Evil - Il ribelle

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Evil - Il ribelle
Evil-2003-Hafstrom.png
Andreas Wilson in una scena del film
Titolo originale Ondskan
Paese di produzione Svezia, Danimarca
Anno 2003
Durata 113 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Mikael Håfström
Soggetto Jan Guillou (romanzo)
Sceneggiatura Hans Gunnarsson, Mikael Håfström
Produttore Hans Lönnerheden, Ingemar Leijonborg
Casa di produzione Moviola Film & Television AB, Nordisk Film, TV4
Distribuzione (Italia) Minerva Pictures
Fotografia Peter Mokrosinski
Montaggio Darek Hodor
Musiche Francis Shaw
Scenografia Anna Asp
Costumi Kersti Vitali
Trucco Karin Fahlén
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Evil - Il ribelle (Ondskan) è un film del 2003 diretto da Mikael Håfström, tratto dal romanzo autobiografico di Jan Guillou La fabbrica del male (Ondskan) del 1981.

Il film è ambientato nel 1959, in un collegio privato dove vi era violenza istituzionale, tema centrale del film. Il personaggio principale, Erik, è interpretato da Andreas Wilson e tra gli altri attori si ricordano Gustaf Skarsgård, Kjell Bergqvist e Björn Granath.

Il film è stato nominato all'Oscar al miglior film straniero e ha vinto tre Guldbagge Awards, tra cui quello per il miglior film.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Erik Ponti è un ragazzo di sedici anni che affronta parecchia violenza nella sua vita. A scuola, lui pesta altri studerti per sfogarsi dalla violenza del suo patrigno a casa. A casa vive con sua madre e col suo sadico patrigno che lo picchia non appena viene irritato.

Quando Erik e la sua banda vengono sorpresi a rubare in un negozio, lui si assume le colpa anche per i suoi amici, venendo quindi espulso dalla scuola e gli viene anche negato l'accesso a tutte le scuole pubbliche. Una serie di circostanze gli permettono di immatricolarsi in un collegio privato, Stjärnsberg, dove ottiene un'altra possibilità di continuare i suoi studi e finire l'anno per accedere al liceo: Erik decide quindi di abbandonare il suo stile di vita violento.

All'inizio, il collegio di Stjärnsberg sembra un ambiente sereno, tanto che Erik stringe diverse amicizie: tuttavia si trova ad affrontare nuovi avversari, sia studenti che membri del consiglio di istituto e insegnanti. Nella scuola vige il "kamratuppfostran" ("redenzione del compagno di scuola"), un nome in codice per un tipo di bullismo diretto in particolare verso studenti non conformisti, volto apparentemente a mantenere la disciplina e l'ordine nella scuola. Erik, essendo il tipo di persona che non accetta le ingiustizie, diventa rapidamente il bersaglio principale, e affronta a viso aperto chiunque gli si pari di fronte. Alla fine, però, a rimetterci per la sua ribellione sono il suo unico amico Pierre, che decide di lasciare il collegio dopo essere stato picchiato, e Maria, ragazza della mensa che si innamora, ricambiata, di Erik, e che viene licenziata per averlo frequentato, ma le regole della scuola erano contrarie a questo.

Ultimo a rimetterci sarà proprio lui, che decide di rinunciare alle parole e al buon carattere e risponde alle provocazioni picchiando due membri del consiglio studentesco davanti a tutti senza fatica, spaccando il naso ad uno e il braccio all'altro. Tuttavia, viene espulso dalla scuola a causa di una lettera di Maria trovata dai compagni dei due membri del consiglio, in cui si comprende che Maria ed Erik abbiano fatto sesso prima che quest'ultima venisse licenziata. Erik si prepara a tornare ma, poi, cambia idea e chiama un suo amico avvocato, attraverso la sua mediazione e minacciando velatamente il direttore del collegio di rivelare tutto quel che gli è accaduto alla polizia e ai giornali, viene riammesso e finisce gli studi, promosso in tutte le materie, con la sola insufficienza in condotta (nel primo semestre invece era l'unico voto positivo), grazie alla quale potrà accedere a qualsiasi liceo.

Una volta tornato, il patrigno domanda ad Erik se la responsabilità di questo voto è dovuta alla relazione con la "puttana finlandese", poiché sono stati informati di tutto. Erik non tollera l'offesa verso Maria e gli fa notare che faceva la cameriera, esattamente come lui. Il patrigno decide di punire ancora Erik picchiandolo, la madre stavolta cerca di impedirlo ma è Erik stesso ad allontanarla, stavolta non avrebbe subìto, e avverte il patrigno che sarebbe presto finito all'ospedale con gli occhi neri, le braccia rotte e il naso distrutto, ordinandogli di andarsene e di non osare parlare alla polizia. La scena si conclude quando Erik si avvicina al padre pronto a mantenere ciò che gli ha appena detto.

L'ultima scena vede Erik, che ha appena trovato lavoro come fattorino in uno studio legale, andare a trovare Pierre, il quale si appresta ad entrare in una scuola per manager, i due si salutano in amicizia ed Erik torna verso casa in bicicletta, finalmente libero e sereno.

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