Hawker 400

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Hawker 400
L'Hawker 400XP marche OE-GSG dell'austriaca Jetalliance
L'Hawker 400XP marche OE-GSG dell'austriaca Jetalliance
Descrizione
Tipo Business jet
Equipaggio 2
Costruttore Stati Uniti Hawker Beechcraft
Utilizzatore principale Europa NetJets Europe
Esemplari oltre 700 (al 2013, in produzione)
Sviluppato dal Mitsubishi MU-300 Diamond
Altre varianti Raytheon T-1 Jayhawk
Dimensioni e pesi
Lunghezza 14,76 m (48 ft 5 in)
Apertura alare 13,26 m (43 ft 6 in)
Altezza 4,24 m (13 ft 11 in)
Superficie alare 22,43 (241.4 ft²)
Peso a vuoto 4 558 kg (10 050 lb)
Peso max al decollo 7 303 kg (16 100 lb)
Passeggeri 7-9
Capacità 2 653 kg (5 850 lb)
Propulsione
Motore 2 turbofan Pratt & Whitney Canada JT15D-5
Spinta 12,9 kN (2 900 lbf) ciascuno
Prestazioni
Velocità max 866 km/h (539 mph, 468 kt, Mach .78 MMO)
Velocità di stallo 171 km/h (106 mph, 92 kt) (flap aperti)
Velocità di crociera 820 km/h (510 mph, 443 kt) a 7 000 m (23 000 ft)
Velocità di salita 19,2 m/s (3,770 ft/min)
Autonomia 3 135 km (1 949 mi, 1 693 nmi) a 13 700 m (45 000 ft)
Tangenza 13 700 m (45 000 ft)
Note dati riferiti al Beechjet 400A

i dati sono estratti da Brassey's World Aircraft & Systems Directory 1999/2000[1]

voci di aerei civili presenti su Wikipedia

L'Hawker 400, già Beechcraft Beechjet 400A, è un Business jet bireattore ad ala bassa sviluppato dall'azienda aeronautica statunitense Beechcraft e commercializzato, dopo l'acquisizione dell'azienda, dalla Hawker Beechcraft Corporation (HBC), a sua volta assorbita dalla Raytheon Company ed ora, nella versione più recente, dalla nuova Beechcraft Corporation.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto deriva da un progetto originale sviluppato dall'azienda giapponese Mitsubishi Heavy Industries, intenzionata ad affiancare al Mitsubishi MU-2, il biturboelica che fu un modello di successo nel mercato nazionale del trasporto leggero, di un velivolo completamente nuovo a getto che si collocasse all'apice della gamma, il Mitsubishi MU-300 Diamond (il nome Diamond era stato scelto per sottolineare la sua collocazione di mercato).[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Taylor 1999, p. 521-522
  2. ^ Mitsubishi MU-300 Diamond, airliners.net

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) John W.R. Taylor (ed.), Jane's All the World's Aircraft, 1988-1989, London, Jane's Information Group, 1988, ISBN 0-7106-0867-5.
  • (EN) Michael J.H. Taylor (ed.), Brassey's World Aircraft & Systems Directory 1999/2000, London, Brassey's, 1999, ISBN 1-85753-245-7.

Periodici[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]