Keynesismo militare

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Il keynesismo militare è una politica economica che prevede che l'esercito svolga la funzione di datore di lavoro di ultima istanza con un conseguente incremento della spesa pubblica da parte dello Stato nel settore della difesa militare onde incentivare la crescita economica attraverso il conseguimento della piena occupazione. Si tratta di una variazione specifica e particolare del keynesismo. Esempi tipici di questo approccio, nei confronti delle politiche occupazionali, sono la Germania nazista durante la seconda guerra mondiale e gli Stati Uniti e durante le presidenze di Franklin Delano Roosevelt e Harry Truman.

Applicazione[modifica | modifica sorgente]

Germania nazista[modifica | modifica sorgente]

Gran parte dell'economia del Terzo Reich era orientata verso la militarizzazione, soprattutto per preparare una eventuale guerra con le nazioni slave, piuttosto che nella produzione di beni di consumo o verso un'espansione commerciale. Ciononostante, la concentrazione di capitale nell'industria delle armi ha favorito una rapida espansione della capacità industriale tedesca e ha aiutato a ridurre i tassi di disoccupazione.[1]

Stati Uniti[modifica | modifica sorgente]

Negli Stati Uniti venne applicata questa teoria dopo la seconda guerra mondiale, soprattutto durante le presidenze di Franklin Delano Roosevelt e Harry Truman.[2] L'influenza del keynesismo militare sulle scelte di politica economica statunitensi si protrassero sino alla Guerra del Vietnam.[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ L'economia della Germania nazista e la Seconda Guerra Mondiale».
  2. ^ Cos'è l'economia keynesiana?.
  3. ^ James M. Cypher, La ristrutturazione della politica economica degli armamenti in USA: al di là del keynesismo militare.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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