La purga al pupo

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La purga al pupo
Titolo originale On purge bébé
Paese di produzione Francia
Anno 1931
Durata 62 minuti (1700 metri)
Colore BN
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Jean Renoir
Soggetto una commedia omonima di Georges Feydeau
Sceneggiatura Jean Renoir e i suoi assistenti: Claude Heyman e Pierre Prévert
Produttore Pierre Braunberger e Roger Richebé
Interpreti e personaggi

La purga al pupo (On purge bébé) è un film del 1931 diretto da Jean Renoir.

È il suo primo film sonoro.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Monsieur Follavoine cerca di ottenere di vendere i suoi vasi da notte all'esercito francese. Per concludere l'affare invita a pranzo Chouilloux, un influente funzionario del ministero della difesa, sua moglie e l'amante di lei. Ma quel giorno il figlioletto di Follavoine è costipato e non vuole prendere la purga. Niente si svolge come previsto…

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Riprese[modifica | modifica sorgente]

Le riprese si effettuarono dal 25 marzo al 31 marzo del 1931, negli studi di Billancourt. Girando il film in meno di una settimana e montandolo la settimana successiva, Renoir voleva dimostrare ai produttori che egli era capace di lavorare velocemente e ottenere così di poter realizzare il film successivo che gli stava molto a cuore, La cagna.

Racconta egli stesso:

«Ma prima di arrivare alle riprese de La chienne mi preme mettervi al corrente dei bastoni che mi ritrovai fra le ruote. Si cominciò con una sorta di esame di ammissione volto a dimostrare che potevo essere un regista economico. Questo esame assunse la forma di una realizzazione per lo schermo di un lungometraggio tratto da una commedia di Feydeau On purge le bébé».[1]

Prima[modifica | modifica sorgente]

La prima si ebbe il 21 giugno 1931 a Parigi.

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Il film alla sua uscita ebbe successo di pubblico: costò meno di 200.000 franchi al produttore e gliene fece incassare un milione.[2]

Critica[modifica | modifica sorgente]

«...studiosi come Daniel Serceau[3] e Roger Viry-Babel[4] hanno segnalato l'aspetto di spietata critica sociale che il film presenta, risolvendo entrambi i luoghi tipici della vita borghese, vale a dire, il privato familiare (dominio della donna) e il commercio (dominio dell'uomo), in una storia di stitichezza e di diarrea.»[5]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Jean Renoir, La mia vita, i miei film,pag.92
  2. ^ Jean Renoir, Ecrits 1926-1971, pag. 62.
  3. ^ Daniel Serceau,Jean Renoir, pp. 183-188.
  4. ^ Roger Viry-Babel, Jean Renoir. Films, Textes, Références, p.54.
  5. ^ Giorgio De Vincenti, Jean Renoir, pp. 72-76.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Jean Renoir, La mia vita, i miei film, Marsilio, Venezia 1992. ISBN 88-317-5419-X
  • Jean Renoir, La vita è cinema. Tutti gli scritti 1926-1971, Longanesi, Milano 1978 traduzione di Giovanna Grignaffini e Leonardo Quaresima.
  • Giorgio De Vincenti, Jean Renoir, Marsilio, Venezia 1996. ISBN 88-317-5912-4
  • Daniel Serceau,Jean Renoir, Paris, Edilig, 1985.
  • Roger Viry-Babel, Jean Renoir. Films, Textes, Références, Nancy, Presses Universitaires de Nancy, 1989.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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