Robert E. Howard

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Robert Ervin Howard)
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri personaggi con questo nome, vedi Robert Howard (disambigua).
Robert Ervin Howard

Robert Ervin Howard (Peaster, 22 gennaio 1906Cross Plains, 11 giugno 1936) è stato uno scrittore statunitense. È il vero iniziatore dell'heroic fantasy, nonché uno dei massimi esponenti della letteratura dell'orrore e grande interprete del romanzo d'avventura. La sua vita difficile, i suoi spostamenti pressoché nulli e la tragica conclusione della sua esistenza lo accostano molto da vicino allo scrittore italiano Emilio Salgari.

Il suo personaggio di maggior successo è Conan il barbaro, che appare in un ciclo di ventidue opere tra racconti e romanzi. Sulla vita di Howard e sulla sua breve relazione con Novalyne Price Ellis il regista Dan Ireland ha tratto, nel 1996, il film Il mondo intero, con Vincent D'Onofrio nel ruolo dello scrittore.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Robert E. Howard nasce il 22 gennaio del 1906 a Peaster (Texas) dal medico Isaac Mordecai Howard, che gli sopravviverà, e da Hester Jane Ervin, cui sarà fortemente legato, tanto da andare profondamente fiero delle sue origini scozzesi, ereditate proprio dalla madre.

Ben presto (1907) i genitori si trasferirono a Cross Plains, un piccolo paesino della periferia texana, dove Howard passerà la maggior parte della sua vita, escluso il periodo di studi trascorso nella vicina Brownwood.

Di carattere introverso, si chiude ben presto in se stesso e inizia a leggere con avidità romanzi e racconti d'avventura, sognando di vivere le stesse avventure che trovava sui libri; tanto che, appena quindicenne, inizia a scrivere, più per se stesso che per gli altri, i primi racconti. Tra i suoi autori di riferimento ci sono Edgar Rice Burroughs, Sax Rohmer e Rafael Sabatini.

A causa delle prepotenze paterne in casa e delle angherie dei coetanei a scuola, il giovane Howard decide di applicarsi nello sport (pugilato e bodybuilding), irrobustendo il proprio fisico: chi lo conoscerà, infatti, avrà modo di parlarne come di un ragazzo imponente, con muscoli forti e ben sviluppati.

Weird Tales[modifica | modifica sorgente]

Nel luglio del 1925 inizia ufficialmente la sua carriera di scrittore: la rivista pulp Weird Tales, infatti, gli pubblica il racconto Spear and Fang.

Nel 1926 Howard si iscrive alla Howard Payne Academy, una scuola di preparazione per l'università: nell'aprile dello stesso anno viene pubblicato, sulle pagine di Weird Tales, il racconto Wolfshead, una fantasia pseudostorica ambientata nella tenuta africana di un ricco mercante portoghese in cui si scatena un lupo mannaro. Completati gli studi nel 1927, si iscrive all'università, abbandonandola, però, l'anno successivo. Inizia allora una vasta serie di mestieri: barista, fattorino, impiegato. Nell'agosto del 1928 esce su Weird Tales il racconto Ombre rosse, in cui fa il suo esordio il suo personaggio più riuscito, nonché quello cui sarà più legato, l'avventuriero puritano Solomon Kane. La bellezza di questi racconti e la qualità della prosa di Howard colpiranno molto H.P. Lovecraft, che gli farà una grande pubblicità presso amici e parenti. I due grandi autori entreranno in corrispondenza nel 1930: gran parte di questo epistolario verrà pubblicato negli Stati Uniti nel corso degli anni successivi alla loro morte.

Nel 1929 fa il suo esordio un altro personaggio howardiano, Kull di Valusia, principe d'Atlantide, ritenuto da molti critici come la prima vera versione di Conan. Il racconto (Il regno fantasma) vede la luce ad agosto, sempre su Weird Tales.

Dopo un lungo rodaggio con Kull (di cui molti racconti rimarranno inediti, vivente Howard), fa infine il suo esordio Conan il barbaro, il personaggio più famoso di Howard. Il suo primo racconto è La fenice sulla lama, del dicembre del 1932, edito sempre da Weird Tales: marchio di fabbrica del racconto è la possanza fisica del protagonista, il suo coraggio e la sua audacia, mentre lo stile è caratterizzato da una prosa liscia e scorrevole, assai descrittiva e mai appesantita dall'eccesso di dialoghi.

