Psicostoria

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Col termine psicostoria (o psicostoriografia, a seconda della traduzione) si intende sia una scienza immaginaria, presente nei libri del ciclo della Fondazione di Isaac Asimov, in grado di prevedere l'evoluzione della società umana, sia una branca della psicologia che studia, col metodo della psicoanalisi, la vita dei personaggi storici del passato. La prima accezione ha notevoli parentele con la reale teoria dei giochi.

« La psicostoriografia era la quintessenza della sociologia; era la scienza del comportamento umano ridotto ad equazioni matematiche. »
(Isaac Asimov[1])

Nella fantascienza[modifica | modifica sorgente]

« Le leggi della storia sono assolute come quelle della fisica, e se in essa le probabilità di errore sono maggiori, è solo perché la storia ha a che fare con gli esseri umani che sono assai meno numerosi degli atomi, ed è per questa ragione che le variazioni individuali hanno un maggior valore. »
(Bayta Darell, Fondazione e Impero, cap. 11)

Inventata da Hari Seldon, la psicostoria tramite metodi matematici e statistici è in grado di prevedere, sia pure solo a livello probabilistico, l'evoluzione futura di una determinata società, a condizione che:

  1. essa comprenda un numero particolarmente elevato di intelligenze umane, dell'ordine minimo di un centinaio di miliardi;
  2. almeno il 99% di questa collettività non sia al corrente delle predizioni della psicostoria;
  3. non esistano all'interno di tale raggruppamento significative intelligenze non umane (non solo in senso quantitativo, ma anche qualitativo), come alieni, robot o individui mutanti (infatti la psicostoria è applicabile solo ai comportamenti degli esseri umani, per cui le reazioni di esseri diversi, come gli alieni, le risulterebbero del tutto imprevedibili) (*)
  4. non avvenga fra il momento in cui la previsione viene stipulata e il momento in cui dovrebbe avverarsi una sostanziale e imprevedibile modifica nella società umana (per esempio grandi progressi tecnologici non prevedibili o previsti ma considerati tanto poco probabili da sembrare impossibili)

(*) Emblematico il caso del Mulo, che da solo, in quanto individuo mutante con poteri mentali, sia riuscito a sconvolgere il Piano Seldon

La psicostoria, sebbene sostenga che sia ininfluente, in linea di massima, l'agire del singolo essere umano sul comportamento e le tendenze complessive di una intera società, mostra anche chiaramente che l'operato di alcuni particolari singoli è invece importantissimo durante certi momenti critici dell'evoluzione storica (detti Crisi Seldon) in cui una società è ad un crocevia fra più cammini evolutivi possibili.

Nei romanzi di Asimov, questa scienza viene sviluppata dal matematico Hari Seldon sotto la spinta di R. Daneel Olivaw: quest'ultimo intuisce l'imminente crollo dell'Impero Galattico ma, essendo un robot - ed essendo quindi costretto all'obbedienza alle Tre Leggi (più la Legge Zero) - non può agire se non in un modo estremamente limitato, perché bloccato da infinite sovrapposizioni di potenziali danni e vantaggi per gli esseri umani. La storia è narrata nel romanzo Fondazione anno zero.

Grazie allo studio della psicostoria, nelle opere asimoviane connesse a tale tema, era possibile intervenire per accelerare i processi di sviluppo della società e fare in modo che dei fenomeni potessero avvenire in un tempo minore, oppure individuare e correggere eventuali percorsi economici e politici che potrebbero danneggiare la stessa società. In questo modo tale scienza non prevedeva solo eventi futuri, ma poteva intervenire su di essi. Era per questo motivo che Seldon si applicò per creare la Fondazione.

Il fatto che l'esperienza comune contraddica l'ipotesi di poter analizzare, prevedere ed indirizzare l'evoluzione storica nei termini di una scienza esatta è indirettamente giustificato dall'accenno dell'autore al fatto che la psicostoria sarebbe pienamente applicabile unicamente a gruppi umani eccedenti i cento miliardi di individui, così da salvaguardare la plausibilità fantastica dell'intreccio (che si svolge su scala galattica). Non viene invece affrontato da Asimov il paradosso inerente al fatto che gli "psicostoriografi" che pretendano di orientare la storia futura facciano a loro volta parte dell'evoluzione storica che cercano di influenzare, così che l'intervento medesimo si ritrovi in linea di principio ad essere o irrilevante o predeterminato o entrambe le cose.

L'idea della psicostoria, in una versione non ancora matura, è presente già in un racconto di Asimov del 1940, intitolato Homo Sol, in cui uno psicologo rigeliano scopriva che gruppi numerosi di esseri umani hanno comportamenti prevedibili e influenzabili, contrariamente a tutte le altre specie della galassia.

Anche nel romanzo I robot dell'alba, ambientato molti secoli prima dei romanzi del ciclo della fondazione, il dottor Han Fastolfe, in parte condizionato da Giskard, asserisce di nutrire l'intimo desiderio di fondare una scienza esatta che descrivesse il comportamento su larga scala dell'umanità, e di pensare di chiamarla Psicostoria. Ma - come è possibile leggere in I robot e l'Impero - morirà due secoli più tardi, senza aver potuto realizzare il suo desiderio.

Studi scientifici[modifica | modifica sorgente]

È noto come situazioni simili producano effetti simili, ma oggi nella pratica è difficilmente possibile prevedere con precisione futuri fatti storici, al massimo si possono tentare delle previsioni a breve termine, applicando anche modelli di cliodinamica. Tuttavia, esistono tradizionali posizioni filosofiche che tendono ad escludere che questo sia possibile anche in linea di principio (in base alla massima "homo artifex historiae"), o a seguito del fenomeno detto di eterotelia descritto ad esempio da Jules Monnerot.

Attualmente esiste una branca della psicologia denominata psicostoria, i cui pionieri sono stati Lloyd de Mause e Marc Charron. Essa viene studiata anche in alcune università americane all'interno di corsi di storia o di scienze sociali ed utilizza prevalentemente il paradigma psicoanalitico per indagare la personalità dei personaggi storici attraverso un'analisi, appunto "psicologica", delle fonti e dei documenti d'archivio.

Esiste anche una psicogeografia che è una metodologia d'indagine dello spazio urbano creata nei primi anni cinquanta dal movimento di avanguardia artistica del lettrismo. Il principale esponenente fu il filosofo francese Guy Debord, di fatto un prosecutore del determinismo geografico così opponendosi al volontarismo geografico, concezione tipica della geografia umana francese di Élisée Reclus.

Alcune dottrine religiose, come pure il marxismo, ritengono, almeno in talune loro versioni, che l'evoluzione storica sia predeterminata e che possa essere anticipatamente indagata attraverso il ricorso a fonti rivelate o ad analisi di tipo economico o di altro genere.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Trilogia della Fondazione, Seconda Fondazione, Prologo, pag. 429
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