Fondazione (romanzo)

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Fondazione
Titolo originale Foundation
Altri titoli Cronache della Galassia, Prima Fondazione
Autore Isaac Asimov
1ª ed. originale 1951
1ª ed. italiana 1963
Genere Romanzo
Sottogenere Fantascienza
Lingua originale inglese
Serie Ciclo della Fondazione

Fondazione è un romanzo di fantascienza del 1951 scritto da Isaac Asimov, pubblicato in Italia anche con i titoli di Cronache della Galassia e Prima Fondazione.

È il primo libro del Ciclo della Fondazione in ordine di scrittura, anche se non in ordine cronologico e con Fondazione e Impero e Seconda Fondazione forma la così detta Trilogia della Fondazione, saga che valse ad Asimov il premio Hugo nel 1966 come miglior ciclo fantascientifico. Si tratta in realtà di una serie di storie brevi apparse in origine sulla rivista americana Astounding Science-Fiction, più un primo capitolo scritto appositamente. Le singole storie sono indipendenti, ma seguono lo stesso filo conduttore.

Titoli originali[modifica | modifica sorgente]

  • (Senza titolo, scritto nel 1951 per l'edizione in volume)
  • Foundation (maggio 1942)
  • Bridle and Saddle (giugno 1942)
  • The Wedge (ottobre 1944)
  • The Big and the Little (agosto 1944)

Trama[modifica | modifica sorgente]

La storia si suddivide in cinque parti, per un totale di 47 capitoli. Ogni parte, esclusa la prima e la quarta, è caratterizzata da una crisi, denominata Crisi Seldon. Con questo nome si identificano dei periodi critici nel corso della storia, previsti dallo scienziato Hari Seldon tramite la psicostoria o psicostoriografia (come viene tradotta nel 1963), scienza da questi sviluppata ed in grado di prevedere statisticamente il futuro. Questo libro si snoda per i primi duecento anni.

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Trantor, capitale dell'Impero Galattico, una metropoli che copre un intero pianeta. Gaal Dornik, matematico, giunge sul pianeta per incontrarvi Hari Seldon, il primo ed il più grande psicostoriografo vivente. Utilizzando complesse funzioni matematiche, Seldon è giunto alla conclusione che l'Impero sta decadendo e che in pochi secoli arriverà un periodo di barbarie, stimato in trentamila anni. Nel tentativo di ridurre questo tempo ad appena mille, Seldon, che è stato nel frattempo arrestato e sottoposto a processo insieme al suo collega Dornik, propone alla corte giudicante, nella quale è presente l'Imperatore in persona, di istituire una comunità di scienziati per la creazione di un'Enciclopedia galattica. Successivamente il sovrano riceve in via ufficiosa Seldon e Dornik proponendo, in alternativa all'esecuzione capitale, che lo scienziato ed i colleghi operino in un pianeta periferico chiamato Terminus (letteralmente, dal latino, "confine", "termine"; dall'Inglese, "capolinea"). Seldon accetta l'esilio, in quanto fa parte del suo piano ed altro non è che una serie di passaggi di un percorso storico, caratterizzato dal superamento di una serie di Crisi Seldon, che porterà in futuro a realizzare un più solido e duraturo impero.

Prima Crisi: Salvor Hardin[modifica | modifica sorgente]

La comunità originaria degli Enciclopedisti, ovvero coloro che, secondo le direttive iniziali di Hari Seldon devono lavorare alla redazione dell'Enciclopedia Galattica, si è espansa sull'arido pianeta Terminus. Sono passati cinquant'anni ed il capo della comunità è Lewis Pirenne, orgoglioso del fatto che si sia giunti alla vigilia della pubblicazione del primo di una lunga serie di volumi dell'Enciclopedia. Nel frattempo il resto della comunità, la popolazione di Terminus non interessata alla pubblicazione, ha un referente politico, ossia un Sindaco eletto con regolari elezioni, Salvor Hardin. Tenace e provvisto di abilità politica, in seguito alla sua elezione riesce ad entrare nel Consiglio della Fondazione, posizione, come si vedrà in seguito, fondamentale per ottenere una semplice e indolore soluzione alla prima crisi che deve affrontare la comunità.

Questa prima crisi ha come punto focale le mire espansionistiche di Anacreon, divenuto indipendente dall'Impero Galattico con il fine rendere Terminus possedimento feudale, dal momento che è stato abbandonato da un Impero oramai distante nonostante le rassicurazioni puramente verbali dell'ambasciatore in visita.

Merita citare il personaggio affettato di Lord Dorwin, per la sua subdola abilità nell'eludere qualsiasi questione e nel suo interesse meramente filologico sull'origine dell'Umanità, localizzata secondo gli studiosi antichi tra il Sole, Alfa Centauri e Sirio, senza escludere il sistema della stella Arturo, quest'ultime due di fatto inospitali.