Per chi si accosta oggi alla sua opera può essere difficile comprendere appieno la carica di vibrante novità che la concezione howardiana della fantasy (presto battezzata con la denominazione specifica di sword and sorcery) rappresentò per il pubblico di inizio secolo. Oggi la figura del barbaro nerboruto, vestito succintamente di pelli e coi muscoli inverosimilmente lucidi è tanto stereotipata da diventare quasi un cliché autoironico, ma Howard, che inventò letteralmente quello stereotipo, seppe attorniarlo con un mondo vivo e credibile, popolato da figure memorabili che agivano con grande naturalezza spinte da istinti e motivazioni molto più "umane" di quelle normalmente prese in considerazione nelle saghe epiche e fiabesche a cui di norma si ispiravano gli altri autori del fantastico. In Howard i protagonisti barbari (Kull e Conan) passavano da incontri con nobili decadenti a tribù selvagge, fra avidi mercanti, cortigiani, ladri e stregoni che letteralmente sembravano "uscire" dalla pagina scritta, coinvolgendo il lettore nelle vicende di "un'era mai sognata" che tuttavia pareva molto più plausibile dei reami idealizzati di Lord Dunsany o di Eric Eddison.

Con Conan, quindi, il lettore conosce un mondo nuovo e barbaro, in cui il pericolo è sempre dietro l'angolo. L'influenza di Lovecraft e del suo Ciclo di Cthulhu si combinava perfettamente con l'avventura alla Burroughs e con le atmosfere esotiche tipiche di Clark Ashton Smith e di James Branch Cabell, ottenendo ambientazioni e trame molto verosimili: il lettore, infatti, può sentirsi vicino a Conan mentre egli striscia silenzioso nella foresta, o mentre urla di rabbia al cozzare della sua ascia contro le teste dei nemici.

Il grande successo di Conan non impedisce però a Howard di continuare anche i suoi altri cicli o di aprirne di nuovi, come il ciclo celta, che narra le avventure del capotribù pitto Bran Mak Morn impegnato a unire le tribù britanniche contro la declinante potenza romana, e che culmina in un innovativo (per l'epoca) e memorabile crossover quando, nel racconto Sovrani della notte, Howard fa evocare a un druido al servizio di Bran nientemeno che Kull di Valusia, per recare aiuto alla causa dei Pitti (che, in quanto 'popolazione ricorrente' nelle fantasie howardiane, al tempo di Valusia erano fedeli alleati di Kull).

Nel 1931 fa poi il suo esordio James Allison con I figli della notte (aprile/maggio), mentre a novembre esce il primo racconto del personale contributo di Howard al ciclo di Cthulhu (La pietra nera). Nel 1936 è la volta dell'ultimo breve ciclo, che vede come protagonista Kirby Buckner (primo racconto Canaan nero di giugno).

Nel frattempo (1934) Howard conosce Novalyne Price Ellis, con la quale intraprende una significativa relazione intellettuale, contrastata dalla madre: il diario tenuto da Novalyne con le annotazioni dei loro incontri sarà utile alla donna quando, nel 1986, essa pubblicherà un libro dedicato a Howard, One Who Walked Alone ("Colui che camminava da solo") dal quale sarà tratto un film, Il mondo intero (The Whole Wide World ) del 1996. Nello stesso anno, Howard pubblica su Action Stories il primo racconto su Breckenridge Elkins, il più famoso dei suoi personaggi non fantastici.

Il 1935 è l'inizio di un periodo difficile, dal quale lo scrittore non riuscirà più a riprendersi: prima la notizia di una malattia incurabile diagnosticata alla madre, che cadrà ben presto in coma. L'11 giugno del 1936, distrutto fisicamente e moralmente dalla malattia della madre, Howard si dirige in auto verso il deserto, dove si suicida con un colpo di pistola alla tempia. La madre lo seguirà il giorno successivo.

Lascerà i suoi innumerevoli personaggi, tutti dalla personalità forte, ma con tratti negativi altrettanto marcati, eroi a volte per caso, a volte perché il resto del mondo non era poi tanto migliore di loro.

« Tutto è andato, tutto è finito: ponetemi sulla pira;

la festa è terminata e il lume ora spira. »

(le ultime parole di Howard prima di uccidersi)

Opere[modifica | modifica sorgente]

I cicli del fantastico[modifica | modifica sorgente]

Come tutti gli autori della narrativa del fantastico, del terrore e del mistero, anche Howard ha realizzato una corposa serie di cicli. Nell'edizione Newton & Compton, Tutti i cicli fantastici (5 voll.), 1995 vengono indicati come cicli altri due titoli isolati: Ciclo di Faccia di Teschio, uscito per la prima volta nel 1929, con il romanzo Skull Face, e il Ciclo di Almuric, del 1933. Esiste in effetti un racconto incompleto, Taverner Manor, del ciclo di Skull Face, completato da Richard Lupoff nel 1977. In anni recenti (The Howard Reader #8, Marek, Joe & Mona, 2003) il testo originale è stato riproposto senza aggiunte. Il racconto è inedito in Italia.

