Il giardino delle torture

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Il giardino delle torture
Il giardino delle torturе.png
Una scena del film
Titolo originale Torture garden
Paese di produzione Gran Bretagna
Anno 1967
Durata 95 min
Colore Colore
Audio sonoro
Genere orrore
Regia Freddie Francis
Sceneggiatura Robert Bloch
Produttore Max Rosenberg, Milton Subotsky
Fotografia Norman Warwick
Montaggio Peter Elliott
Musiche Don Banks, James Bernard
Scenografia Don Mingaye, Scott Slimon
Interpreti e personaggi

Il giardino delle torture è un film del 1967, diretto dal regista Freddie Francis e prodotto dalla Amicus.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

In un luna park cinque persone (tre uomini e due donne) vengono invitate dal dottor Diabolo, direttore del “Giardino delle Torture”, a visitare un’ala nascosta del suo padiglione dove egli mostrerà loro un orrore ben più grande delle comuni attrazioni da baraccone cui sono abituati. Si tratta di una statua di cera raffigurante la moira Atropo, le cui forbici, se osservate intensamente, regalano paurose visioni del prossimo futuro. Quattro di loro decidono di affrontare la sfida lanciata dal dottor Diabolo.

Primo episodio (Enoch). Colin Williams, giovane squattrinato avido e nullafacente, è mandato a chiamare da un anziano zio gravemente ammalato, dal quale spera di essere nominato suo erede. Ma il vecchio, nonostante viva da benestante in una casa di sua proprietà, afferma di non possedere altro denaro. Volendo costringerlo a rivelargli dove tenga nascosti i suoi averi, Colin provoca la morte dello zio prima che questi abbia potuto metterlo a parte del suo segreto, che tuttavia ritornerà alla luce grazie a una misteriosa bara sepolta in cantina. Si tratta del gatto magico di una strega che lo zio, a suo tempo, ingannò e rinchiuse in quel baule dopo aver sfruttato il suo potere per arricchirsi. Una volta liberato l'animale Colin sfrutta anche il suo potere magico per arricchirsi, senza rendersi conto di diventare un schiavo dei rituali di sangue che il gatto richiede sempre più spesso. Finito in prigione per omicidio viene ucciso dal gatto e il poliziotto che lo trova diventa il nuovo padrone/schiavo dell'animale.

Secondo episodio (Terrore su Hollywood). Carla Hayes è un’aspirante attrice disposta a tutto pur di fare carriera. Dopo esser riuscita a “soffiare” un appuntamento importante ad una sua amica, la ragazza incontra un noto attore di Hollywood e il suo produttore cinematografico, per mezzo dei quali ottiene una parte in un film in corso di lavorazione. Carla scoprirà però che dietro il mondo delle star si cela un terribile segreto. Le star sono assolutamente perfette sui set per un semplice motivo. Non sono più esseri umani. Grazie a particolari operazioni, le parti organiche "inutili" vengono tolte e sostituite con parti meccaniche. Quanto Carla si rende conto che questo sarà il suo destino tenta la fuga ma viene catturata e operata a forza. L'anno dopo si ritroverà sul red carpet di un cinema a presentare il suo nuovo film.

Terzo episodio (Il signor Steinway). La giornalista Dorothy Endicott si innamora del famoso pianista Leo Winston dopo che lui le ha concesso di intervistarlo. Leo vive con la sola compagnia della sua musica e ha uno strano attaccamento al pianoforte regalatogli dalla madre, al quale spesso si rivolge chiamandolo Euterpe. Dorothy vorrebbe liberare Leo da questa sua fissazione ma dopo che lo avrà messo di fronte a una scelta definitiva si renderà conto d’aver commesso un fatale errore. Lo spirito della madre di Leo possiede il pianoforte e non vuole che il figlio si stacchi mai da lei. Prendendo vita si muove per la stanza e spinge Dorothy giù da una finestra, facendola sfracellare sul marciapiede.

Quarto e ultimo episodio (L’uomo che collezionava Poe). Ronald Wyatt ha una passione maniacale per tutto quello che riguarda lo scrittore Edgar Allan Poe. Il ricco collezionista Lancelot Canning, che possiede innumerevoli oggetti appartenuti al grande narratore, lo invita nella sua casa-museo di Baltimora, dove in un sotterraneo chiuso a chiave egli conserva diversi manoscritti inediti di Poe. La provenienza di quelle opere è legata però a un oscuro e affascinante mistero. Nella casa del collezionista Ronald, dopo un'accesa discussione sui vari pezzi unici che l'uomo possiede e la frustrazione di non poterli mai avere, in preda alla rabbia uccide l'uomo. Frugando in casa trova la porta di uno scantinato e qui, ancora intento a scrivere, trova Poe. Lo scrittore, a suo tempo, aveva stipulato un patto per poter scrivere per sempre per cui la sua morte era solo stata simulata, ma ora, dopo decenni, vuole solo morire per davvero e chiede a Ronald di bruciarlo in modo da portelo liberare una volta per tutte dalla sua condanna. Ma la richiesta nasconde un'inganno. Quanto Ronald, allettato dalla possibilità di avere per se tutte le opere inedite di Poe da fuoco alla stanza, lo scrittore gli dice che adesso la sua anima è libera ma che ora Ronald dovrà prendere il posto vuoto lasciato all'inferno.

Raccontata anche la quarta storia ora è il momento della quinta ma l'uomo che dovrebbe avvicinarsi alla statua sembra spaventato. Diabolo lo afferra per un braccio e cerca di trascinarlo avanti ma l'uomo inizia a divincolarsi e spinge Diabolo addosso alla statua. Quando l'imbonitore cade a terra si vedono le forbici piantate nel suo corpo. Tutti i presenti terrorizzati fuggono. Quando è sicuro che non ci sia più nessuno, Diabolo si alza da terra togliendo le finte forbici dalla finta ferita. Solo Ronald è rimasto, nascosto da uno dei drappi. Si limita a sorridere a tutta la farsa fatta fino a quel momento e poi con un cenno del capo se ne va anche lui.

Ma Diabolo non ha ancora finito. Tira fuori il denaro pagato dai spettatori e lo getta in un braciere acceso. Tra le fiamme che si innalzano si vede il suo volto mutare velocemente in quello di un vero diavolo, segno che le visioni avute dagli spettatori sono l'esatto futuro che spetterà ad ognuno di loro.


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