douglas stagionato e la cassa in abete sottile. Nonostante lo stile costruttivo e tecnico sia italiano, le ricche decorazioni sono state fatte in stile fiammingo.
  12. ^ Stereo Review, vol. 36, CBS Magazines, 1976, p. 231.
  13. ^ Recensito in Stereo Review, aprile 1976, pp. 110-111.
  14. ^ Il flauto traverso impiegato nell'incisione è uno strumento originale di Johann Friedrich Engelhard (Norimberga, 1758-1801), intonato sul la a 419 Hz, appartenente alla collezione Wit (Amsterdam). Il clavicembalo è una replica di un modello italiano, simile a quello usato in PAN 101 ma con in più un registro di nazardo e una fila aggiuntiva di saltarelli. È stato accordato con il temperamento Werckmeister n. 1 per le sonate in si minore e in temperamento mesotonico per le altre. Martha Goldstein ha realizzato il basso continuo delle sonate in mi.
  15. ^ Si tratta di una raccolta di sonate la cui attribuzione a Bach è contestata da molti musicologi, tranne quella in la minore, il cui primo movimento è però incompleto. Nella registrazione è stata impiegata la copia di un flauto Willem Beukers di fine Settecento.
  16. ^ Per questa registrazione è stato impiegato un pianoforte originale Érard del 1851, restaurato da Allen Goldstein. Si è trattato di un lavoro conservativo con modifiche minime e lo strumento non è stato in alcun modo modernizzato, conservando anche i martelli e la meccanica originale. È un pianoforte molto più leggero rispetto a moderni strumenti delle stesse dimensioni (pesa la metà rispetto ad uno Steinway modello B), non avendo il telaio in acciaio, ma in legno con rinforzi metallici. L'accordatura di tale strumento è molto meno stabile e la gamma dinamica ridotta rispetto ai moderni strumenti.
  17. ^ Bach suonava il lautenwerk e si presume che le composizioni BWV 996-998 fossero scritte per esso. Lo strumento impiegato nella registrazione è stato costruito da Allen Goldstein nel 1978 ed è una tra le prime ricostruzioni moderne del lautenwerk.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • H. R. Smith Co, The new records, vol. 50, Berkeley, University of California, 1982.
  • Directory of new music, Crystal Record Company, 1977, OCLC 1085363.
  • The American organist, vol. 19, n. 1-6, American Guild of Organists, 1985.
  • Muse, vol. 4-6, Museum of Art and Archaeology, University of Missouri, 1970.

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