Gli altri cicli sono qui presentati secondo una cronologia interna, quando presente, oppure in base all'anno della prima edizione originale. I romanzi e i racconti inseriti in ciascun ciclo sono quelli la cui attribuzione a Howard è da ritenersi assolutamente certa (per maggiori dettagli, consultare la sezione bibliografica).

Kull di Valusia[modifica | modifica sorgente]

I racconti del ciclo di Kull sono circa una decina. Vengono elencati secondo un ordine cronologico stabilito da Lin Carter:

L'edizione che scarta le aggiunte postume è stata pubblicata con il titolo Kull - Esule di Atlantide (Kull - Exile of Atlantis, 2006) nel 2008 in Urania Fantasy

Conan[modifica | modifica sorgente]

Come già detto, il ciclo ufficiale di Conan è da considerarsi solo quello autografo di Howard (ventidue storie). I suoi romanzi e racconti sono qui presentati in ordine cronologico, secondo quanto stabilito da Lyon Sprague de Camp:

La Mondadori ha pubblicato tutti i racconti dedicati a Conan il cui autore è senza alcun dubbio Howard. De Il Palazzo dei Morti, Howard aveva scritto solo qualche frammento: il racconto è stato poi rimaneggiato e completato da un altro autore. L'edizione della Mondadori comprende quattro volumi:

Solomon Kane[modifica | modifica sorgente]

Il ciclo di Solomon Kane è composto da sedici opere tra racconti, poesie e frammenti (questi ultimi pubblicati postumi). Tali opere sono state ordinate cronologicamente da Fred Blosser:

Ciclo celtico[modifica | modifica sorgente]

Il ciclo Celtico è un gruppo di sette racconti incentrato sui condottieri celti Bran Mak Morn (BMM) e Turlogh O'Brien (TOB). Secondo Glenn Lord, malgrado non vi figurino i due protagonisti, il primo racconto del ciclo deve considerarsi La razza perduta (The lost race), pubblicato per la prima volta su Weird Tales nel gennaio del 1927. Gli altri racconti del ciclo vengono presentati in ordine di pubblicazione (e il protagonista è indicato con le iniziali del nome):

  • La razza perduta (The lost race), Weird Tales, gennaio 1927.
  • Sovrani della notte (Kings of the night, Weird Tales, novembre 1930, BMM, in cui compare anche Kull di Valusia, evocato da un sacerdote celta per portare soccorso al re dei Pitti Bran Mak Morn, discendente di Brule il Lanciere, compagno di battaglia di Kull. L'atlantide crede di trovarsi dentro un sogno, mentre i gaelici lo credono uno spettro, anche se "mangia e sanguina".
  • Gli dei di Bal-Sagoth (The gods of Bal-Sagoth, Weird Tales, ottobre 1931, TOB)
  • L'Uomo Scuro (The Dark Man, Weird Tales, dicembre 1931, TOB, BMM)
  • I Vermi della Terra (Worms of the Earth, Weird Tales, novembre 1932, BMM)
  • Il tumulo sul promontorio (The cairn on the headland, Weird Tales, gennaio 1933, TOB)
  • Il crepuscolo del Dio Grigio (The Grey God passes, postumo, in Dark Mind, Dark Hearth, agosto 1972, TOB)

James Allison e Kirby Buckner[modifica | modifica sorgente]

Il ciclo incentrato sul personaggio di James Allison, che ricorda le avventure vissute in vite precedenti, è composto da tre racconti, che sono qui presentati in ordine di pubblicazione:

Il ciclo di Kirby Buckner, avventuriero della New Orleans schiavista, è quasi interamente postumo (il primo racconto apparve su Weird Tales nel giugno del 1936). Anche i racconti di questo ciclo sono presentati in ordine di pubblicazione:

Cthulhu secondo Howard[modifica | modifica sorgente]

Fermo restando che per ciclo di Cthulhu si intende comunque quello concepito e realizzato da Lovecraft, l'argomento attirò comunque l'interesse di Howard, che contribuì con un blocco di 5 racconti ad arricchire la già poderosa opera di Lovecraft. I racconti, come già per le due precedenti sezioni, sono ordinati secondo la data di pubblicazione:

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Le informazioni biografiche sull'autore sono ricavate dai volumi presenti nel cofanetto Howard - Tutti i cicli fantastici (1995) della Newton Compton. Tali informazioni, così come gli articoli di approfondimento, sono a firma di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco. Le cronologie dei cicli e le notizie sui romanzi e racconti in esse contenuti sono anch'esse ricavate dal lavoro di ricerca dei due filologi e pubblicato sempre nei suddetti volumi. Le notizie critiche sono ricavate principalmente dalla lettura diretta delle storie.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 41841537 LCCN: n79018012 SBN: IT\ICCU\CFIV\019174