Leggings

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Col termine inglese leggings (in Italia chiamati anche "leggins" o "pantacollant" o meno comunemente "pantacalze") si intende comunemente un tipo di indumento aderente, indossato sulle gambe. Erroneamente vengono accomunati ai pantaloni, ma non lo sono. Non hanno niente a che vedere con i gambali (due capi separati, indossati uno per gamba) né con i collant con i quali condividono solo la forma.

Nella maggior parte dei casi non sono assimilabili alla biancheria intima (come invece accade per calze e collant).

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Fino alla seconda guerra mondiale erano indossati come protezione sotto i pantaloni, dai soldati in guerra.

Fuseaux[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni '50 del XX secolo, lo stilista Emilio Pucci riscopre questo elemento e crea un pantalone affusolato che chiama fuseaux (da "fuso" per la forma che regala alla figura femminile). Vengono subito lanciati nel mondo della moda grazie a Audrey Hepburn, che li indossa nei film Sabrina e Cenerentola a Parigi.[1]

Nel 1960 Pucci lancia i pantaloni Viva dotati di uno speciale passante elastico che rimane sotto la pianta del piede mantenendo tesa la stoffa.

Venne poi creata una variante dei fuseaux più corta, che prese il nome di "Capri", com'è tuttora chiamata, dall'omonima isola di Capri meta in quegli anni dello star system hollywoodiano che qui passava molto tempo, e che come Audrey Hepburn e Sophia Loren indossava questi capi che coprivano dal bacino fino subito sotto le ginocchia, lasciando così il resto della gamba libero.

Con l'avvento delle fibre elasticizzate, il modello con passante elastico sotto la pianta del piede (detto anche "staffa") si diffuse in ambito sportivo soprattutto nello sci, nella danza e nella ginnastica.

Moda[modifica | modifica wikitesto]

Leggings

È solo negli anni '70 che nascono i leggings come li conosciamo ora, ispirati ai pantaloni Capri proposti da Pucci ma presentati in una variante molto aderente e senza piede, su invenzione della stilista Patricia Field.[2]

Ma è grazie a Madonna, che li indossò nel film Cercasi Susan disperatamente nel 1985, che si ebbe il vero boom di vendite e l'elevazione dei leggings a vero cool degli anni '80.

Sulle passerelle iniziarono a comparire altri tipi di leggings, come quelli della stilista inglese Liza Bruce che nel 1987 lanciò la moda anni '90 dei pantaloncini da ciclista per il guardaroba femminile, e dei fuseaux fluorescenti.[3]

Come possono essere indossati i leggings

Tramontati nel corso degli anni '90, la griffe Max Mara presentò nel 2006 una collezione di miniabiti abbinati a tacchi alti e leggings neri. Da lì in poi tutte le case di moda e vari designer li hanno inseriti nelle collezioni, variandone la decorazione: jeans, tinta unita, righe o fiori, black & white, animalier maculati o zebrati, liquid in lattice aderentissimi, glitter con paillettes o colori fluo.

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Solitamente sono realizzati in elastam, o in filati misti di nylon e cotone o poliestere, ma esistono anche modelli realizzati in lana o seta.[4]

Negli ultimi anni ne sono stati prodotti di diversi modelli anche con tessuti particolari che risultano molto lucidi (tipo latex).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ D. Braga, Leggings Parade, in "Vogue encyclo".
  2. ^ "Patricia Field.Video intervista esclusiva con la costumista di Sex and the City", di Grazia d'Annunzio, in "Vogue".
  3. ^ "Women's Wear Daily (WWD)", April, 1995, p.2
  4. ^ "LE 10 REGOLE: I LEGGINGS", in "Stile.it"

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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