A vantaggio della Fondazione, però, ci sono le conoscenze in campo dell'energia atomica, che divengono un'arma contro gli invasori in quanto ne sono praticamente sprovvisti, ovvero si avvalgono oramai di un numero limitato di antichi impianti, probabilmente per la propulsione interstellare, ed avendo una conoscenza puramente empirica. Il solo nominarla infatti, permette a Hardin il tempo di valutare la situazione e trovare una soluzione accettabile, nonostante la posizione di pianeta indifeso. A loro vantaggio viene la ricorrenza del cinquantenario della Fondazione, un'opportunità per conoscere i piani di Seldon. Lo scienziato oramai morto, appare in un locale chiamato Volta sotto forma di registrazione olografica, svelando a tutti il vero obiettivo della creazione della Fondazione.

L'Enciclopedia è un puro espediente per portare uomini di scienza in una zona remota del cadente impero e ricreare i germi della conoscenza nei regni diventati indipendenti. Il periodo di barbarie, infatti, come dimostrano le crisi successive, si basa su una graduale perdita delle conoscenze ed un uso empirico della tecnologia, piuttosto che sulla sua comprensione. Seldon accenna ad una Seconda Fondazione situata alla parte opposta della Galassia. Questa scoperta costringe gli Enciclopedisti, finora increduli di fronte all'evidenza, a fare a meno dell'Impero Galattico confidando finalmente sulle proprie forze.

Seconda Crisi: il Potere Spirituale[modifica | modifica sorgente]

« La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci »
(Salvor Hardin)

Trent'anni prima la Crisi è stata superata abbastanza agevolmente da Hardin, il quale, sfruttando la posizione strategica di Terminus, un pianeta appetibile anche dagli altri regni planetari vicini, concede la conoscenza atomica senza distinzioni. È comunque necessario un profondo controllo della situazione e viene instaurato un vero e proprio culto mistico intorno alla scienza con tanto di una ben precisa gerarchia ecclesiastica.

Questa religione, così ben radicata nel tessuto sociale dei pianeti, legittima regnanti provvedendoli di artifici luminosi che conferiscono aura mistica. Su Anacreon un principe reggente molto ambizioso, Wienis, in attesa della maggiore età del nipote, Leopoldo, amministra il regno e si prepara ad attaccare la Fondazione per vendicarsi degli eventi di trenta anni prima, che avevano in pratica trasformato il regno in un fantoccio della Fondazione stessa.

Wienis riesce a muovere la situazione in modo da avere in mano tutte le carte vincenti, dapprima inviando verso Terminus la sua flotta di astronavi, quindi prendendo come prigioniero di guerra lo stesso Hardin, giunto sul pianeta per assistere all'incoronazione di Leopoldo. Hardin, però, che deve contrastare l'opposizione interna, accusato di immobilismo in politica estera (immobilismo che, secondo i suoi oppositori, ha portato a creare una posizione di inferiorità nei confronti degli alleati), ha organizzato le contromisure con abilità e tempismo. Grazie al sommo sacerdote Verisof, Hardin "scomunica" il potere temporale facendo disattivare le centrali, diventate dei templi di culto, scatenando così la rivolta popolare. Al tempo stesso, il cappellano di guerra presente nella nave ammiraglia, suscita l'ammutinamento di tutta la flotta, scongiurando così l'attacco a Terminus, giudicato orribile sacrilegio.

« Tenga le sue superstizioni in serbo per le masse, Signor Hardin

E per chi altri le tengo in serbo? »

(Wienis e Salvor Hardin)

Dalla sconfitta ed il suicidio di Wienis deriva il consolidamento della posizione della Fondazione. L'apparizione di Seldon nella Volta del Tempo attesta il controllo della Fondazione sulla regione tramite la religione ed il Potere Spirituale sugli altri pianeti ma ammonisce l'assenza di un'egemonia stabile.

Sarà la prossima crisi a mettere in evidenza i limiti di una così stretta unione tra religione e conoscenze scientifiche.

Intercrisi: il pasticcio di Askone[modifica | modifica sorgente]

Per espandere la propria influenza, la Fondazione ai Sacerdoti affianca una nuova figura, quella dei Mercanti, ai quali viene imposto di introdurre il culto dell'energia atomica nei nuovi pianeti.

Limmar Ponyets, deve affrontare una rischiosa operazione quando gli viene chiesto di andare in soccorso di Eskel Gorov, imprigionato su Askone. Gorov, che in realtà è un'agente della Fondazione, giunge sul barbaro pianeta per introdurre la religione atomica e con essa quel commercio che tanta forza economica ha dato all'organizzazione di Seldon. Le leggi a fondamento religioso di Askone vietano assolutamente l'utilizzo dei macchinari atomici, probabilmente a causa di antichi e ormai dimenticati disastri.

Ponyets inizia a trattare con il Gran Maestro, capo della comunità e per convincerlo non solo a rilasciare l'amico, ma soprattutto ad introdurre i macchinari atomici, lo alletta con un piccolo strumento utile per produrre l'oro, metallo prezioso da offrire alle divinità del pianeta. La dimostrazione sembra avere successo, ma per concludere degnamente l'affare, Ponyets deve vincere la diffidenza di Pherl, giovane consigliere, lasciandogli, in cambio di vari metalli, una partita di piccoli macchinari atomici per produrre oro.

