Economia gandhiana

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L'economia gandhiana è una scuola di pensiero economico basata sui principi socio-economici esposti dal leader nonviolento indiano Mohandas Gandhi. È largamente caratterizzata dalla sua affinità ai principi e agli obiettivi del socialismo umanistico nonviolento, ma con il rifiuto della lotta di classe violenta e la promozione dell'armonia socio-economica. Le idee economiche di Gandhi hanno pure lo scopo di promuovere l'armonia e lo sviluppo spirituale, rifiutando il materialismo. Il binomio "economia gandhiana" è stato coniato da Kumarappa, uno stretto collaboratore di Gandhi.[1]

Idee economiche gandhiane[modifica | modifica sorgente]

Economia gandhiana ed etica[modifica | modifica sorgente]

Giustizia sociale e uguaglianza[modifica | modifica sorgente]

Economia rurale nonviolenta[modifica | modifica sorgente]

Il concetto di socialismo[modifica | modifica sorgente]

Attuazione in India[modifica | modifica sorgente]

Interpretazioni moderne[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ V. Kumarappa, 1951 , op. cit.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Centro Studi Sereno Regis, Gandhi: economia gandhiana e sviluppo sostenibile, Torino, SEB 27, 2000, pp. 71.
  • (EN) Kumarappa, Joseph Cornelius, Gandhian Economic Thought, 1ª ed., Bombay, Vora & Co. Publishers, 1951, pp. 72.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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