Impero Galattico (Asimov)

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Nei romanzi del ciclo dei Robot, del ciclo dell'Impero e del ciclo della Fondazione di Isaac Asimov, l'Impero Galattico è un vasto impero che copre l'intera via Lattea, cui appartengono quasi tutti i pianeti colonizzati dall'uomo. La sua descrizione è chiaramente ispirata alla storia dell'Impero romano. A differenza della maggior parte degli imperi galattici descritti nella fantascienza più recente, l'Impero Galattico asimoviano non è caratterizzato negativamente ed è un'istituzione generalmente benigna.

Al momento del suo declino (attorno al 12.000 EG) esso comprende oltre venticinque milioni di mondi abitati, tutti colonizzati da abitanti della Terra (e non dagli spaziali), sebbene la posizione e il nome del pianeta d'origine dell'umanità siano stati dimenticati, e sono un problema di storia, il Problema delle Origini.

La capitale dell'Impero Galattico è Trantor, un pianeta interamente ricoperto da un'enorme megalopoli (definita Ecumenopoli), situato in prossimità del centro galattico. Vi si trovano la residenza dell'Imperatore e gli organi di controllo amministrativo dell'Impero. La maggior parte della popolazione della Galassia (circa i tre quarti) risiede nella parte centrale della Spirale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'Impero deriva da un preesistente Regno di Trantor, che appare già nei due romanzi del ciclo dell'Impero Il tiranno dei mondi e Le correnti dello spazio: inizialmente composto di soli cinque mondi, lo stato fondato da Trantor (prima una Repubblica federale, poi una Monarchia) inglobò sempre più sistemi stellari nel corso dei millenni, fino a fondare un vastissimo impero galattico e rimanendone la capitale per migliaia di anni (centinaia di generazioni secondo l'Enciclopedia Galattica). Aveva una superficie abitata di oltre 75 milioni di miglia quadrate e consisteva di una singola città, un ecumenopoli, con oltre 40 miliardi di abitanti (45 miliardi nell'epoca di massimo splendore, sotto gli imperatori Entunsiani).

Prima dell'ascesa come Impero Galattico, il Regno di Trantor si trovò in competizione con altre entità statali per il dominio della galassia, come lo Stato di Sark (che traeva il proprio potere nella Galassia dal monopolio del tessuto polifunzionale Kirt), lo stato di Sirio, il Regno di Vega e altre numerose entità statali multiplanetarie; tuttavia Trantor riuscì, lentamente nel corso dei millenni, a prevalere su di esse ed infine ad assorbirle nei suoi domini, fondando uno stato-galassia noto semplicemente come Impero Galattico o Impero, destinato a durare dodicimila anni, di cui Franken I divenne il primo sovrano.

La data di fondazione vera e propria dell'Impero è incerta, perché le date fornite nei racconti sono espresse in anni dell'Era Galattica e dell'Era della Fondazione, e non dopo Cristo (l'1 EG è considerato l'anno di fondazione dell'Impero); alcuni indizi la lasciano ipotizzare a circa il 10.000 o 12000 d.C., mentre in Cronache della Galassia (che si svolge nel 12118 EG) viene indicato che l'umanità possiede la tecnologia iperspaziale da più di 50.000 anni.

Per decine di migliaia di anni, l'Impero sarà l'unica forza politica della Galassia, che governerà tutta l'Umanità sotto la sua egidia.

Attorno al 12.000 EG, l'Impero è avviato verso la decadenza; Chetter Hummin, parlando ad Hari Seldon nel 12020 EG (all'inizio di Preludio alla Fondazione), pone la stasi nella ricerca scientifica e la diminuzione della popolazione di Trantor come due dei sintomi della crisi.

L'ultimo Imperatore forte prima della disgregazione dell'Impero è Cleon I, che sale al trono nel 12.010 succedendo al padre Stanel VI. Cleon I avrà come Primo Ministro prima Eto Demerzel e poi Hari Seldon, prima di essere assassinato da Mandell Gruber nel 12038.

Dopo la sua morte il potere passa nelle mani di una Giunta Militare, che governerà per dieci anni con vari comandanti, prima di cadere vittima di un tentativo di imporre una tassa pro-capite agli abitanti di Trantor.

Il potere passa allora all'aristocrazia, che governa attraverso la cosiddetta Commissione per la Sicurezza pubblica, composta principalmente dalle famiglie dei Chens e dei Divarts; gli imperatori immediatamente successivi alla Giunta, come ad esempio Agis XIV, avranno poco potere e saranno ridotti sostanzialmente al rango di prestanome.

Durante questa fase storica avvengono molte insurrezioni (ad esempio la rivolta di Santanni del 12.058 EG, nella quale perde la vita Raych Seldon), ma le prime dichiarazioni d'indipendenza che vengono riconosciute dall'Impero avvengono attorno al 12.118 EG (50 EF), e coinvolgono le prefetture più vicine al pianeta Terminus (i cosiddetti quattro Regni). Da questo momento l'Impero continuerà a perdere territori, mentre molti pianeti si rivoltano e si susseguono le guerre civili provocate dall'ambizione dei Viceré; l'ultima campagna di conquista dell'Impero verrà compiuta contro la Fondazione da Bel Riose sotto Cleon II (l'ultimo Imperatore forte dell'Impero), ma si risolverà in un fallimento a causa dell'impossibilità di creare un rapporto di fiducia tra l'Imperatore e il generale a causa della mancanza di un vero potere nelle mani dell'Imperatore. Trantor continuò a rimanere la capitale dell'Impero anche nei periodi del suo sfaldamento, con la dichiarazione d'indipendenza dei settori periferici; per alcuni secoli, anzi, il pianeta accrebbe adirittura la propria ricchezza opulenta, noncurante dello sfacelo in cui lentamente tutta la Galassia stava sprofondando a partire dalla Periferia galattica, talmente lontana e remota per i trantoriani da essere considerata trascurabile, se non inutile.

In seguito la decadenza continuerà fino al saccheggio di Trantor avvenuto attorno al 260 EF, in seguito al quale l'ultimo Imperatore, Dagobert IX, vivrà su Neo-Trantor governando su soltanto una ventina di pianeti, prima che l'Impero sia definitivamente distrutto dal Mule.

Influenze[modifica | modifica sorgente]

George Lucas si ispirò ai romanzi di Asimov per definire l'universo di Star Wars, sebbene il suo Impero Galattico venga fondato con intenti malevoli. Lo stesso pianeta-capitale Coruscant, ricoperto interamente da edifici, richiama in maniera eclatante Trantor.