James H. Schmitz

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James Henry Schmitz (Amburgo, 15 ottobre 1911Los Angeles, 18 aprile 1981) è stato un autore di fantascienza statunitense. Noto per le sue storie avventurose degli anni sessanta e settanta, divenne famoso per il romanzo Le streghe di Karres, candidato al Premio Hugo nel 1967.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

James Henry Schmitz nacque il 15 ottobre 1911 ad Amburgo da genitori americani. La sua famiglia si spostò negli Stati Uniti durante la prima guerra mondiale, ma tornò in Germania subito dopo. Schmitz viaggiò in America e precisamente a Chicago per periodo di studio, che interruppe per dedicarsi a un corso di giornalismo per corrispondenza; non trovando impiego si stabilì infine in Germania lavorando per la International Harvester, una azienda americana specializzata nella produzione di macchine agricole.

Nel 1938 a causa del sopraggiungere della seconda guerra mondiale fu costretto a ritornare negli Stati Uniti, a Los Angeles. Iniziò la sua carriera di scrittore con il racconto Greenface, pubblicato nel 1943 sulla rivista Unknown, ma con l'ingresso degli Stati Uniti nel conflitto fu arruolato nella United States Army Air Corps, con il compito di fotografo a bordo di aerei da ricognizione sul Pacifico.

Al termine della guerra lavorò come costruttore di roulotte e pubblicò principalmente racconti in modo intermittente fino al 1961 per interessi di varia natura (compreso un suo avvicinamento alla Dianetica). Si sposò con Betty Mae Chapman, programmatrice, e decise infine di diventare scrittore a tempo pieno, attività che continuò fino 1974. Morì di insufficienza epatica nel 1981.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

James Henry Schmitz fu principalmente autore di racconti: ne scrisse di più di sessanta (per lo più inediti in italiano). Iniziò nel 1943, con Greenface, poi ebbe un periodo di pausa fino al 1949, anno di uscita del primo racconto della serie dell'Agente di Vega e della versione breve di quello che diverrà il suo romanzo di maggior successo, Le streghe di Karres. Quest'ultimo fu candidato al Premio Hugo nel 1967 e narra le peripezie di tre ragazzine dotate di poteri mentali simili alla magia e di un capitano d'astronave che suo malgrado diventa loro protettore e vittima.

La Federazione dell'Hub[modifica | modifica wikitesto]

Il suo periodo più fecondo si colloca negli anni sessanta-settanta, quando ebbe modo di sviluppare la serie della Federazione dell'Hub, che al termine risulterà costituita da due romanzi (Legacy e The Demon Breed) e una trentina fra storie brevi e racconti, per un totale superiore alle 500.000 parole.

Le storie della Federazione dell'Hub si collocano in un futuro non precisato, dopo che l'espansione dell'umanità, proceduta a rilento per secoli, ha avuto una improvvisa accelerazione per la scoperta dell'Hub, un ammasso stellare comprendente un gran numero di pianeti abitabili. Questa evento porta ad una guerra sanguinosa al termine della quale la Terra è scomparsa dalla memoria e i pianeti dell'Hub si sono associati in una Federazione.

L'organizzazione della Federazione è potente ma non rigida, e consente ampi margini di manovra, fino al punto di permettere brevi guerre private: i governi regionali si occupano della legge, della polizia e delle tasse, mentre il governo centrale si occupa della difesa, della colonizzazione e delle relazioni con le altre specie. Il principale organo di governo è il Concilio, che coordina e media le attività dei vari Dipartimenti, fra cui ricopre un ruolo significativo il Servizio Psicologico, dedicato al controllo ed all'inquadramento delle persone con poteri psichici.

Gran parte delle storie ambientate nell'universo della Federazione dell'Hub hanno come protagonista Telzey Amberdon, una giovane dotata di poteri psichici e delle avventure della sua formazione come membro del Servizio Psicologico; per questa ragione spesso ci si riferisce a queste storie come al Ciclo di Telzey Amberdon.

Negli Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

  • Agent of Vega, 1960
  • A Nice Day for Screaming and Other Tales of the Hub, 1965
  • A Pride of Monsters, 1970
  • The Telzey Toy, 1973
  • Il gioco del leone (The Lion Game, 1973), Casa Ed. La Tribuna, 1976
  • The Best of James H. Schmitz , 1991
  • Telzey Amberdon, 2000
  • T'nT: Telzey & Trigger, 2000
  • Agent of Vega & Other Stories, 2001
  • The Hub: Dangerous Territory, 2001
  • Trigger & Friends, 2001
  • Eternal Frontier, 2002

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

  • La favola dei due orologi (A Tale of Two Clocks, 1962, ripubblicato come Legacy, 1979), Ponzoni Editore, 1964
  • The Universe Against Her, 1964
  • Le streghe di Karres (The Witches of Karres, 1966), Libra, 1976
  • The Demon Breed, 1968
  • The Eternal Frontiers, 1973

Gran parte delle opere di James H. Schmitz è disponibile online gratuitamente, solo in inglese, presso la Free Speculative Fiction Online[1] o la Baen Book[2].

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

James H. Schmitz è poco conosciuto in Italia. Sono stati pubblicati i romanzi La favola dei due orologi e Le streghe di Karres (quest'ultimo più volte ripubblicato), la raccolta Il gioco del leone e poco più di una dozzina di racconti distribuite in varie raccolte.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

James H. Schmitz è particolarmente noto per la forza dei suoi personaggi femminili, specialmente in un periodo in cui le donne nella fantascienza erano rappresentate al più come fanciulle in ambasce. Schmitz non teme di fare di una donna l'eroina di un ciclo di romanzi (come Telzey Amberdon), ma soprattutto evita in modo assoluto qualunque luogo comune, e se lo rappresenta, lo fa per invertirlo e confutarlo dopo poche righe, sorprendendo il lettore.

I suoi romanzi ricadono praticamente tutti nella categoria della space opera; pure senza ricadere fra i grandi del genere, Schmitz ha saputo miscelare sapientemente avventura, ironia e sorpresa - e non solo nel finale. Come è stato scritto da più critici, le sue storie sono "divertenti da leggere".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Free Speculative Fiction Online
  2. ^ (EN) Baen Book

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 45608696 LCCN: n80132906