Il ponte di Remagen

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Il ponte di Remagen
Titolo originale The Bridge at Remagen
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1969
Durata 115 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere guerra, azione
Regia John Guillermin
Soggetto Roger O. Hirson
Fotografia Stanley Cortez
Montaggio William T. Cartwright Harry V. Knapp Marshall Neilan Jr.
Musiche Elmer Bernstein
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il ponte di Remagen (The Bridge at Remagen) è un film del 1969 diretto da John Guillermin.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

« Quegli aerei sono nostri ? No maggiore, sono nemici. E chi sono i nemici ? »
(Maggiore Paul Kreugerun in risposta al fatto che gli aerei visti in volo erano americani)

Marzo 1945: ultime fasi della II Guerra Mondiale. Sul fronte occidentale, gli Alleati stanno velocemente penetrando in territorio tedesco. Ultimo ostacolo naturale, il Reno. Il film inizia con le concitate sequenze della corsa degli Americani al ponte di Oberkassel, il quale viene fatto saltare pochi istanti prima del loro arrivo, appena passato l'ultimo treno carico di soldati tedeschi feriti.

L'ultimo ponte rimasto intatto sul Reno è il Ludendorff-Brücke, un ponte ferroviario accanto al paese di Remagen, che così diventa un luogo strategico per fermare l'avanzata. L'avanguardia alleata è costituita dalla compagnia guidata dal Tenente Phil Hartman, agli ordini di un cinico e ambizioso maggiore, mentre al comando delle guarnigioni a difesa del ponte viene inviato dal Generale Von Brock, comandante del settore, il veterano Maggiore Paul Kreugerun; Von Brock, in base agli ordini diramati da Hitler, ordina a Kreugerun di far saltare il ponte non appena si renda disponibile l'esplosivo, ma Kreugerun si oppone disperatamente, perché facendo saltare il ponte circa 40.000 soldati tedeschi resterebbero intrappolati sulla riva occidentale del Reno.

Il Generale Von Brock acconsente a trasgredire gli ordini di Hitler, promettendo a Kreugerun di fargli trovare a Remagen 1.200 uomini tra effettivi e volontari di vario tipo, nonché un battaglione di carri Panzer. Rincuorato, Kreugerun parte per Remagen ma giunto sul luogo trova una realtà ben diversa; non c'è traccia dei soldati promessigli, i volontari si sono liquefatti e i carri Panzer sono stati destinati altrove. Solo poche decine di soldati provati e demoralizzati difendono il ponte, e il Maggiore, resosi conto dell'impossibilità di resistere per tenere aperto il ponte come via di fuga alle truppe in ritirata, appena arriva l'esplosivo dà ordine di minarlo, mentre una fiumana di profughi e di soldati in ritirata lo sta attraversando.

Nel frattempo gli Americani si stanno muovendo velocemente per raggiungere quell'ultimo ponte, e il reparto di Hartman, perso il suo capitano in un agguato tedesco che lo lascia unico responsabile dell'unità, giunge sfinito al ponte dopo furiosi corpo a corpo con i Tedeschi.

La missione degli Americani è quella di distruggere il ponte, per tagliare la via di fuga ai tedeschi; e un bombardamento aereo arriva per aiutare la missione, ma, giunti a vista di un ponte miracolosamente quasi intatto, gli ordini cambiano improvvisamente: non più distruggere, ma conquistare il ponte. Ecco quindi che Hartman e i suoi uomini vengono mandati allo sbaraglio sul ponte, e qui decimati dalle mitragliatrici tedesche, mentre gli artificieri americani cercano di disinnescare le cariche. Il Maggiore Kruegerun riesce ad innescare l'esplosivo, e il ponte sparisce tra le esplosioni. Salvo che al dissiparsi del fumo riappare ancora in piedi: l'esplosivo era uno scarto industriale, di bassa potenza.

A questo punto inizia una battaglia di logoramento tra le due sponde, che riduce il reparto di Hartman ad un pugno di uomini. Esasperato ed allucinato, una notte Hartman inizia a camminare sul ponte, sfidando come un pazzo il nemico, ed arriva come uno zombie alla galleria ferroviaria sull'altra sponda, dove trova un pugno di soldati stremati ed una folla di civili terrorizzati, ricevendo la resa del nemico.

Nel frattempo il maggiore Kruegerun, che non può chiedere più aiuto via telefono, è corso al comando del Generale Von Brock per chiedere rinforzi, ma ha la sorpresa di trovarlo agli arresti; il Generale delle SS Gerlack, inviato da Hitler per chiarire i motivi della mancata distruzione del ponte, lo ha arrestato ed arresta pure lui. La mattina seguente, dopo un sommario processo per diserzione davanti al nemico, Kruegerun viene fucilato. Cerca il suo portasigarette ma non lo trova, e quando il capo del plotone gliene offre una rammaricandosi per quella situazione, vedendo una formazione di bombardieri gli chiede se si tratta di aerei tedeschi; alla risposta che si tratta di nemici, si chiede chi è il nemico.

Poche ore prima il tenente Hartman, che ha trovato il portasigarette del Maggiore, alla domanda di un ufficiale tedesco su chi gli abbia dato quell'oggetto, gli risponde: "un amico".

Il film[modifica | modifica wikitesto]

La trama è ispirata ad una battaglia realmente accaduta e, nonostante l'enfasi di alcuni combattimenti (nel rispetto dei canoni del genere), ha una morale decisamente anti-militaristica. Come riporta l'ultima didascalia del film, scritta in inglese, il ponte di Remagen venne preso apparentemente ancora intatto dalle truppe americane, ma dieci giorni dopo la sua conquista crollò mentre veniva attraversato da alcuni mezzi americani, provocando anche dei morti: era stato indebolito dalle mine fatte saltare dai tedeschi i momenti precedenti alla sua cattura.

Il film viaggia su due binari: il confronto a distanza tra Hartman e Kruegerun, che è improntato al rispetto del ruolo imposto dalla guerra, e il contrasto tra Hartman e il sergente Angelo, che, trascinato anche lui dal cinismo di guerra reagisce spogliando dei valori i cadaveri dei nemici. Angelo, durante i combattimenti a Remagen, è costretto ad uccidere un ragazzino che sparava sugli americani, restando traumatizzato, e ad una battuta infelice di Hartman ("lo spoglierai dopo") sta per sparargli in un impeto d'ira. Alla fine del film i due si ritroveranno, quasi unici superstiti del reparto, e finalmente vinceranno la loro disumanità abbracciandosi come vecchi amici, felici di ritrovarsi vivi dopo quella carneficina.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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