Fregata minor

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Fregata maggiore
Great Frigatebird at Genovesa.JPG
Fregata minor
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Ordine Suliformes
Famiglia Fregatidae
Genere Fregata
Specie F. minor
Nomenclatura binomiale
Fregata minor
(J.F.Gmelin, 1789)
Sinonimi

Pelecanus minor

La fregata maggiore (Fregata minor (J.F.Gmelin, 1789)) è un uccello marino della famiglia dei Fregatidi.[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

juvenile

La fregata maggiore è lunga 85–105 cm, ha un'apertura alare di 205–230 cm, e pesa 1000-1800 g.[3] La femmina è un po' più grande del maschio, ma le variazioni delle dimensioni cambiano geograficamente.[4] Il piumaggio è quasi interamente nero nei maschi fatta eccezione per le piume scapolari che sono iridescenti e riflettono il sole con colori verdi o violetti. Le femmine hanno la livrea simile ma posseggono una macchia bianca che va dal collo al petto e un cerchio rosso attorno agli occhi. I maschi hanno una sacca gulare rossa cha sbiadisce nel periodo non riproduttivo. I giovani sono neri con testa, gola e petto color bianco-ruggine.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Questa specie trascorre giorni e notti in volo solitario sopra l'oceano raggiungendo anche grandi altezze. Durante il periodo riproduttivo invece diventano uccelli coloniali e dividono i luoghi di nidificazione con altre specie. Sono pressoché incapaci di nuotare e di camminare. Vivono al massimo 37 anni con una media stimata tra i 25 e i 30 anni.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Si cibano prevalentemente di pesci (pesci volanti in primo luogo), meduse, calamari e talvolta di scarti e rifiuti. Quando cacciano, rastrellano la superficie del mare e catturano le prede col becco, evitando di bagnarsi. Spesso approfittano della caccia dei tonni o dei delfini che portano le prede vicine alla superficie.[5] Possono anche procurarsi il cibo tormentando opportunisticamente altri uccelli o predando uova e pulcini altrui. Infine praticano il cleptoparassitismo, inseguendo senza sosta altre specie più piccole, come sule e sterne, finché queste si vedono costrette a rigurgitare il cibo, che le fregate poi afferrano al volo.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Maschio

Durante il corteggiamento i maschi gonfiano e ostentano la sacca gulare rossa e quando la femmina vola sopra loro essi agitano le ali ed emettono il loro richiamo, facendo vibrare la sacca come un tamburo. Dopo che la femmina sceglie il suo compagno si formerà una coppia monogama per una stagione riprodutiva (si riproducono una volta ogni due anni). Il nido viene costruito tra i cespugli o sugli alberi, o anche sul terreno in mancanza di vegetazione. Ogni femmina depone un solo uovo bianco, che viene covato per circa 55 giorni da entrambi i genitori.[6] I piccoli impiumano dopo 4-6 mesi, ma i genitori continueranno a prendersi cura di loro per un periodo di 150-428 giorni. Questo è il periodo di cura parentale post-impiumatura più lungo tra gli uccelli.

Pulcino che elemosina il cibo

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

In una colonia

Questo uccello ha un vasto areale che comprende gran parte delle isole dell'Oceano Pacifico e dell'Oceano Indiano. Sulle Hawaii nidificano circa 10000 coppie. Nel Pacifico centrale e meridionale si trovano colonie dall'Isola di Wake alle Isole Galapagos alla Nuova Caledonia e ad alcuni atolli nel Mar dei Coralli. Nell'Indiano sono altrettanto numerosi, presenti nelle Mauritius, su Aldabra, Christmas Island e sulle Cocos. Esiste anche una piccola popolazione nell'Oceano Atlantico occidentale (isole brasiliane). Le fregate maggiori intraprendono regolari migrazioni: individui inanellati su Tern Island (French Frigate Shoals, Hawaii) hanno viaggiato fino all'Atollo Johnston percorrendo 873 km, altri fino a Quezon nelle Filippine.[7] Nonostante l'ampiezza degli spostamenti le fregate sono legate al luogo di nascita (filopatria) e vi tornano sempre per nidificare.[8]

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

Il termine scientifico minor si deve al naturalista tedesco Johann Friedrich Gmelin che aveva scambiato la specie per un piccolo pellicano, chiamandola Pelecanus minor. Successivamente il termine è rimasto ma differisce dal nome comune.

Fregata minor ha cinque sottospecie:[2]

  • F. minor minor (J.F.Gmelin, 1789), diffusa nell'oceano Indiano orientale e in Australia
  • F. minor aldabrensis Mathews, 1914, oceano Indiano occidentale
  • F. minor palmerstoni (J.F.Gmelin, 1789), oceano Pacifico centrale e occidentale
  • F. minor ridgwayi Mathews, 1914, oceano Pacifico orientale
  • F. minor nicolli Mathews, 1914, oceano Atlantico occidentale

Bandiera e simbolo[modifica | modifica wikitesto]

La Fregata minor è rappresentata sulla Bandiera delle Kiribati (1979) e sullo stemma delle isole Gilbert dal 1932.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) BirdLife International 2009, Fregata minor in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  2. ^ a b (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Fregatidae in IOC World Bird Names (ver 4.2), International Ornithologists’ Union, 2014. URL consultato l'8 maggio 2014.
  3. ^ Metz, V. G., & E. A. Schreiber. (2002). Great Frigatebird (Fregata minor). In The Birds of North America, No. 681 (A. Poole and F. Gill, eds.). The Birds of North America, Inc., Philadelphia, PA.
  4. ^ Schreiber E & Schreiber R (1988) " Great Frigatebird Size Dimorphism on Two Central Pacific Atolls" Condor 90(1): 90–99.
  5. ^ Au, D.W.K. & Pitman, R.L. (1986) Seabird interactions with Dolphins and Tuna in the Eastern Tropical Pacific. Condor, 88: 304-317. [1]
  6. ^ G Beruldsen, Australian Birds: Their Nests and Eggs, Kenmore Hills, Qld, self, 2003, pp. 186–87. ISBN 0-646-42798-9
  7. ^ Dearborn, D., Anders, A., Schreiber, E., Adams, R. & Muellers, U. (2003) “Inter Island movements and population differentiation in a pelagic seabird” Molecular Ecology 12: 2835-2843
  8. ^ Harrison C. (1990). Seabirds of Hawaii: natural history and conservation. Cornell Univ. Press, Ithaca, NY. ISBN 0-8014-2449-6

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Harrison, Peter: Seabirds: An Identification Guide by ISBN
  • Dewey, T. 2009. "Fregata minor" (On-line), Animal Diversity Web. Accessed July 09, 2009 su ADW

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Fregata minor in Avibase - il database degli uccelli nel mondo, Bird Studies Canada.
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