Equus asinus var. albina

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Asinello bianco
Wild albino donkeys.jpg
Equus asinus var. albina
Stato di conservazione
Status iucn3.1 VU it.svg
Vulnerabile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Perissodactyla
Famiglia Equidae
Genere Equus
Specie E. asinus
Sottospecie var. albina
Nomenclatura binomiale
Equus asinus
Linnaeus, 1758
Nomenclatura trinomiale
Equus asinus var. albina

L'asinello bianco, Equus asinus var. albina, è una sottospecie endemica della Sardegna che vive nell'isola dell'Asinara.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Non sono ancora chiare le origini dell'asino bianco.

Come l'asino domestico, è probabile che provenga da incroci con sottospecie africane, forse un’importazione dall’Egitto, voluta dal marchese di Mores, nobile sardo che nel 1775 si fece assegnare il ducato dell’isola da Amedeo II di Savoia[1]. In alcune parti del mondo, come nell'Asinara, si è rinselvatichito dando vita a popolazioni libere non controllate dall'uomo. Per quanto riguarda l'asino sardo, le località dove veniva allevato erano principalmente Padria, Pozzomaggiore, Alà dei Sardi, Mara, Romana, Villanova Monteleone, e in qualche zona nel Campidano e nell’Iglesiente.

Una tesi più suggestiva racconta del naufragio di un vascello sul finire del ‘700, proveniente dall’Egitto e diretto in Francia, carico di asinelli che, in buona parte, sarebbero riusciti a guadagnare la riva[1].

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Asinara.

Esistono circa 90 individui allo stato brado sull’isola dell’Asinara e nella foresta demaniale di Porto Conte. Grazie all'intervento dell'Istituto di incremento ippico si trovano altri individui in diverse località con lo scopo esclusivo del mantenimento dell'integrità genetica della specie. Diverse decine di esemplari sono tuttora custoditi presso il parco divertimenti Città della Domenica di Perugia, grazie ad un progetto condotto negli anni anni ottanta in collaborazione con l'Università degli Studi di Perugia[2].

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Molto simili agli asinelli sardi, l’asinello bianco differisce per l'altezza di circa 90 cm al garrese (una forma di nanismo insulare), per la testa pesante ed il collo corto, gli arti sottili e robusti. Il manto è folto, poco setoloso e morbido. Fin dalla nascita bianco candido e col tempo diventa invece opaco. La pelle è rosa mentre l'iride è celeste, queste ultime due caratteristiche sono causate dal gene dell'albinismo responsabile della fotofobia che causa agli asinelli bianchi una tipica camminata incerta.

Comportamento[modifica | modifica wikitesto]

Differentemente dai cavalli non si riuniscono in branchi. I maschi adulti vivono solitari, mentre le femmine col puledro. I maschi si uniscono ad una o due femmine durante la primavera mentre in estate formano gruppi misti maschi e femmine anche fra anziani.

Protezione[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante non compaia nella lista delle specie protette dalle leggi regionali, un decreto ministeriale del 27 luglio 1990 lo ha inserito nel "Registro Anagrafico delle Popolazioni Equine riconducibili a Gruppi Etnici Locali", facente parte di un progetto del CNR finalizzato alla "Difesa delle Risorse Genetiche delle Popolazioni Animali".

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il titolo dello spettacolo teatrale di Andrea Cosentino, L'asino albino del 2004 si riferisce proprio all'asino bianco dell'Asinara[3].

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Salvatore Colomo, La fauna della Sardegna vol. 1, 2008, Nuoro, Ed. Archivio Fotografico Nuoro. 58-65.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Asino dell'Asinara, Associazione Italiana Allevatori. URL consultato il 23-10-2010.
  • Asinello bianco in Sardegna Foreste, Ente Foreste. URL consultato il 23-10-2010.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Le origini dell'asino albino, la Repubblica
  2. ^ Situazione dell'asino dell'Asinara presso Città della Domenica, Asini Asinara
  3. ^ Nico Garrone, L'asino albino e il lato oscuro dell'Eden, la Repubblica, 24 luglio 2004
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