Insight
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Insight (lett. "visione interna") è un termine di origine inglese usato in psicologia, e definisce il concetto di "intuizione", nella forma immediata ed improvvisa.
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[modifica] Nascita ed evoluzione
Insight è un termine utilizzato dalla psicologia della Gestalt per indicare una ridefinizione del sistema da parte del soggetto, ridefinizione che permette al soggetto di risolvere il problema postogli. Questo concetto è importantissimo perché descrive il processo di apprendimento in termini nuovi, non per "prove ed errori" (trials and errors) come da tradizione comportamentista, ma per riconfigurazione dello spazio del problema e conseguente salto verso la sua soluzione.
L'apprendimento per insight comincia ad essere teorizzato negli anni '20 prima della seconda guerra mondiale, appunto all'interno del movimento della Gestalt. Wolfgang Köhler aveva studiato il comportamento degli scimpanzé di fronte al compito di raggiungere un banana tramite l'utilizzo di una serie di bastoni di diversa lunghezza[2]. Solo montando insieme due bastoni lo scimpanzé avrebbe potuto raggiungere il premio. Dopo lunga esplorazione degli strumenti a propria disposizione e della gabbia e dell'ambiente esterno, lo scimpanzé all'improvviso (come per una intuizione: il fenomeno della Aha Erleibnis, quando tutt'a un tratto la soluzione a lungo cercata viene all'improvviso in mente) monta i due bastoni e raggiunge la banana: quindi non per tentativi ed errori (Legge dell'Esercizio e Legge dell'Effetto di Thorndike) ma perché ha riconfigurato i diversi elementi del sistema (bastoni, gabbia, banana, distanze ecc...) al fine di raggiungere il suo scopo.
La psicologia cognitiva, ripendendo la distinzione platonica tra "diànoia" e "noesis"[3], definisce l' insight come una forma di ragionamento che, piuttosto che analizzare un problema nei dettagli tramite un processo di avvicinamento progressivo alla soluzione, consente di raggiungerla attraverso un'intuizione improvvisa. Sebbene queste due forme di ragionamento siano spesso complementari, l'insight è particolarmente importante nel risolvere problemi nuovi, per i quali le strategie mutuate dall'esperienza si rivelano spesso insufficienti[4][5]. Esempi classici di problemi che vengono generalmente risolti tramite un ragionamento per insight sono il problema della Torre di Hanoi[6], o quello della candela[1] (vedi immagine).
Una definizione intuitiva del concetto di insight è l'esclamazione "Eureka!", attribuita ad Archimede di Siracusa nel momento in cui scoprì (tramite un insight) il suo noto principio.
[modifica] L'insight in psicoanalisi
Nella pratica della psicoanalisi l'insight è quell'input che genera il cambiamento nel paziente. benché vi siano differenti scuole di pensiero, vi è una tendenza più "moderna" di gestire il transfert, evitando più possibile l'intervento dell'analista, per ottenere risultati da un certo punto di vista più spontanei, prodotti dal paziente stesso, meno manipolati. La relazione di amore instaurata durante il transfert deve essere impercettibile, per favorire multipli insight-er. Quest'ultima prassi è effettuata al di fuori della cornice neutra usata in psicoanalisi, l'ambiente classico.
[modifica] Note
- ^ a b Karl Duncker, On Problem Solving, American Psychological Association, 1945.
- ^ Wolfgang Köhler, Intelligenzprüfungen an Anthropoiden, 1917.
- ^ Platone, La Repubblica, IV secolo a.C.
- ^ Newell, A., & Simon, H. A. (1972). Human problem solving. Englewood Cliffs, NJ: Prentice-Hall.
- ^ Kaplan, C.A.; Simon, H. A. In search of insight. Cognitive Psychology 1990, 22, 374-419.
- ^ Kotovsky, K.; Hayes, J.R.; Simon, H.A. Why are some problems hard? Evidence from Tower of Hanoi. Cognitive Psychology 1985, 17, 248-294.