Il successo di questa impresa e il superamento di questa crisi, sta però alla base delle diffidenze che, successivamente, incontrerà la Fondazione nella sua successiva fase di espansione, portando all'ultima Crisi Seldon dei suoi primi 150 anni di vita.

Terza Crisi: Hober Mallow[modifica | modifica sorgente]

Alcune navi della Fondazione sono scomparse, probabilmente catturate da Korell, una repubblica solo di nome, in cui il presidente, il Commodoro Asper, è un dispotico regnante che, dietro la facciata di uguaglianza, comanda sul pianeta chiuso in una inespugnabile fortezza.

Il segretario del sindaco Jorane Sutt, che teme di essere di fronte ad una Crisi Seldon, invia il mercante Hober Mallow sul pianeta in missione di ricognizione. Mallow, ancora indeciso sul da farsi, si imbatte in Jaim Twer, che si presenta come mercante e che vorrebbe proporlo per il Consiglio in un partito che dovrebbe raccogliere i migliori esponenti della categoria. Mallow, allora, gli propone di andare con lui sul pianeta Korell e così, a bordo della Far Star e con il suo fidato equipaggio, Mallow e Twer vanno alla volta del pianeta.

Il primo problema che devono affrontare è direttamente legato ai fatti avvenuti su Askone: dopo quell'intrusione della Fondazione nella politica e nella religione locale, molti pianeti, e Korell in testa, dichiarano fuori legge i preti della Fondazione, impedendo loro l'accesso pena la morte. Giunti su Korell, dopo giorni di attesa, l'equipaggio della Far Star lascia entrare un sacerdote della Fondazione, un tale Jord Parma, che asserisce di trovarsi in quella porzione di spazio, in barba alle convenzioni tra Terminus e Korell, per catechizzare i barbari di quel pianeta. Dopo nemmeno mezz'ora giunge allo spazioporto una folla di gente urlante che chiede, per linciarlo, che gli venga consegnato il prete. Mallow, con fermezza e andando contro lo stesso consiglio di Twer, consegna loro il prete e dopo pochi minuti gli viene una convocazione ufficiale per parlare con il Commodoro.

È solo l'inizio di una serie di vittorie per Mallow: entrato con questa mossa nelle grazie del Commodoro stesso, con la scusa di presentargli nuovi macchinari atomici per migliorare la produzione, inizia a guardarsi intorno e scopre che, in realtà, Korell è aiutata militarmente dall'Impero stesso. Infatti la moglie di Asper è, in realtà, la figlia di uno dei tanti Viceré imperiali. Concluso l'affare e scritta una relazione da presentare a Sutt, Mallow si avventura entro i confini dell'Impero, su uno dei pianeti ora periferia, Siwenna. Qui incontra l'ospitalità di Onum Barr, anziano esponente della resistenza locale contro l'Impero.

Seguendo i suoi consigli, Mallow riesce ad entrare in contatto con un tecnico di un impianto nucleare, scoprendo l'arretratezza in campo scientifico evidenziato dalle profonde lacune degli stessi tecnici nel comprendere i macchinari che utilizzano, un'incompetenza diffusa oramai in tutto l'Impero.

Mallow torna su Terminus dove si prepara ad una strenua battaglia contro Sutt che lo accusa di aver mandato a morte certa un sacerdote della Fondazione. In realtà Sutt sa benissimo che l'innocenza di Mallow verrà provata ma il processo sarà un colpo all'immagine del mercante, per aver instaurato traffici con Korell senza l'introduzione della religione di stato, come consuetudine.

Durante il processo, però, Mallow tira fuori un asso dalla manica ovvero lo smascheramento del prete fuggiasco, in realtà un agente della Polizia Segreta di Korell. Superato con successo questo ostacolo e vinte le successive elezioni a sindaco (primo non di Terminus ad essere eletto a tale carica), Mallow consolida il commercio con Korell creando così le basi per il successivo impero economico della Fondazione. Tale politica sembra controproducente agli occhi di Sutt, in quanto consente a Korell di rinforzarsi diventando insidiosa per la Fondazione. In realtà Mallow, comprendendo le potenzialità del commercio, lo ha reso più dipendente alle importazioni e quindi un conflitto andrebbe a scapito del benessere appena acquisito; la popolazione, quindi, pur di non perderlo preme sul Commodoro Asper per la firma di un accordo di pace.

Mallow conquista così potere e gloria, consapevole di chiudere una fase aprendone una nuova, forse meno felice ma perfettamente in linea con il Piano Seldon per la futura ricostruzione dell'impero.

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

  • Isaac Asimov, Foundation, 1951.
  • Isaac Asimov, Cronache della Galassia, traduzione di Cesare Scaglia, collana Urania n° 317 bis, Arnoldo Mondadori Editore, 1963, pp. 183.
  • Isaac Asimov, Prima Fondazione, traduzione di Cesare Scaglia, in Trilogia della Fondazione (contiene anche Fondazione e Impero e Seconda Fondazione), collana Oscar Grandi Classici n° 92, Arnoldo Mondadori Editore, 2004, pp. 208, ISBN 88-04-52864-8.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Edizioni di Fondazione in Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Associazione culturale Delos Books.