Gian Carlo Abelli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Giancarlo Abelli)
Vai a: navigazione, cerca

Gian Carlo Abelli (Broni, 11 maggio 1941) è un politico italiano.

Monogramma della Camera dei deputati Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Broni
Data nascita 11 maggio 1941
Partito PdL
Legislatura XVI
Gruppo PdL
Circoscrizione Lombardia 1

Tra i suoi soprannomi, figurano "il faraone", per il suo ruolo nel sistema della sanità lombarda, e "telefonino", per la sua opera di mediazione telefonica tra Berlusconi e Formigoni[1].

Indice

[modifica] Carriera politica in Lombardia

Negli anni '70 inizia la sua carriera politica nella Democrazia Cristiana lombarda.

Nel 1974 è presidente del Policlinico San Matteo di Pavia. Viene arrestato per peculato, processato ed assolto[2].

Negli anni '90, a seguito della dissoluzione della DC, entra in Forza Italia si avvicina a Roberto Formigoni, che gli affida la gestione del sistema regionale della sanità[2].

[modifica] La tangente di Poggi Longostrevi

Abelli, all'epoca dei fatti presidente della Commissione Sanità della Regione Lombardia, era inoltre amico di Giuseppe Poggi Longostrevi, organizzatore di una truffa che sottrae almeno 60 miliardi di lire alla Regione Lombardia. La procura di Milano, nella sua inchiesta su Poggi Longostrevi, individua almeno un versamento di 72 milioni di lire da Poggi Longostrevi ad Abelli nel 1996-97[3]. Abelli giustifica il versamento come una consulenza, e viene processato per false fatture. Nel 2003 Abelli viene assolto dall'accusa di frode fiscale, in quanto la nuova normativa stabilisce che le false fatture siano punibili solo laddove esista "il dolo specifico di far evadere le tasse". La sentenza conferma che Abelli ha ricevuto "72.800.000 lire per una consulenza non effettiva": "la consulenza mascherava un versamento in denaro al politico per guadagnarne i favori"[2].

Prima di suicidarsi, Poggi Longostrevi dichiarò:

« Per me pagare Abelli era come stipulare un'assicurazione. Dovevo tenermi buono un personaggio politico che nel settore contava molto (...) Alcuni sono stati costretti alle dimissioni solo per un sospetto, altri sono stati premiati con la nomina ad assessore[2] »

[modifica] Assessore regionale

Dopo lo scandalo delle ricette d'oro, Abelli da consulente è promosso assessore della giunta Formigoni.

È stato capogruppo di Forza Italia nel consiglio regionale della Lombardia dal 2005. È inoltre assessore regionale a famiglia e solidarietà sociale, anche se maggiormente legato al sistema della sanità e a Comunione e Liberazione.

Nel suo ruolo politico regionale, Abelli è stato un grande sponsor dell'autostrada Broni-Pavia-Mortara, un progetto lanciato nell'ottobre 2002 e che ha trovato l'opposizione di comitati ed associazioni locali[4].

[modifica] Deputato PdL

Alle elezioni politiche italiane del 2008 è stato eletto alla Camera dei deputati per il Popolo della Libertà. Abelli era il candidato numero tre nel listino del collegio Lombardia 1, direttamente dopo Berlusconi e Fini.

Durante la campagna elettorale, ha querelato Marco Travaglio per una ricostruzione delle sue passate traversie giudiziarie, dalle quali era stato assolto. In una nota ha rimarcato che "l'assessore non ha mai ricevuto compensi in nero e non ha mai evaso il fisco come affermato dal giornalista". Al giornalista di Anno Zero che lo intervistava, Abelli aveva risposto "lei è certamente un rosso, uno stalinista"[5]

Nell'agosto 2008 Abelli è nominato da Berlusconi commissario della sezione altoatesina di Forza Italia, per portare il partito alle elezioni provinciali[6]

In compagnia di Rocco Buttiglione al castello di Bereguardo, nell'ottobre 2009, si lancia in un'invettiva contro "la lobby degli omosessuali, perché gli esseri umani sono necessariamente o uomini o donne"[1]

[modifica] Inchiesta su Montecity Santa Giulia

La Procura di Milano sta conducendo un'inchiesta sulla bonifica condotta da Risanamento S.p.A. nell'area di Milano Santa Giulia, che ha già visto l'arresto dell'imprenditore Giuseppe Grossi, il re delle bonifiche, e di Rosanna Gariboldi, moglie di Abelli. Sul conto denominato "Associati", acceso da Gariboldi presso la Banque J. Safra di Montecarlo, e di cui anche Abelli agiva come procuratore, sarebbero stati bonificato da Grossi e da suoi fiduciari quasi 2,4 milioni di euro, poi in parte restituiti con altre rimesse a banche svizzere[7]

Tra i favori forniti da Grossi ad Abelli ci sarebbero numerosi viaggi su jet privati, un appartamento in centro a Milano[2] e l'affitto ad Abelli di una Porsche 911 coupé da parte di una società di Grossi[7].

[modifica] Note

  1. ^ a b Alberto Statera, "Aldy Abelli, gli affari e l'ira del Faraone. Il terremoto che scuote il sistema Formigoni", La Repubblica, 22 novembre 2009
  2. ^ a b c d e Gianni Barbacetto, "Abelli detto il Faraone", Il Fatto Quotidiano, 22 ottobre 2009
  3. ^ Repubblica.it
  4. ^ http://digilander.libero.it/gulag1/FAQ_Bro_Mo.pdf
  5. ^ "Ora Abelli querela Travaglio dopo l'intervista ad Anno Zero", Provincia Pavese, 22 marzo 2008
  6. ^ Svolta in Forza Italia, c’è il commissario, Alto Adige, 07 agosto 2008 pagina 15
  7. ^ a b Peter Gomez, "Choc lottizzazione, trema la Milano bene", Il Fatto Quotidiano, 21 ottobre 2009

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

Biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Biografie
Predecessore: Vice Coordinatore Nazionale del Popolo della Libertà Successore:
inesistente 29 marzo 2009 in carica
Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue