La figlia del gigante dei ghiacci

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La figlia del gigante dei ghiacci
Titolo originale The Frost Giant's Daughter
Autore Robert Ervin Howard
1ª ed. originale 1932
Genere racconto
Lingua originale inglese

La figlia del gigante dei ghiacci (The Frost Giant's Daughter, altrimenti conosciuto con il titolo Gods of the North), noto anche come La figlia del gigante del gelo, è un racconto fantasy facente parte del ciclo di Conan il barbaro dello scrittore Robert Ervin Howard.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Dopo una furiosa lotta contro la popolazione Vanir, Conan riceve un forte colpo in testa da uno di questi barbari dalle rosse barbe che però non riesce a metterlo fuori gioco; nell'istante successivo Conan sgozza il Vanir, ma la stanchezza ed il colpo in testa subìto lo fanno crollare privo di sensi nella neve. Si sveglia poco dopo e vede di fronte a sé una ragazza stupenda, sorridente e ben tornita che gli fa cenno di seguirlo. Un istinto sessuale animalesco fa alzare Conan dal suo svenimento e gli fa ribollire il sangue, tanto da cominciare a seguire la ragazza che però riesce sempre a stare a qualche passo di distanza dal barbaro, per quanto questo acceleri il passo sempre più. Conan non si spiega come faccia questa ragazza, seminuda, a resistere al freddo e soprattutto a correre più veloce di lui, ma non fa a tempo a chiedersi queste cose che scopre che la ragazza lo ha allontanato di molto dal luogo in cui era svenuto per attirarlo in una trappola. Ad un certo punto infatti, la ragazza chiama a sé i suoi "fratelli", dei giganti glaciali armati di enormi bastoni che attentano alla vita di Conan. In preda ad una furia mista fra istinto di sopravvivenza e rabbia per l'occasione persa (con la donna), Conan massacra i due giganti e sta per sopraffare anche lei, quando questa chiama in suo aiuto suo "padre" il dio Yimir. Conan fa a tempo solo a strappare l'esile velo che la ragazza indossava quando viene accecato e sviene di nuovo. I suoi compagni della lotta contro i Vanir lo ritrovano svenuto, però nel punto originario, e cercano di convincere Conan che non ha visto nessuna ragazza, ma che era preda di deliri conseguenti allo svenimento. Uno dei più anziani fra loro però è convinto che Conan abbia visto Atali, la figlia del dio-gigante dei ghiacci Yimir che viene sul campo di battaglia per prendere l'anima dei moribondi. Tutti lo deridono, ma Conan, alzatosi, si ritrova in mano proprio il velo strappato alla ragazza...

Commento[modifica | modifica wikitesto]

In questo racconto Howard parla di "brama" sessuale, un argomento che poco piaceva all'America puritana degli anni 30. Come al solito l'azione e lo stile narrativo serrato non mancano e, seppure tra i più brevi, questo racconto fa capire molto bene la strada intrapresa dallo scrittore per il personaggio di Conan.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni di La figlia del gigante dei ghiacci in Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Associazione culturale Delos Books.

fantasy Portale Fantasy: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di fantasy