Dryas

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Dryas
Dryas octopetala ENBLA04.jpg
Dryas octopetala
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Rosidae
Ordine Rosales
Famiglia Rosaceae
Genere Dryas
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Rosidi
(clade) Eurosidi I
Ordine Rosales
Famiglia Rosaceae
Nomenclatura binomiale
Dryas
L., 1753
Specie
(Vedi testo)

Dryas L., 1753 è un genere di piante spermatofite dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Rosaceae, dall’aspetto di piccole erbacee perenni con grandi fiori.

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

Il genere Dryas comprende pochissime specie i cui fiori hanno un insolito numero di sepali - petali (8) per la famiglia delle Rosaceae che normalmente sono cinque. È caratteristico inoltre il fatto che il calice costituisce un unico organo (i sepali del calice formano un unico verticillo, non un insieme di brattee come in altri fiori). Inoltre gli stili derivano da due lunghe setole piumose come per alcune piante delle Ranunculacee (Pulsatilla montana, chiamata anche Anemone pulsatilla oppure le specie del genere Clematis – Clematide) evidenziando così un possibile collegamento fra le due famiglie (Rosaceae e Ranunculaceae).
In effetti la posizione tassonomica del nostro genere non è molto concorde tra i vari botanici. Inizialmente il genere venne posizionato all'interno della sottofamiglia delle Rosoideae e tribù Dryadeae. Ma in seguito fu trasferito alla sottofamiglia delle Dryadeae insieme ad altri generi: Chamaebatia, Purshia e Cercocarpus. Tutti è quattro questi generi sono caratterizzati dall'ospitare il batterio Frankia.

Questa nuova classificazione più esattamente è così organizzata:

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

È la forma delle foglie che ha dato il nome al genere, queste infatti sono molto simili alla quercia che in greco si dice Drys ( = quercia). Linneo, che per primo usò tale nome per questa pianta, fece riferimento alle Driadi, antiche divinità mitologiche che vivevano nei boschi e che gli antichi greci credevano immortali ed eterne come le querce.
Altri botanici (Carolus Clusius, Lobel de Mathieu (1538-1616) medico e botanista e Jacques Daléchamps (1513-1588) medico e naturalista francese), sempre attirati dai contorni fogliari che ricordano la morfologia delle foglie della quercia, chiamarono diversamente queste piante Chamaedrys; nome che rimane in qualche sinonimo.

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Le piante di questo genere sono considerate semi – arbustive. La forma biologica prevalente di questo genere è definita come camefita reptante (Ch. rept.)  : piante con gemme perennanti situate in posizione basale (massimo 20 cm dal suolo) e con portamento strisciante.

Radici[modifica | modifica sorgente]

Le radici sono del tipo fibroso.

Fusto[modifica | modifica sorgente]

Il fusto alla base può essere legnoso e comunque sempre strisciante.

Foglie[modifica | modifica sorgente]

Le foglie sono semplici, alterne, picciolate a lamina intera o crenata. La pagina inferiore della foglie è sempre tomentosa e biancastra. Sul picciolo fogliare (peloso) sono presenti delle esili stipole.

Infiorescenza[modifica | modifica sorgente]

L'infiorescenza generalmente è composta da fiori solitari portati su sottili e lunghi peduncoli.

Fiori[modifica | modifica sorgente]

I fiori sono grandi di colore bianco o giallognolo; sono ermafroditi e attinomorfi.

Frutti[modifica | modifica sorgente]

I frutti di queste piante sono composti da numerosi acheni sormontati da una lunga coda piumosa per facilitare al massimo la propagazione dei semi per mezzo del vento.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Specie del genere[modifica | modifica sorgente]

Elenco delle specie[modifica | modifica sorgente]

Elenco delle specie del genere Camedrio più conosciute. (I corrispondenti nomi di origine italiana sono indicati in grassetto)

Alcuni ibridi[modifica | modifica sorgente]

Breve descrizioni di alcune specie[modifica | modifica sorgente]

Di seguito sono descritte alcune specie di maggiore interesse.

  • Dryas octopetala L. (1753) – Camedrio alpino: (per questa pianta è disponibile una specifica scheda di approfondimento) è l'unica specie presente nella flora spontanea italiana; l'interesse per questa pianta è quasi unicamente nel giardinaggio.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume secondo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, p. 59.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume primo, Bologna, Edagricole, 1982, p. 569, ISBN 88-506-2449-2.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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