Kamaran

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Kamaran
كمران
Kamaran Island NASA.jpg
Geografia fisica
Localizzazione Mar Rosso
Coordinate 15°21′N 42°34′E / 15.35°N 42.566667°E15.35; 42.566667Coordinate: 15°21′N 42°34′E / 15.35°N 42.566667°E15.35; 42.566667
Superficie 108 km²
Geografia politica
Stato Yemen Yemen
Cartografia
Mappa di localizzazione: Yemen
Kamaran

[senza fonte]

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L'isola di Kamaran (in arabo كمران ) è la più grande isola yemenita nel mar Rosso e si trova alla coordinate 15.35 Nord, 42.5667 east, occupando una posizione strategica nel mar Rosso. L'isola ha una superficie di circa 108 km² e misura circa 18 km di lunghezza per 7 km di larghezza.

È un'isola continentale in quanto si trova sulla piattaforma continentale della penisola araba ed è circondata per tre lati da una barriera corallina. Sull'isola si trova la città di Furah.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Kamaran era già abitata da secoli quando nel XVI secolo i portoghesi vi insediarono un avamposto. L'isola fu poi occupata dall'impero Ottomano nel XIX secolo quando fu utilizzata come stazione per la quarantena dei pellegrini che si recavano alla città santa della Mecca.

Nel 1915, durante la prima guerra mondiale, i britannici si impadronirono dell'isola, anche se non ne reclamarono ufficialmente il possesso.

Nel 1923, a seguito del trattato di Losanna che smembrava l'impero ottomano, l'isola fu sottratta alla sovranità della Turchia, senza che però fosse deciso a chi fosse poi assegnata l'isola. Le autorità britanniche stipularono due accordi con i Paesi Bassi, nel 1926, e l'Italia, nel 1938, per lo stanziamento di funzionari medici nell'isola, che all'epoca fungeva da stazione di quarantena per i pellegrini diretti alla Mecca.[1]

Nel 1949 la Gran Bretagna formalizzò il fatto che il governatore di Aden governasse anche sull'isola, anche se questa non divenne parte della colonia.

Nel 1967 Kamaran fu acquisita allo Yemen del Sud, ma nel 1972 fu occupata dalla Repubblica Democratica Popolare dello Yemen. Seguendo le sorti dell'intero paese, dal 1990 l'isola fa parte dello Yemen riunificato.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Calendario Atlante De Agostini, pag.218

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Calendario Atlante De Agostini 1940 XVIII, Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1939

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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