Insight

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Insight (letteralmente "visione interna") è un termine di origine inglese usato in psicologia, e definisce il concetto di "intuizione", nella forma immediata ed improvvisa.

Indice

[modifica] Nascita ed evoluzione

Il problema della candela, descritto da Karl Duncker[1]: il problema consiste nel fissare una candela al muro avendo a disposizione solo la stessa candela, alcuni fiammiferi e una scatola di puntine da disegno.

Insight è un termine utilizzato dalla psicologia della Gestalt per indicare una ridefinizione del sistema da parte del soggetto, ridefinizione che permette al soggetto di risolvere il problema postogli. Questo concetto è importante perché descrive il processo di apprendimento in termini nuovi, non per "prove ed errori" (trials and errors) come da tradizione comportamentista, ma per riconfigurazione dello spazio del problema, una ristrutturazione concettuale degli elementi disponibili e conseguente salto verso la soluzione.

L'apprendimento per insight comincia ad essere teorizzato negli anni '20 prima della seconda guerra mondiale, appunto all'interno del movimento della Gestalt. Wolfgang Köhler aveva studiato il comportamento degli scimpanzé di fronte al compito di raggiungere una banana tramite l'utilizzo di una serie di bastoni di diversa lunghezza[2]. Solo montando insieme due bastoni lo scimpanzé avrebbe potuto raggiungere il premio. Dopo lunga esplorazione degli strumenti a propria disposizione e della gabbia e dell'ambiente esterno, lo scimpanzé all'improvviso (come per una intuizione: il fenomeno della Aha Erlebnis, quando tutt'a un tratto la soluzione a lungo cercata viene all'improvviso in mente) monta i due bastoni e raggiunge la banana: quindi non per tentativi ed errori (Legge dell'Esercizio e Legge dell'Effetto di Thorndike, v. funzionalismo) ma perché ha riconfigurato i diversi elementi del sistema (bastoni, gabbia, banana, distanze, ecc.) al fine di raggiungere il suo scopo.

La psicologia cognitiva, riprendendo la distinzione platonica tra "diànoia" e "noesis"[3], definisce l' insight come una forma di ragionamento che, piuttosto che analizzare un problema nei dettagli tramite un processo di avvicinamento progressivo alla soluzione, consente di raggiungerla attraverso un'intuizione improvvisa. Sebbene queste due forme di ragionamento siano spesso complementari, l'insight è particolarmente importante nel risolvere problemi nuovi, per i quali le strategie mutuate dall'esperienza si rivelano spesso insufficienti[4][5]. Un esempio classico di problema che viene generalmente risolto tramite un ragionamento via insight è il problema della candela[1] (vedi immagine).

Una definizione intuitiva del concetto di insight è l'esclamazione "Eureka!", attribuita ad Archimede di Siracusa nel momento in cui scoprì (tramite un insight) il suo noto principio.

[modifica] L'insight in psicoanalisi

Nella pratica della psicoanalisi l'insight è quell'input che genera il cambiamento nel paziente, benché vi siano differenti scuole di pensiero, vi è una tendenza più "moderna" nel gestire il transfert, evitando più possibile l'intervento dell'analista, per ottenere risultati da un certo punto di vista più spontanei, prodotti dal paziente stesso, meno manipolati.
La relazione di amore instaurata durante il transfert deve essere impercettibile, per favorire multipli insight-er. Quest'ultima prassi è effettuata al di fuori della cornice neutra usata in psicoanalisi, l'ambiente classico.

[modifica] Note

  1. ^ a b Karl Duncker, On Problem Solving, American Psychological Association, 1945.
  2. ^ Wolfgang Köhler, Intelligenzprüfungen an Anthropoiden, 1917. Trad. ital.: L'intelligenza delle scimmie antropoidi. Giunti-Barbera, Firenze, 1968.
  3. ^ Platone, La Repubblica, IV secolo a.C.
  4. ^ Newell, A., & Simon, H. A. (1972). Human problem solving. Englewood Cliffs, NJ: Prentice-Hall.
  5. ^ Kaplan, C.A.; Simon, H. A. In search of insight. Cognitive Psychology 1990, 22, 374-419.

[modifica] Voci correlate